La ripresa dello Champagne supera anche la prova di settembre, ma continua a viaggiare a velocità differenti. Nei primi nove mesi del 2026 le spedizioni raggiungono 174,2 milioni di bottiglie, in crescita del 3,2% rispetto al 2025. Il mese chiude a +7,8%, confermando il segnale positivo arrivato ad agosto, quando il mercato aveva registrato un balzo del 24,8%. A sostenere la crescita restano l’export (+6,8%) e soprattutto le Maison (+5,1%), mentre la Francia continua a perdere terreno (-2,5%) e i Vigneron rimangono in negativo (-4%). Il mercato torna dunque a crescere, ma il recupero non coinvolge ancora tutta la denominazione. È questa la fotografia che emerge dai dati del Comité Champagne aggiornati a settembre e rilanciati dal blog di Sophie Claeys.
Spedizioni Champagne 2026: settembre conferma la crescita dopo il balzo di agosto
Ad agosto, per la prima volta nel 2026, i numeri dello Champagne avevano suggerito qualcosa di più di una semplice stabilizzazione. Il +24,8% mensile aveva portato il progressivo dei primi otto mesi a +3,4%, ribaltando la prospettiva con cui la denominazione si avvicinava all’ultima parte dell’anno.
Settembre non interrompe quella traiettoria, ma ne attenua la velocità.
Le 25,7 milioni di bottiglie spedite nel mese, in crescita del 7,8% rispetto a settembre 2025, portano il totale da gennaio a 174,2 milioni, con un incremento del 3,2%. Un anno fa, alla stessa altezza, il bilancio era negativo dell’1,5%.
La differenza rispetto al 2025 è dunque evidente. Meno netta, invece, è l’accelerazione rispetto al mese precedente: il progressivo passa dal +3,4% di agosto al +3,2% di settembre.
È un dettaglio importante. Il mercato continua a recuperare terreno, ma il risultato straordinario di agosto non si traduce automaticamente in una crescita altrettanto sostenuta nei mesi successivi. E, soprattutto, il miglioramento complessivo continua a nascondere andamenti profondamente differenti.
Export Champagne a +6,8%: Europa e Paesi terzi trainano il mercato
Il principale motore della crescita resta l’estero. Nei primi nove mesi del 2026, le spedizioni internazionali raggiungono 109,8 milioni di bottiglie, in aumento del 6,8%.
L’Unione europea mette a segno un +8%, per un totale di 32,1 milioni di bottiglie, mentre i Paesi terzi crescono del 6,3%, raggiungendo 77,7 milioni.
È una distribuzione della crescita che conferma quanto emerso ad agosto. Allora il forte recupero dei mercati extra-Ue aveva quasi annullato il divario con l’Europa, fino a quel momento protagonista della maggiore accelerazione. A settembre l’Unione europea conserva un vantaggio in termini percentuali, ma entrambi i mercati continuano a contribuire positivamente al risultato.
Nel solo mese di settembre, le spedizioni all’estero aumentano del 10,7%, confermando che la domanda internazionale resta il sostegno più solido della denominazione.
Ben diversa la situazione in Francia.
Il mercato domestico chiude i primi nove mesi con 64,4 milioni di bottiglie, in calo del 2,5%. Settembre porta un segnale positivo, con una crescita mensile del 3,1%, ma il recupero procede lentamente.
Ad agosto la Francia aveva sorpreso con un +13%, dopo mesi di difficoltà. Settembre conferma il ritorno al segno positivo su base mensile, ma con un’intensità decisamente inferiore. Il progressivo migliora dal -3% al -2,5%: un passo avanti, non ancora un’inversione di tendenza consolidata.
Il dato più significativo resta quindi il peso decisivo dei mercati internazionali: quasi due bottiglie su tre spedite nei primi nove mesi del 2026 sono destinate all’estero.

Maison Champagne: 133 milioni di bottiglie e crescita del 5,1%
Se l’export è il motore geografico della ripresa, le Maison ne sono ancora una volta le principali protagoniste.
Da gennaio a settembre hanno spedito 133 milioni di bottiglie, in aumento del 5,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un volume che rappresenta il 76,3% del totale della denominazione e che spiega perché il loro andamento sia determinante per il risultato complessivo dello Champagne.
Con oltre tre bottiglie su quattro spedite dalla denominazione, le Maison non sono soltanto la componente che cresce di più: sono anche quella il cui andamento pesa maggiormente sul risultato complessivo. Il +3,2% dello Champagne riflette quindi soprattutto la loro capacità di intercettare la domanda internazionale.
La crescita arriva soprattutto dall’estero, dove le Maison avanzano del 7,7%. In Francia, invece, il progressivo rimane negativo, a -1,1%.
Settembre conferma il loro ruolo trainante: 20 milioni di bottiglie spedite nel mese, con un incremento del 10%.
Eppure, anche per le Maison, il confronto con agosto racconta una dinamica meno esplosiva. Alla fine dell’ottavo mese il progressivo segnava +5,6%; ora si attesta a +5,1%.
La crescita resta consistente, ma rallenta leggermente. Non cambia, invece, il dato strutturale: sono le grandi realtà commerciali della Champagne a intercettare la quota più significativa del recupero internazionale, confermando una capacità di penetrazione dei mercati che continua a fare la differenza.
Vigneron Champagne ancora in negativo: -4% nei primi nove mesi
Per i vigneron, settembre racconta ancora una volta un mercato differente.
Le spedizioni dei produttori indipendenti raggiungono 27,4 milioni di bottiglie nei primi nove mesi del 2026, con una flessione del 4%. È un miglioramento marginale rispetto al -4,3% registrato a fine agosto, ma non sufficiente a modificare il quadro.
Il problema principale continua a essere la Francia, dove i volumi diminuiscono del 7%. All’estero, invece, i vigneron crescono del 5,7%.
È proprio questa divergenza a rendere particolarmente interessante il loro andamento. Anche i produttori indipendenti beneficiano dell’espansione internazionale, ma non abbastanza da compensare la debolezza domestica.
Nel solo mese di settembre, le loro spedizioni diminuiscono dell’1,9%, nonostante un aumento del 7,2% sui mercati esteri.
Rispetto ad agosto, quando il calo mensile era stato del 4,2%, la contrazione si riduce. Ma il segno resta negativo.
Il confronto con le Maison è eloquente: mentre queste ultime crescono del 5,1% nei primi nove mesi, i vigneron perdono il 4%. Oltre nove punti percentuali separano due componenti della stessa denominazione.
Una distanza che conferma come il ritorno della crescita non coincida necessariamente con una distribuzione equilibrata dei suoi benefici.
Il problema non è soltanto quanto Champagne si vende, ma chi riesce a venderlo e su quali mercati.
Cooperative Champagne: quasi stabilità, con la Francia in controtendenza
Le cooperative seguono una terza traiettoria.
Nei primi nove mesi del 2026 hanno spedito 13,8 milioni di bottiglie, in calo dello 0,2%. Dopo il -1,2% registrato a fine agosto, il risultato si avvicina dunque alla stabilità.
Ma, ancora una volta, è la distribuzione geografica a distinguere questa componente dalle altre.
Mentre Maison e vigneron trovano nell’export il principale sostegno, le cooperative registrano una crescita del 3,6% in Francia e una flessione del 3,8% all’estero.
È una dinamica quasi speculare a quella del mercato complessivo.
Le cooperative riescono a recuperare terreno proprio sul mercato domestico che continua a penalizzare il resto della denominazione, mentre faticano a intercettare la crescita internazionale.
Il risultato è un progressivo ormai vicino al pareggio, ma sostenuto da equilibri commerciali molto differenti rispetto a quelli delle Maison.
Champagne, 271,4 milioni di bottiglie in 12 mesi: la ripresa resta fragile
C’è infine un indicatore che permette di leggere il mercato oltre le oscillazioni mensili: le spedizioni su dodici mesi scorrevoli.
Tra ottobre 2025 e settembre 2026, la Champagne ha spedito 271,4 milioni di bottiglie, in aumento dello 0,8% rispetto ai dodici mesi precedenti.
A fine agosto il dato era di 271 milioni di bottiglie, con un progresso dello 0,6%. Settembre aggiunge quindi circa 400mila bottiglie al totale e porta la crescita annuale a +0,8%.
È una conferma del miglioramento, ma anche della sua gradualità.
Il confronto tra il +3,2% registrato da gennaio a settembre e il +0,8% dei dodici mesi scorrevoli è significativo: la crescita più recente sta migliorando un bilancio annuale che risente ancora della debolezza dei mesi precedenti.
Ad agosto ci si chiedeva se il forte rimbalzo estivo potesse rappresentare l’inizio di una nuova fase per lo Champagne. Settembre offre una prima risposta: la crescita prosegue, ma non accelera ulteriormente.
Il +3,2% dei primi nove mesi è un risultato incoraggiante, soprattutto se confrontato con il -1,5% dello stesso periodo del 2025. Eppure, sarebbe prematuro considerarlo il segnale di una ripresa ormai acquisita.
Agosto aveva cambiato la direzione del mercato. Settembre conferma che non si è trattato di un episodio isolato, ma lascia aperta la questione decisiva: quanto di questa crescita riuscirà a raggiungere anche i produttori che oggi ne restano esclusi? Perché il 2026 dello Champagne sta tornando positivo. Quello dei vigneron, ancora no.






























