Dal 30 settembre al 4 ottobre la Sicilia occidentale diventerà il laboratorio di una nuova idea di cultura del vino. Con la terza edizione di Insolito Marsala, il festival abbandona i modelli tradizionali per trasformarsi in un percorso che unisce vino, ospitalità, commercio, formazione, tecnologia e racconto del territorio. Non solo degustazioni e incontri, ma anche temporary shop, masterclass, laboratori sull’intelligenza artificiale, esperienze enoturistiche e itinerari culturali che coinvolgeranno Marsala, Trapani e Favignana.
Insolito Marsala 2026: il festival che toglie l’etichetta al vino
Insolito Marsala si presenta con un’ambizione precisa: ridefinire il modo in cui il vino viene raccontato e vissuto.
Professionisti del vino, operatori dell’Horeca, protagonisti dell’ospitalità, viaggiatori e appassionati si incontreranno in cinque giornate costruite attorno a degustazioni, visite, formazione e conversazioni. Il vino diventerà strumento di lettura del territorio e occasione per sperimentare nuove forme di commercio e accoglienza.
L’evento coinvolgerà cantine, musei, saline, ristoranti e alberghi della Sicilia occidentale, trasformando il territorio in un unico grande palcoscenico dedicato alla cultura del buon vivere e del buon bere.

Temporary shop e nuove frontiere del commercio del vino
Il festival prenderà il via il 30 settembre al Complesso San Pietro di Marsala con l’incontro “Vinerie eccentriche. Il vino e altro”, dedicato a idee e modelli innovativi per la vendita del vino.
Subito dopo apriranno tre temporary shop tra Marsala e Trapani, pensati per portare il vino fuori dai suoi contesti tradizionali.
Per cinque giorni sarà infatti possibile acquistare bottiglie all’interno di attività commerciali lontane dal mondo dell’enoteca, come negozi di ottica, gioiellerie, librerie e showroom di interior design. L’obiettivo è sperimentare nuove relazioni tra commercio urbano e cultura enologica, intercettando pubblici differenti e nuove modalità di consumo.
Wine & Hospitality 3.0 al centro della formazione
La formazione rappresenterà una delle colonne portanti di Insolito Marsala.
Il 30 settembre e il 1° ottobre spazio a “Il caffè perfetto. Coffee MBA”, con due masterclass dedicate rispettivamente ai professionisti e agli appassionati, focalizzate sull’estrazione, la moka e l’espresso.
L’1 e il 2 ottobre entreranno invece in scena le sessioni di Wine & Hospitality 3.0, rivolte ai professionisti del vino, dell’ospitalità e del mondo Horeca. I lavori affronteranno strategie contemporanee, nuovi linguaggi e modelli innovativi per raccontare il vino, sviluppare esperienze enoturistiche e costruire forme evolute di accoglienza.
Giornalismo, intelligenza artificiale e storytelling del territorio
Tra gli elementi più innovativi del programma figurano gli appuntamenti dedicati all’intelligenza artificiale applicata alla comunicazione.
Il 2 ottobre sono previsti laboratori che metteranno alla prova gli utilizzi dell’AI nel lavoro giornalistico, mentre il giorno seguente “Raccontare il territorio”, realizzato in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, approfondirà il rapporto tra giornalismo, new journalism e social storytelling potenziato dall’intelligenza artificiale.
L’obiettivo è comprendere come i nuovi strumenti possano contribuire alla narrazione dei territori del vino, coniugando memoria, presente e futuro.
Insolito Marsala 2026: il tempo come filo conduttore del festival
Uno dei temi centrali di Insolito Marsala 2026 sarà il tempo.
Il programma lo esplorerà attraverso gli affinamenti, le stagionature, le bottiglie d’annata, i travasi e perfino gli orologi civici. Il 1° ottobre sarà possibile visitare la “stanza dell’orologio” di Marsala guidati da Danilo Gianformaggio, all’interno di un nuovo progetto turistico che collega città e borghi della Sicilia occidentale attraverso il patrimonio degli orologi civici, con soste nelle cantine e nei ristoranti del territorio.
Dal 6 settembre al 4 ottobre Palazzo Florio a Favignana ospiterà inoltre la mostra “Il tempo sul muro. Storia del calendario”, mentre a Marsala troveranno spazio appuntamenti come “Fuori dal tempo” e “Original DOC”, dedicati rispettivamente ai vini d’annata e alle tecniche di affinamento e al metodo Solera.

Dalla Sicilia all’Italia: degustazioni, gemellaggi e grandi prodotti del territorio
Il programma prevede un fitto calendario di degustazioni costruite sul dialogo tra territori e tradizioni.
Tra queste il confronto tra l’Aceto Tradizionale Balsamico di Modena e Condiaroma 33, presentato come l’unico aceto balsamico siciliano.
I grandi prodotti DOP italiani, dal Parmigiano Reggiano al Culatello di Zibello, dal Prosciutto di Parma al San Daniele fino al Salame di Felino, incontreranno i vini e l’olio del territorio trapanese.
Nel pranzo garibaldinon“A tavola con i Mille”, preparato dagli studenti e dai docenti dell’Istituto Alberghiero di Marsala, il pesto genovese dialogherà con quello trapanese. Seguiranno appuntamenti come “I vini del fuoco”, dedicato all’incontro tra mare, montagna, lava e neve, e “I vini del Porto”, che racconterà il legame storico tra Marsala, Porto, Jerez e Madeira.

Marsala, Trapani e Favignana al centro di un unico grande festival
La parte più conviviale della manifestazione si svilupperà tra cantine, ristoranti, alberghi e musei della Sicilia occidentale.
Cene, aperitivi, visite guidate, degustazioni al tramonto, musica e mixology completeranno l’esperienza, trasformando il festival in un racconto corale del territorio.
L’ultima giornata sarà dedicata ai formaggi, all’archeologia del gusto e ai dialoghi tra grandi vini italiani e produzioni locali, con la conferenza-spettacolo “A tavola con gli antichi” ospitata dal Museo Archeologico di Marsala.
Insolito Marsala: un progetto che guarda al futuro del vino
Ideato e organizzato da Eureka. Cultura e innovazione, con il sostegno del Libero Consorzio Comunale di Trapani e dei Comuni di Marsala e Favignana, Insolito Marsala è coordinato da un board guidato da Giorgio Triani e Alberto Salarelli, docenti dell’Università di Parma.
Più che un festival, Insolito Marsala si propone come un osservatorio sul futuro del vino, dove commercio, turismo, tecnologia e cultura vengono messi in relazione per immaginare nuove forme di racconto e valorizzazione del territorio. Un progetto che punta a fare della Sicilia occidentale uno spazio di sperimentazione, capace di superare i confini tradizionali dell’enologia e trasformare il vino in una chiave di lettura contemporanea del paesaggio e delle comunità che lo abitano.

































