Doppia festa per il vino veneto alla presentazione della guida Venezie a Tavola 2027. Lunedì 5 ottobre 2026, a Trento, due cantine hanno infatti consegnato altrettanti riconoscimenti. Giannitessari, azienda vitivinicola di Roncà (Verona), ha premiato come Giovane dell’anno Andrea De Lillo, chef del ristorante Nin* di Brenzone sul Garda (Verona). Val d’Oca, invece, ha incoronato Harry’s Piccolo** di Trieste come Ristorante dell’Anno, consegnando il premio agli chef Matteo Metullio e Davide De Pra.
Due gesti che raccontano la stessa visione: da un lato il sostegno ai giovani talenti del Triveneto, dall’altro la vicinanza a un’alta ristorazione fondata su identità, ricerca e qualità della materia prima. Edita da Post Editori e curata dai critici gastronomici e giornalisti Luigi Costa e Davide Scapin Giordani, la guida racconta da diciassette edizioni l’eccellenza enogastronomica di Trentino, Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Istria e Slovenia. Quest’anno ha recensito 200 ristoranti, 50 vini e 30 prodotti tipici.
Andrea De Lillo, un giovane fuori dai soliti tracciati
A omaggiare il cuoco è stato Matteo Franchetto, responsabile commerciale di Giannitessari, con una magnum di Metodo Classico AD 13.21 Monti Lessini Doc, da uva 100% durella. Un premio meritato, visto il curriculum. Classe 1998 e originario di Torbole sul Garda, De Lillo vanta già un ampio bagaglio di esperienze di alto profilo. Dopo gli inizi all’Alta Formazione di Tione (TN), si è perfezionato all’Osteria Francescana*** di Massimo Bottura, alla Locanda Margon di Alfio Ghezzi e da Andrea Berton*. Poi è arrivato l’estero. Al Relæ* di Copenaghen ha appreso l’importanza della sostenibilità e le tecniche della cucina nordica. In Spagna ha affinato la gestione della brace, mentre al Central, in Perù, ha familiarizzato con ingredienti e tecniche ancestrali.

Matteo Franchetto ha dichiarato:
“È un vero piacere supportare un giovane e talentuoso chef come Andrea De Lillo. Per il futuro del settore è necessario sostenere professionisti che si contraddistinguono per competenza, dedizione e il desiderio di uscire dai soliti tracciati. La centralità della ricerca, la sperimentazione, la visione lungimirante costituiscono un’attitudine in cui ci rispecchiamo. Ne è un esempio il nostro AD 13.21, nato dall’assemblaggio di due millesimi, 2013 e 2021, dopo la fase di spumantizzazione anziché prima, ulteriore esempio di superamento delle consuetudini”.
E non è un vino qualunque. Il Monti Lessini Metodo Classico Dosaggio Zero è un’edizione limitata da collezione: solo 200 esemplari in formato magnum, disponibili su assegnazione. Ogni bottiglia è chiusa con ceralacca, un unicum nel panorama spumantistico, e riposa in una curata cassetta di legno dipinto. Il prezzo? 300 euro.
Harry’s Piccolo, l’equilibrio tra identità e innovazione
Sul fronte Val d’Oca, la motivazione del premio parla chiaro. Metullio e De Pra hanno saputo reinventarsi mantenendo salda la propria identità, continuando ad approfondire, studiare e sorprendere. È questo l’approccio che negli anni ha accompagnato la crescita di Harry’s Piccolo e il percorso dei due chef. Per la cantina, del resto, l’alta ristorazione rappresenta un interlocutore naturale per il vino e per una cultura della qualità che nasce dalla materia prima, dal territorio e dalla capacità di interpretarli in chiave contemporanea.

Stefano Gava, Direttore Generale di Val d’Oca, ha dichiarato:
“Premiare il Ristorante dell’Anno di Venezie a Tavola significa per noi essere al fianco di una ristorazione che condivide molti dei valori del mondo del vino Entrambi partono dalla materia prima e dal territorio, ma richiedono anche ricerca, sensibilità e capacità di evolvere. Il percorso di Matteo Metullio e Davide De Pra rappresenta bene questo equilibrio tra identità e innovazione, ed è proprio questo tipo di cultura gastronomica che desideriamo sostenere”.
Le loro storie, infatti, si intrecciano da tempo. Classe 1989 e triestino, Metullio sceglie presto la cucina. Dopo le prime esperienze nelle cucine d’alta quota e l’incontro con Oscar Tibolla, si perfeziona per quattro anni con Norbert Niederkofler in Alta Badia. Nel 2013 arriva a La Siriola, ristorante dell’hotel Ciasa Salares: qui prende la guida della cucina e sceglie De Pra come sous-chef. Nel 2017, insieme ad Alex Benvenuti, dà vita all’Harry’s Piccolo di Trieste, dove ritrova De Pra. Il progetto diventa il cuore della loro storia professionale. A novembre 2018 arriva la prima stella Michelin, nel 2020 la seconda. Dal canto suo, De Pra nasce a Falcade nel 1985 e cresce nella cucina di famiglia. Si forma nei ristoranti alpini, tra Malga Panna, Tyrol e Le Due Spade, e matura poi esperienza nell’hôtellerie di lusso. Insieme, i due sviluppano una cucina fatta di ricerca, materia prima e abbinamenti audaci. Nel 2025, infine, Harry’s Piccolo si è trasferito a Palazzo Dreher, aprendo una nuova fase.
Anche Val d’Oca ha celebrato l’occasione con una magnum. Si tratta del Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Millesimato Extra Dry, una delle Cuvée Classiche della realtà trevigiana. Nel calice è giallo paglierino; al naso regala note fruttate e sfumature agrumate, mentre al palato risulta morbido, equilibrato e fresco.






























