• Story

Allegrini Wines: il futuro è sempre più green

BANNER

Un’assonanza, a svelare con un felice gioco di parole il racconto di un impegno nel segno della sostenibilità. Una scelta chiara, per un corso che rimanda a una tradizione di famiglia scandita da scelte e azioni che fin dalle origini hanno definito un modo preciso di pensare il vino e il lavoro quotidiano in vigna e in cantina. “Allegreen” è il marchio registrato che dallo scorso anno racconta alla perfezione la strada intrapresa dalla famiglia Allegrini che vede porre al centro del proprio operato il territorio. Radici che sono tutelate in quanto testimone ricevuto da chi ha preceduto e lascito da tramandare alle generazioni che verranno. E non si parla soltanto di salvaguardia ambientale, ma anche sociale. Vi raccontiamo l’impegno sostenibile della realtà di Fumane e quello che ne è l’impatto ben oltre il vigneto.

Giovanni, Matteo, Francesco e Silvia Allegrini

La sostenibilità secondo Allegrini Wines: l’impatto oltre il vigneto, tra recupero del territorio e il nuovo progetto Tenuta Merigo

“Obiettivo di Allegrini Wines è di produrre vini di alta qualità, che riescano, da un lato ad esprimere la tipicità del territorio dal quale nascono, dall’altro che contribuiscano ad apportare beneficio alla natura, attraverso il rispetto e la salvaguardia dell’ambiente e della comunità di cui l’azienda è parte integrante”, esordisce Francesco Allegrini, Ceo della storica realtà della Valpolicella che guida insieme ai fratelli Giovanni e Matteo e alla cugina Silvia. Ed è seguendo questa rotta che nel corso del tempo quelle che erano state le iniziali felici intuizioni di nonno Giovanni, poi sono state codificate in buone pratiche agronomiche, disciplinate ora da diverse certificazioni come Equalitas, Biodiversity Friend e Beekeeping. 

È una connessione profonda con il territorio, che spazia dalla Valpolicella al Lugana, a ispirare ogni azione e decisione di Allegrini Wines, riflettendo l’amore e il rispetto per la propria terra da parte dell’azienda e di chi la guida. Un costante migliorarsi, come evidenzia ad esempio il passaggio dalla prima valutazione di 76/100 nel 2017 all’ultima di 93 nel 2023 a definire l’impegno assunto legato al protocollo Biodiversity Friend. 

Ma ancor prima, anche la promozione di obiettivi qualitativi e valoriali comuni, al fine di garantire lo stesso standard, che ha condotto Allegrini a farsi capofila del progetto Arnia, rete d’impresa che unisce i suoi conferitori d’uva nel segno della sostenibilità ambientale. 

“Si tratta di un’altra iniziativa voluta fortemente da mio padre Franco, affinché a essere messe in rete fossero innanzitutto le sperimentazioni che davano frutto, così che a beneficiarne fosse anche chi possedeva un vigneto più piccolo”, evidenzia Francesco Allegrini. “Il protocollo agronomico dell’azienda verso un modello di agricoltura sostenibile si basa su importanti obiettivi da tempo raggiunti: l’assenza d’uso di diserbanti, sostituiti dalla lavorazione attenta del sottofila; il divieto d’uso degli insetticidi, rimpiazzato dalla tecnica della confusione sessuale; la concimazione di origine naturale ed organica, così non inquinare le falde acquifere sottostanti; l’utilizzo dell’impianto di irrigazione a goccia per ottenere un risparmio di acqua”. 

Poi c’è il tema delle generazioni future a fare capolino, perfettamente rappresentato dall’attenzione da parte della realtà di Fumane a garantire la tutela delle api e, più in generale, degli insetti impollinatori, con gli alveari presenti nei vigneti Allegrini Wines. 

La sostenibilità secondo Allegrini Wines: l’impatto oltre il vigneto, tra marchio Allegreen e il nuovo progetto Tenuta Merigo
Le Marogne di Villa Cavarena

“Quello della tutela del territorio e della sua bellezza è un insegnamento che abbiamo ricevuto da nostra padre Franco, che ha sempre pensato di avere una responsabilità nei confronti dei luoghi in cui viveva e lavorava”, sottolinea Francesco Allegrini.

“I nostri vigneti rappresentano anche un patrimonio sociale delle comunità in cui si trovano, come testimonia il caso di Villa Cavarena, situato a Mazzurega, una frazione a nord-ovest di Fumane, a un’altitudine di 500 metri s.l.m. Qui, dove nascono le uve che danno forma al Palazzo della Torre, il vigneto è stato recuperato da uno stato di abbandono nei primi anni del nuovo millennio, restaurando anche i muretti storici, sotto il Patrimonio Unesco, chiamati Marogne”. 

Ma non è il solo esempio. “C’è anche il caso di Marezzane, vigneto situato all’interno del Parco Naturalistico della Valpolicella che s’inserisce in un progetto di riqualificazione di un’ex area industriale estrattiva. Buona parte delle sue uve è raccolta in cassetta, componendo così la selezione dei migliori frutti destinati all’appassimento”. 

La sostenibilità secondo Allegrini Wines: l’impatto oltre il vigneto, tra marchio Allegreen e il nuovo progetto Tenuta Merigo
Il vigneto Marezzane

Un tema, quello della riqualifica delle aree dismesse nel comprensorio, da sempre caro alla famiglia Allegrini. “Penso a Terre di Fumane, oggi Società consortile agricola e centro d’avanguardia per la ricerca proprio sull’appassimento delle uve della Valpolicella”, prosegue Francesco Allegrini. “Nata su impulso del legame tra mio padre e il prof. Roberto Ferrarini, un tempo fabbrica ex York che produceva batterie, poi dismessa, è uno spazio che è stato restituito alla comunità con la scelta di Franco di recuperare qualcosa che già esisteva ma era abbandonato, proprio sulla strada su cui transitava tutti i giorni per andare da casa all’azienda, piuttosto che erigere nuove costruzioni e impattare sul paesaggio”. 

Un’ulteriore testimonianza che dietro ogni calice di vino, c’è sempre tanto di più da raccontare. “Mio padre Franco si è continuamente impegnato per migliorare la qualità che ha sempre distinto i nostri vini, prendendosi cura della nostra terra”, conclude Francesco Allegrini.

“Oggi vogliamo essere i custodi della nostra eredità perpetuando la sua visione. Lo faremo con il progetto che sintetizza in un unico luogo tutti gli insegnamenti che abbiamo ricevuto da chi ci ha preceduto: la nuova struttura produttiva Tenuta Merigo in costruzione a Fumane. Uno spazio all’avanguardia nel segno della massima sostenibilità, che si svilupperà su 10mila mq vicino alla nostra storica sede. Un’opportunità per l’intero territorio e per la comunità che qui risiede, grazie alle occasioni che si creeranno, dal punto di vista dell’impiego fino all’accoglienza legata all’enoturismo, tema tanto caro anche a mio nonno che ci ha insegnato ad aprire le porte della cantina e a raccontare i nostri vini”.

Con il futuro di questo angolo di Valpolicella pronto a colorarsi sempre più di verde.                                                                      

BANNER
BANNER
BANNER
BANNER
BANNER