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Prosecco Doc Chef Residency, chiusa la prima edizione: quattro chef dal mondo, un solo calice per farli dialogare

Brasile, Corea del Sud, Canada e Regno Unito: si chiude la prima Prosecco Doc Chef Residency con Tuorlo Media. Nel 2027 tocca ad altri paesi.
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Si chiude la prima edizione di Prosecco Doc Chef Residency, il progetto promosso dal Consorzio di Tutela del Prosecco Doc insieme a Tuorlo Media. Quattro residenze culinarie internazionali, quattro chef da Brasile, Corea del Sud, Canada e Regno Unito. E soprattutto tanti giovani professionisti coinvolti in un confronto tra tecniche, ingredienti e tradizioni di culture diverse. Il format, infatti, va oltre la semplice promozione del prodotto, puntando invece a fare del Prosecco Doc una piattaforma di incontro, scambio e contaminazione culturale nel panorama gastronomico contemporaneo. Ogni residenza si è sviluppata come un’esperienza immersiva in due tempi. 

Prima la scoperta del territorio della Denominazione, tra tradizioni, cultura e patrimonio enogastronomico. Poi le masterclass con chef e studenti a House of Mediterraneo, a Milano, fino alla cena conclusiva: qui diverse espressioni di Prosecco Doc hanno accompagnato le creazioni di chef e giovani studenti. Al progetto hanno partecipato le aziende Borgo delle Rose, Brilla!, La Marca, Maschio dei Cavalieri, Masottina, Mionetto, Perlino, San Simone, Villa Sandi e Viticoltori Ponte.

Un linguaggio universale che parla a tutti

Per il Consorzio il bilancio è più che positivo. Lo racconta Giancarlo Guidolin, presidente del Consorzio di tutela della Doc Prosecco:

«Chef Residency ha dimostrato come il Prosecco Doc possa diventare un autentico linguaggio universale capace di mettere in dialogo culture gastronomiche diverse, grazie ai valori di apertura e convivialità che ci rappresentano. Siamo fieri di valorizzare le nostre radici aprendoci al mondo promuovendo nuove connessioni e opportunità di crescita per le future generazioni di professionisti.»

Il percorso, inoltre, ha potuto contare su collaborazioni di alto profilo. Tra queste spicca l’Associazione Maestro Martino, presieduta dallo Chef Carlo Cracco. Un partner fondamentale sia nello sviluppo del progetto sia nel favorire le relazioni tra chef, studenti e patrimoni culinari di Paesi diversi. E i numeri parlano chiaro: oltre 50 testate nazionali e internazionali e più di 1 milione di visualizzazioni sui social. Così il racconto delle residenze è uscito dalle cucine e dagli eventi. Ne è convinto Luca Genova, Ceo e Founder di Tuorlo:

«Chef Residency rappresenta perfettamente la nostra idea di comunicazione: creare progetti capaci di generare esperienze autentiche, contenuti rilevanti e connessioni reali tra persone e culture.»

Dal cerrado brasiliano alle erbe coreane

La prima tappa porta in Brasile. Lo chef Mauricio Zillio e il food consultant Danilo Nakamura sono arrivati in Italia con due valigie piene di ingredienti: frutta, cioccolato, caffè, distillati, peperoncini e spezie. Molti di questi i giovani chef li hanno assaggiati per la prima volta. Per Nakamura, però, il vero risultato non è un menu, ma “una conversazione destinata a continuare ben oltre l’ultimo calice di Prosecco”. Zillio, invece, lo ritrova nella naturalezza con cui le diverse influenze si sono incontrate ai fornelli. Il piatto simbolo è il Churrasco de Cupim, Arroz de Pequi e Vinagrete: un tradizionale taglio di zebù arrostito, con riso al pequi, frutto tipico del cerrado, e una fresca insalata di pomodoro camone. Un ritratto dell’identità gastronomica brasiliana attraverso i suoi ingredienti più rappresentativi.

Poi tocca alla Corea del Sud con la chef Areum Yoon, tra le voci più riconoscibili della nuova gastronomia coreana. Per lei la residenza è stata anche l’incontro con le persone dietro ogni bottiglia. Dall’attenzione alla qualità delle uve all’agricoltura sostenibile, fino alla passione delle famiglie produttrici. Non solo. La chef ha trovato molti punti di contatto tra cucina italiana e coreana: il valore dei pasti condivisi in famiglia, la qualità degli ingredienti, il rispetto della tradizione. Tra le scoperte più importanti c’è l’armonia tra Prosecco Doc e cucina coreana, che aprirà nuove strade ai menu del suo ristorante. Il piatto più originale è la Cernia e capasanta in essenza di erbe coreane con pasta di peperoncino all’omija. Qui le materie prime mediterranee incontrano la tradizione coreana, in equilibrio tra freschezza, aromaticità e note piccanti.

Da Montréal alle Orcadi, e uno sguardo al 2027

In Canada, invece, il protagonista è Dmetro Sinclair, Executive Chef di Nora Gray a Montréal. Il suo piatto più apprezzato è stato il Maiale: un grande classico dal sapore familiare, radicato nella tradizione del Québec. Sinclair lo rilegge in chiave raffinata e contemporanea, senza perderne l’anima conviviale e confortante. Lo chef ha poi ribadito il suo impegno per migliorare il settore della ristorazione. E ha trovato ispirazione proprio nei giovani cuochi italiani, capaci di costruire il proprio percorso nel rispetto dei propri valori e della propria visione.

Chiude il viaggio il Regno Unito con Bethany Hipwell, Head Chef di The Two Pigs, dopo dieci anni a Hambleton Hall. Il suo menu ha valorizzato le eccellenze britanniche, raccontando la storia dietro ogni piatto. A conquistare ospiti e giovani professionisti è stata soprattutto la Capasanta delle Orcadi con carota speziata e crumble di mandorle. Una creazione che, nelle parole della chef Bethany Hipwell: 

“Coniuga sapori, consistenze e tecnica. Un incontro armonioso di vari elementi che riflette lo spirito stesso della Chef Residency: unire diverse influenze attraverso una passione comune, l’amore per il cibo”.

Prosecco Doc Chef Residency lascia in eredità molto più di un progetto gastronomico. Lascia un modello di dialogo tra culture, territori e nuove generazioni, fatto di scambi autentici e nuove interpretazioni della cucina contemporanea. Merito anche della natura conviviale e accogliente del Prosecco Doc, capace di creare connessioni durature attraverso il linguaggio universale della gastronomia. E il viaggio continua: nel 2027 il confronto si aprirà alle tradizioni culinarie di Svizzera, Stati Uniti, Giappone e Cina.

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