Da oggi, 24 agosto, e fino al 25 ottobre 2026, le cantine del Movimento Turismo del Vino aprono le porte per Cantine Aperte in Vendemmia, l’appuntamento che accompagna wine lover, famiglie e turisti italiani e internazionali nel momento più intenso dell’anno vitivinicolo. Due mesi per attraversare l’Italia seguendo il ritmo dell’uva: dalle raccolte più precoci di bianchi e spumanti fino alle vendemmie tardive del Sud, passando dalla vigna alla cantina, dalla pigiatura alla fermentazione.
Quest’anno l’evento parte con una settimana di anticipo rispetto al passato, per adeguarsi al calendario vendemmiale sempre più anticipato a causa delle estati calde. Un focus speciale riguarda inoltre i turisti stranieri: secondo il Ceseo rappresentano il 35-40% dei visitatori delle cantine italiane, ma sono ancora solo 7-8 milioni rispetto ai 104 milioni di turisti internazionali che ogni anno scelgono l’Italia.
Un’Italia del vino, tanti modi di vivere la vendemmia
Non esiste un solo modo di raccontare la vendemmia, e questo è forse il tratto più interessante dell’iniziativa. Le ricerche del Ceseo, il Centro Studi Enoturistici e Oleoturistici dell’Università Lumsa, restituiscono infatti un mosaico di stili che cambia da territorio a territorio. Al Sud l’enoturismo punta su eventi e intrattenimento, con degustazioni abbinate ai prodotti tipici e una forte presenza digitale che coinvolge il 55% delle cantine. Al Centro, invece, il vino incontra il paesaggio: tra picnic in vigna ed esperienze premium, Toscana e Umbria concentrano l’85% delle proposte di alta gamma rilevate dalla ricerca. Al Nord, infine, emerge una particolare flessibilità nell’accoglienza, con il 56% delle cantine del Nord-Ovest aperte anche la domenica.
Anche quando le attività si somigliano, cambia il modo di viverle. La vendemmia didattica, per esempio, si trova dal Piemonte alla Toscana, ma ogni regione la racconta a modo suo. Nell’Astigiano l’esperienza parte dalla vigna, prosegue con la raccolta e la pigiatura con i piedi, e si conclude con una merenda piemontese fatta di salumi, bagna cauda e amaretti di Mombaruzzo. In Toscana, tra prosciutto e schiaccia all’uva, arrivano bruschette con Olio Extravergine di Oliva Toscano Igp. In Campania, invece, la vendemmia diventa occasione di passeggiate tra i filari e convivialità, in linea con lo spirito festoso che caratterizza molte proposte del Sud.

Settembre e ottobre, il momento giusto per conquistare i turisti stranieri
Estendere l’evento su due mesi permette al Movimento Turismo del Vino di intercettare un pubblico strategico: quello internazionale. Settembre e ottobre sono infatti mesi chiave per i flussi turistici stranieri in Italia, e le cantine possono offrire loro qualcosa di irripetibile, ovvero assistere dal vivo alla nascita del vino.
Violante Gardini Cinelli Colombini, Presidente del Movimento Turismo del Vino sottolinea:
“Cantine Aperte in Vendemmia racconta forse meglio di ogni altro appuntamento quanto sia straordinariamente diversa l’Italia del vino. È proprio questa diversità uno dei nostri grandi valori. Ma c’è anche una grande opportunità internazionale: secondo il Ceseo gli stranieri rappresentano tra il 35% – 40% dei visitatori delle nostre cantine, con una presenza più forte al Centro e percentuali più contenute in alcune aree del Nord, intorno al 15%. Parliamo tuttavia di appena 7-8 milioni di persone rispetto ai circa 104 milioni di turisti internazionali che ogni anno scelgono l’Italia. Il margine di crescita è quindi enorme, soprattutto nei mesi di settembre e ottobre e considerando che proprio questi visitatori sono tra i più interessati all’acquisto di vini di valore. La varietà dei nostri territori, tenuta insieme da un comune filo conduttore di qualità, può diventare uno degli strumenti più forti di competitività dell’enoturismo italiano sui mercati internazionali”.

Il potenziale è quindi ancora tutto da esprimere, tanto più se si considera che i visitatori stranieri, oltre ad acquistare più facilmente vini di fascia alta, possono diventare veri ambasciatori delle denominazioni italiane una volta tornati a casa.
Grandi e piccoli tra i filari: la vendemmia diventa un’esperienza di famiglia
Tra i temi al centro dell’edizione 2026 c’è anche l’attenzione verso famiglie e bambini. Secondo i dati Ceseo 2025, il 38% delle cantine del campione organizza esperienze formative pensate proprio per i più piccoli, tra aree gioco e visite nelle fattorie didattiche. In Toscana, per esempio, alcune aziende trasformano la vendemmia in un’avventura completa: si raccolgono i grappoli, si pigia l’uva con i piedi, si imbottiglia il succo e si crea persino la propria etichetta. Ai bambini viene talvolta consegnato il diploma di “Vignaiuolo per un giorno”, un ricordo speciale della giornata trascorsa in campagna.
Accanto alla vendemmia didattica, il programma si arricchisce di picnic tra i filari, passeggiate, trekking, degustazioni, incontri con i produttori e feste della vendemmia tra musica e cene in vigna. Dal 24 agosto al 25 ottobre, insomma, l’invito è chiaro: entrare nelle vigne e nelle cantine del Movimento Turismo del Vino per scoprire che l’Italia del vino ha tanti volti quanti sono i suoi territori.

































