Due novità segnano l’autunno 2026 del Gruppo Marilisa Allegrini. Per la prima volta, la realtà vitivinicola guidata da Marilisa Allegrini entra nel mondo della distribuzione dello Champagne, portando in esclusiva sul mercato italiano le cuvée di Odyssée, progetto fondato ad Avize da Olivier Bonville e Ferdinand Ruelle. Parallelamente, il Gruppo sceglie di raccontare la propria storia attraverso “Dove porta la strada”, il nuovo podcast realizzato con Chora Media, che dà voce a Marilisa Allegrini, Giancarlo Mastella e alle figlie Carlotta e Caterina. Due iniziative differenti, annunciate a pochi giorni di distanza, che si aggiungono al lavoro sulle tre realtà del Gruppo – Poggio al Tesoro, San Polo e Villa Della Torre – e ne accompagnano una nuova fase di sviluppo, tra apertura internazionale e valorizzazione della propria storia familiare.
Marilisa Allegrini e un 2026 di cambiamenti: “Il mondo sta veramente cambiando”
Per comprendere il significato delle due novità bisogna partire dalle parole pronunciate da Marilisa Allegrini, Cavaliere del Lavoro e Presidente dell’omonimo Gruppo, durante la presentazione della partnership con Champagne Odyssée, lo scorso 28 settembre.
Dopo una fase di profonda trasformazione, gli ultimi due anni sono stati dedicati al consolidamento e allo sviluppo delle tre aziende che oggi costituiscono il cuore del progetto familiare: Poggio al Tesoro a Bolgheri, San Polo a Montalcino e Villa Della Torre in Valpolicella.
Poggio al Tesoro, in particolare, rappresenta per Marilisa Allegrini un capitolo fondamentale, al quale ha dedicato vent’anni di lavoro, energie ed entusiasmo. Ma è guardando al mercato attuale che emerge la necessità di continuare a cambiare.
“Io vivo in questo settore da 43 anni e devo dire che stiamo attraversando un passaggio epocale, qualcosa che personalmente non avevo mai visto prima”.
Un giudizio che non riguarda soltanto le difficoltà congiunturali del vino, ma una trasformazione più profonda dei consumi, dei mercati e delle modalità con cui le aziende devono confrontarsi con il pubblico.
“Dobbiamo essere pronti al cambiamento, a individuare nuove dimensioni di mercato e anche a immaginare tipologie di prodotto differenti, perché il mondo sta veramente cambiando. Anzi, per certi aspetti è già cambiato”.
Per Marilisa Allegrini diventa essenziale anche ritrovare un linguaggio capace di avvicinare nuove generazioni di consumatori, alleggerendo una comunicazione che negli anni rischia di essere diventata eccessivamente sofisticata e cerimoniosa.
“Naturalmente dobbiamo andare alla ricerca di nuovi consumatori, soprattutto dei giovani. E con i giovani dobbiamo imparare a utilizzare un linguaggio diverso”.
È all’interno di questa riflessione che si inseriscono le due novità di ottobre. Da una parte una nuova proposta commerciale rivolta soprattutto all’alta ristorazione, dall’altra un progetto narrativo che sceglie l’audio per raccontare persone, territori e scelte imprenditoriali.
Champagne Odyssée, il nuovo gioiello nel portafoglio del Gruppo
L’ingresso nel mondo dello Champagne era un’idea sulla quale Marilisa Allegrini e il direttore commerciale Michele Susini ragionavano da tempo. Non con l’obiettivo di costruire un grande catalogo distributivo, ma con quello di affiancare alle produzioni del Gruppo una selezione di particolare prestigio, coerente con il posizionamento delle aziende e con il lavoro sviluppato nella ristorazione italiana.
L’incontro con Olivier Bonville e Ferdinand Ruelle, fondatori di Champagne Odyssée, ha dato forma concreta a questa intenzione.
“Non perché volessimo costruire una distribuzione colossale, ma perché desideravamo avere dei gioielli da affiancare alle nostre produzioni”.
A convincere Marilisa Allegrini sono stati diversi elementi: la qualità dei vini, il lavoro sulle singole parcelle, la collocazione ad Avize, nel cuore della Côte des Blancs, e soprattutto la possibilità di instaurare un rapporto diretto con i fondatori.
“Credo molto nelle aziende familiari, perché al loro interno si riesce ad avere un dialogo rapido e diretto, e si possono prendere decisioni capaci di accompagnare l’evoluzione del mercato, della commercializzazione e delle strategie”.
Una convinzione che Marilisa Allegrini ribadisce anche nel presentare ufficialmente la nuova partnership:
“Il nostro Gruppo cresce e crescere significa continuare a cercare il bello anche oltre i confini che già conosciamo. L’incontro con Champagne Odyssée nasce davvero da una condivisa sensibilità e visione. Entrare in Champagne, farlo partendo da Avize e dalla Côte des Blancs, rappresenta per noi un passo importante: non soltanto un ampliamento della nostra gamma, ma l’inizio di un nuovo percorso di conoscenza. È proprio questa curiosità, insieme alla ricerca costante dell’eccellenza, che ci permette di continuare a evolvere anche dando valore alle storie che scegliamo di portare in Italia”.

Da Avize alla Côte des Blancs: l’Odissea dello Chardonnay
Champagne Odyssée nasce circa dieci anni fa dall’iniziativa di Olivier Bonville e Ferdinand Ruelle, mentre la presenza commerciale del marchio è più recente. L’idea è costruire un progetto di esplorazione geografica della Champagne, partendo da un luogo preciso e da un vitigno altrettanto definito: Avize e lo Chardonnay.
Nel cuore della Côte des Blancs, all’interno di antiche scuderie restaurate e trasformate in una moderna cuverie, prende forma una gamma interamente dedicata a questo vitigno. Il patrimonio vitato comprende dieci ettari distribuiti tra Avize, Cramant, Oger e Le Mesnil-sur-Oger, quattro comuni Grand Cru nei quali la presenza della craie, la matrice gessosa del suolo, costituisce uno degli elementi fondamentali dell’identità territoriale.
Il lavoro si concentra sulla lettura delle singole parcelle, delle esposizioni e delle differenze tra i diversi cru, con l’obiettivo di restituire attraverso lo Chardonnay una geografia articolata della Côte des Blancs.
Durante la presentazione italiana, Ferdinand Ruelle ha spiegato il senso del progetto:
“È un progetto che abbiamo creato insieme a Olivier Bonville, con l’obiettivo di esplorare e raccontare le differenti espressioni dello Champagne”.
La scelta dello Chardonnay non rappresenta quindi soltanto una specializzazione produttiva, ma il filo conduttore di una ricerca che attraversa interpretazioni millesimate e non millesimate, accomunate dalla volontà di preservare precisione, freschezza ed eleganza.
“È proprio questo uno degli aspetti più interessanti dello Chardonnay: la possibilità di ottenere vini molto differenti, capaci di esprimere contemporaneamente freschezza, precisione, complessità ed eleganza”.



Odyssée Brut Grand Cru Blanc de Blancs, la freschezza di tre vendemmie
La distribuzione italiana affidata al Gruppo Marilisa Allegrini prende avvio con due Champagne Grand Cru Blanc de Blancs, entrambi prodotti esclusivamente da Chardonnay.
Il primo è lo Champagne Odyssée Brut Grand Cru Blanc de Blancs, un assemblaggio di tre vendemmie: 2023 per il 40%, 2022 per il 40% e 2021 per il restante 20%.
Le uve provengono da parcelle selezionate nei comuni Grand Cru di Avize, Cramant e Oger, con vigneti situati tra 130 e 180 metri di altitudine, esposizioni prevalentemente orientate a est e sud-est e suoli caratterizzati da una matrice calcarea e gessosa.
La vinificazione avviene in acciaio inox a temperatura controllata, con fermentazione malolattica svolta. Una parte della massa, circa il 20-25%, affina in legno, utilizzando demi-muids e botti di grande capacità. Seguono 24 mesi di permanenza sui lieviti, mentre il dosaggio finale è di 4,2 grammi per litro.
Il risultato è una cuvée che ricerca un equilibrio tra freschezza, cremosità e maturità, conservando quella tensione minerale e quella riconoscibile impronta salina che costituiscono una delle caratteristiche dello stile Odyssée.
Come spiega Ferdinand Ruelle, “è uno Champagne che deve essere preciso, diretto, con una bella tensione e una chiusura salina”. Michele Susini, in occasione della presentazione, ne ha evidenziato la bevibilità, la lunghezza e la mineralità, caratteristiche che ne confermano la coerenza con le produzioni del Gruppo Marilisa Allegrini.
Odyssée Millésime 2017 Extra Brut, il tempo e il tirage liège
La seconda etichetta scelta per il mercato italiano è lo Champagne Odyssée Millésime 2017 Extra Brut Grand Cru Blanc de Blancs, un’interpretazione dello Chardonnay nella quale il tempo assume un ruolo ancora più importante.
La vendemmia 2017 è stata segnata da condizioni climatiche complesse: una primavera calda, gelate nel mese di aprile e un’estate fresca e piovosa che hanno ridotto sensibilmente le rese. La raccolta, iniziata il 1° settembre, ha permesso di selezionare le uve destinate alla cuvée.
La selezione valorizza parcelle Grand Cru, in particolare ad Avize e Le Mesnil-sur-Oger, dove il suolo può presentare uno strato superficiale estremamente sottile, fino a circa 40 centimetri prima del contatto diretto con la roccia gessosa.
Anche in questo caso la vinificazione avviene in acciaio, con fermentazione malolattica svolta. A distinguere il millesimato è soprattutto il ricorso al tirage liège, con presa di spuma e maturazione sotto tappo in sughero, accompagnato da quattro anni e mezzo di affinamento sui lieviti. Il dosaggio è di appena 2 grammi per litro, nella categoria Extra Brut.
Rispetto al Brut, il Millésime 2017 ricerca un’espressione più profonda e articolata, con maggiore complessità e una struttura che ne sottolinea anche la vocazione gastronomica.
Come ha raccontato Ferdinand Ruelle a Milano:
“Il lungo affinamento sui lieviti permette allo Chardonnay di sviluppare una maggiore complessità e una struttura più articolata, mantenendo però la purezza e la finezza che cerchiamo in tutti i nostri vini”.
Due cuvée differenti, dunque, ma costruite attorno a una stessa idea: interpretare le sfumature dello Chardonnay attraverso il lavoro sui luoghi e sulle parcelle.
Michele Susini: “Erano due anni che parlavamo di Champagne”
La partnership con Odyssée si inserisce in un percorso commerciale che il Gruppo Marilisa Allegrini ha sviluppato soprattutto attraverso il rapporto con la ristorazione di qualità.
A ricordarlo durante la presentazione è stato Michele Susini, direttore commerciale del Gruppo, che ha spiegato come l’intenzione di inserire uno Champagne nel portafoglio fosse maturata nel tempo.
“Erano circa due anni che parlavamo della possibilità di arricchire un catalogo già fortemente orientato a una certa ristorazione con un prodotto di grande eccellenza e prestigio”.
Una ricerca che, fin dall’inizio, aveva un riferimento preciso nello Chardonnay.
“Fin da bambino, quando pensavo allo Champagne, avevo in mente lo Chardonnay. Forse è sempre stata una mia fissazione, ma questa era la mia idea”.
Il confronto con il lavoro di Ferdinand Ruelle e Olivier Bonville ha permesso di individuare un progetto coerente con il livello qualitativo e con l’attenzione alla tipicità già presenti nelle produzioni del Gruppo.
Non a caso, durante il pranzo di presentazione, agli Champagne Odyssée sono stati affiancati alcuni vini rappresentativi delle tre aziende: Sondraia, Dedicato a Walter e Solosole Poggio al Tesoro, il Brunello di Montalcino di San Polo e una magnum dell’Amarone della Valpolicella Amore e Psiche di Villa Della Torre.
Un accostamento che ha voluto sottolineare l’affinità tra realtà differenti per territorio e denominazione, ma accomunate dalla ricerca di qualità, identità e riconoscibilità.

“Dove porta la strada”, Marilisa Allegrini racconta la famiglia con Chora Media
Se l’arrivo di Champagne Odyssée amplia il progetto commerciale, la seconda novità di ottobre riguarda invece il modo in cui il Gruppo sceglie di raccontare la propria storia.
Si intitola “Dove porta la strada” il nuovo podcast realizzato da Chora Media in collaborazione con il Gruppo Marilisa Allegrini, disponibile a partire dal 9 ottobre.
Quattro episodi, quattro voci e tre aziende: un racconto che attraversa la storia di Marilisa Allegrini, Giancarlo Mastella e delle figlie Carlotta e Caterina, intrecciando vicende personali, scelte imprenditoriali e territori.
Il percorso prende avvio da Bolgheri, lungo la strada delle Sondraie, dove nel 2001 comincia la storia di Poggio al Tesoro. Da qui prosegue verso Montalcino, con San Polo, per tornare infine in Valpolicella, a Villa Della Torre.
Un itinerario che coincide con la geografia del Gruppo, ma che soprattutto permette di ricostruire il ruolo delle persone che ne hanno accompagnato la nascita e lo sviluppo.

Mario Calabresi apre il racconto, poi le voci di Giancarlo, Carlotta e Caterina
Il primo episodio, “La strada di Marilisa Allegrini”, disponibile dal 9 ottobre, vede Mario Calabresi dialogare con l’imprenditrice.
È un racconto che attraversa il Veneto e la Toscana, il passaggio dal mondo della salute e della cura a quello del vino e la costruzione di un progetto nel quale il legame con i territori si accompagna alla volontà di sviluppare nuove visioni imprenditoriali.
La voce di Calabresi guida la prima puntata, mentre Graziano Nani conduce i tre episodi successivi, dedicati agli altri componenti della famiglia.
Il 30 ottobre sarà la volta di Giancarlo Mastella, con il suo passato da insegnante e il percorso nel mondo delle parole, della scrittura e della comunicazione. Il 6 novembre toccherà a Carlotta Mastella, che porterà nel racconto la propria formazione scientifica e la laurea in medicina. Il 13 novembre, infine, sarà protagonista Caterina Sofia Mastella Allegrini, con il suo percorso di studi e il dottorato in filosofia.
Quattro testimonianze che compongono un racconto familiare nel quale gusto, arte, cultura e bellezza diventano le parole attraverso cui leggere la storia del Gruppo, ma anche le prospettive future del vino e il rapporto con le nuove generazioni.
Il podcast è disponibile sulle principali piattaforme audio e può essere ascoltato anche su Spotify, Dove porta la strada.
Due novità, un’unica direzione: il futuro del Gruppo Marilisa Allegrini
L’arrivo di Champagne Odyssée e il lancio di “Dove porta la strada” raccontano due aspetti complementari della fase che sta attraversando il Gruppo Marilisa Allegrini.
La prima iniziativa guarda al mercato e alla distribuzione, portando in Italia una produzione di Champagne costruita attorno allo Chardonnay e alla lettura delle differenze territoriali della Côte des Blancs. La seconda guarda alla storia della famiglia e alla necessità di raccontarla attraverso un linguaggio diverso, capace di raggiungere anche un pubblico che non appartiene necessariamente al mondo del vino.
In entrambi i casi emerge la stessa volontà di non considerare concluso il percorso intrapreso con Poggio al Tesoro, San Polo e Villa Della Torre. Dopo due anni dedicati a consolidare l’identità delle proprie aziende, Marilisa Allegrini sceglie di aggiungere un nuovo progetto alla propria offerta e, nello stesso momento, di aprire al pubblico il racconto delle persone che quella storia hanno costruito.
Da Avize a Bolgheri, da Montalcino alla Valpolicella, le novità di questo autunno riportano così al centro una convinzione che attraversa il progetto di Marilisa Allegrini: per continuare a crescere occorre conoscere le proprie radici, ma anche trovare il coraggio di percorrere strade nuove.






























