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Saving Every Drop in Wine: appuntamento a Fattoria La Maliosa per la Community di The Porto Protocol

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L’appuntamento con The Porto Protocol è previsto per sabato 14 novembre 2026 a Saturnia, nella Maremma toscana. Ad aprire le porte sarà Fattoria La Maliosa, l’azienda agricola fondata da Antonella Manuli e ormai modello di riferimento della produzione vinicola sostenibile. The Porto Protocol è la rete globale impegnata contro i cambiamenti climatici nel mondo del vino. Per la prima volta riunisce produttori, ricercatori e professionisti in una giornata di confronto e scambio di opinioni. Il programma prevede una giornata di studi con accademici e produttori, una masterclass guidata dalla Master of Wine Cristina Mercuri e, per finire, un workshop sul campo dedicato alla biodiversità.

La sfida dell’acqua in vigneto

Il meeting internazionale parte dalle soluzioni pratiche del rapporto Saving Every Drop in Wine. Accanto a queste, ci sarà l’esperienza concreta de La Maliosa. Il punto di partenza è chiaro: per difendere i vigneti dagli eventi climatici estremi serve una vera gestione strategica delle risorse idriche. Non basta però ridurre i consumi. Il terreno deve imparare ad accogliere, trattenere e valorizzare ogni singola goccia di pioggia. E allo stesso tempo bisogna limitare al massimo l’erosione. Del resto, il settore agricolo utilizza una quota rilevante delle riserve idriche globali. Per questo il tema interessa da vicino la comunità scientifica e l’intero comparto.

Perché l’Italia e perché La Maliosa

The Porto Protocol ha scelto l’Italia per la ricchezza e la varietà della sua comunità. Qui, infatti, si incontrano produttori vinicoli, fornitori di servizi, università ed enti di certificazione. A rendere possibile il progetto è stata la determinazione di Antonella Manuli, Fondatrice de La Maliosa e brand ambassador per l’Italia di The Porto Protocol, che ha dichiarato:

“Siamo felici di ospitare la prima edizione italiana e globale del Community Day di The Porto Protocol, rete e piattaforma di condivisione di conoscenze nata per affrontare il cambiamento climatico e promuovere la sostenibilità dell’intera filiera del vino. Si tratta di un network aperto in cui produttori, viticoltori, scienziati, università, fornitori e distributori condividono dati, esperienze e strategie concrete per ridurre l’impatto ambientale. Accogliere queste figure è un’occasione per condividere il lavoro che portiamo avanti ogni giorno, ascoltare esperienze diverse e cercare insieme risposte concrete per tutelare l’acqua e il suolo. Le risposte non possono restare patrimonio delle singole aziende. Durante il Community Day vogliamo mettere la nostra esperienza in vigneto a confronto con altre realtà e con la ricerca, per condividere pratiche e opinioni”.

Dalla tavola rotonda al workshop sul campo

Ad aprire la giornata sarà il professor Stefano Poni dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Subito dopo spazio alla tavola rotonda, moderata da Costanza Fregoni di Donne della Vite. Qui il mondo accademico si confronterà con produttori d’eccellenza. Interverranno Franco Meggio dell’Università di Padova, Lucrezia Lamastra dell’Università Cattolica, Michele Manelli di Salcheto, Klára Benová di Emidio Pepe e Marco Broggi di Perleuve. Nel pomeriggio, poi, arriva una masterclass esclusiva sui vini delle aziende aderenti a The Porto Protocol. A guidarla sarà Cristina Mercuri, prima donna italiana proclamata Master of Wine e tra le figure internazionali più importanti del settore. Infine, il gran finale si sposta direttamente in vigna. Simone Mazzola di 3Bee e Antonella Manuli condurranno il workshop pratico Measuring Biodiversity in the Vineyard. L’obiettivo è misurare la biodiversità del vigneto e del paesaggio circostante grazie a nuove tecnologie e strumenti di monitoraggio.

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