Dalla Valpolicella a otto regioni italiane, senza perdere il legame con il territorio da cui tutto è cominciato. Tommasi Family Estates è la Cantina dell’Anno della Guida Vini d’Italia 2027 del Gambero Rosso, un riconoscimento che arriva in un momento particolarmente significativo per la famiglia veronese: il 2027 segnerà infatti i 125 anni dalla fondazione e i trent’anni della quarta generazione alla guida dell’impresa. Un traguardo che racconta non soltanto la longevità di una realtà storica del vino italiano, ma anche la trasformazione di un’azienda radicata nella Valpolicella in un gruppo vitivinicolo presente nei principali territori della Penisola.
La proclamazione è in programma domenica 25 ottobre a Roma, alla Nuvola, in occasione della presentazione ufficiale della Guida Vini d’Italia 2027. A rappresentare il riconoscimento sarà uno dei vini simbolo della famiglia, l’Amarone della Valpolicella Classico Docg Riserva Ca’ Florian 2018, premiato con i Tre Bicchieri.
Tommasi Cantina dell’Anno 2027: il riconoscimento del Gambero Rosso
Nella motivazione del premio, il Gambero Rosso mette al centro due elementi che hanno segnato il percorso di Tommasi: la continuità familiare e la capacità di guardare oltre i confini del territorio d’origine.
“Ha 125 anni di tradizione enologica questa famiglia, e la quarta generazione porta avanti l’azienda con straordinario entusiasmo. I Tommasi sono tra i migliori interpreti della Valpolicella, ma hanno avuto il coraggio e la lungimiranza di investire in ben sette regioni, nei migliori terroir italiani, dall’Oltrepò al Collio, dalla Maremma a Montalcino, dal Salento alla Basilicata fino all’Etna, creando un gruppo di rilevanza internazionale”.
Una motivazione che riconosce alla famiglia veronese il merito di aver costruito un modello imprenditoriale nel quale la crescita non è passata soltanto attraverso l’ampliamento della produzione, ma anche attraverso l’investimento in denominazioni e territori differenti.
È proprio questa dimensione nazionale, sviluppata mantenendo la Valpolicella come punto di riferimento, a caratterizzare oggi l’identità di Tommasi Family Estates.
“Ricevere il titolo di Cantina dell’Anno è per noi motivo di grande orgoglio e di profonda gratitudine”, dichiara Pierangelo Tommasi, amministratore delegato del gruppo. “È un riconoscimento che non premia un singolo vino o un singolo territorio, ma un percorso costruito nel tempo, da generazioni, con il lavoro di tutta la nostra Famiglia e delle persone che ogni giorno condividono con noi questa storia. Che arrivi alla vigilia dei 125 anni dalla nostra fondazione lo rende ancora più speciale: lo dedichiamo a chi ci ha preceduto, alla nostra Valpolicella e alla quinta generazione, che guarda già al futuro”.

Dalla Valpolicella a otto regioni: i numeri di Tommasi Family Estates
La dimensione raggiunta dal gruppo restituisce il percorso compiuto nel corso delle generazioni. Oggi Tommasi Family Estates è guidata da nove membri della famiglia e conta 957 ettari di vigneto in otto regioni italiane, con una produzione di circa 5 milioni di bottiglie, un fatturato nell’ordine dei 35 milioni di euro e una quota export che raggiunge l’85%.
Numeri che descrivono una realtà fortemente orientata ai mercati internazionali, nella quale il patrimonio vitivinicolo si articola attraverso tenute con caratteristiche produttive e identità territoriali differenti.
Accanto alla storica cantina in Valpolicella Classica, il gruppo comprende Le Fornaci in Lugana, Tenuta di Caseo in Oltrepò Pavese, Casisano a Montalcino, Poggio al Tufo tra Maremma toscana e Umbria, Masseria Surani in Puglia, Paternoster nel Vulture, in Basilicata, e Ammura sull’Etna. A completare il quadro è la partnership nel Collio con Marco Felluga – Russiz Superiore.
Un mosaico che attraversa alcune delle denominazioni più rappresentative del vino italiano e che risponde alla volontà di valorizzare le specificità di ogni territorio, senza ricondurle necessariamente a un unico modello stilistico.
Nel patrimonio della famiglia rientra inoltre De Buris, progetto culturale e vitivinicolo legato alla Valpolicella Classica, al recupero di Villa De Buris e alla produzione di Amarone della Valpolicella Classico Docg Riserva e Valpolicella Classico Superiore Doc.
Amarone Ca’ Florian 2018: i Tre Bicchieri alla Valpolicella di Tommasi
A rendere ancora più significativo il riconoscimento come Cantina dell’Anno è il premio assegnato all’Amarone della Valpolicella Classico Docg Riserva Ca’ Florian 2018, che conquista i Tre Bicchieri della Guida Vini d’Italia 2027.
Ottenuto dalle uve dell’omonimo vigneto, Ca’ Florian rappresenta una delle espressioni più rappresentative della ricerca qualitativa della famiglia nella denominazione d’origine.
È un vino attraverso il quale Tommasi interpreta l’Amarone puntando su eleganza, profondità e capacità di evoluzione nel tempo: caratteristiche che contribuiscono a definire il profilo di una delle etichette di riferimento della produzione aziendale.
Il premio alla Riserva 2018 assume così anche un valore simbolico. Mentre il gruppo consolida la propria presenza in altri territori italiani, è proprio un Amarone della Valpolicella a rappresentarne l’identità in occasione di uno dei riconoscimenti più importanti della sua storia.
Sostenibilità ed enoturismo: le priorità di Tommasi verso il 2027
Lo sguardo di Tommasi Family Estates è già rivolto ai prossimi anni, con una strategia che affianca alla produzione vitivinicola due direttrici di sviluppo: sostenibilità e ospitalità.
Sul primo fronte, il gruppo ha avviato percorsi di certificazione che coinvolgono vigneti e cantine, con l’obiettivo di rafforzare l’impegno ambientale nelle diverse realtà produttive.
Parallelamente, l’enoturismo assume un ruolo sempre più importante nella relazione con i consumatori e nella valorizzazione dei territori. Le esperienze di Tommasi Wine Hospitality, insieme a Villa Quaranta Tommasi Wine Resort & Thermal SPA in Valpolicella, accolgono complessivamente circa 10mila visitatori ogni anno nelle diverse destinazioni del gruppo.
Un’offerta che comprende anche l’agriturismo Poggio al Tufo e le cantine aperte all’accoglienza, trasformando la visita ai luoghi di produzione in un’occasione per conoscere da vicino le differenti identità territoriali di Tommasi.
Il riconoscimento del Gambero Rosso arriva dunque alla vigilia di un anniversario che guarda contemporaneamente al passato e al futuro. Da una parte, i 125 anni di una storia familiare cominciata in Valpolicella; dall’altra, una quinta generazione alla quale Pierangelo Tommasi dedica già idealmente il premio.
In mezzo, il percorso di un gruppo che ha fatto della presenza nei territori italiani e dell’apertura ai mercati internazionali due elementi centrali della propria crescita. Con la Valpolicella a rappresentare ancora oggi il punto di partenza, e il filo conduttore, di una storia che continua ad allargare i propri confini.































