La rivoluzione digitale arriva tra i filari di Villa Sandi. Il gruppo vitivinicolo veneto ha trasformato i propri vigneti in un ecosistema intelligente capace di integrare sensori climatici, immagini satellitari, droni e algoritmi di intelligenza artificiale in un’unica piattaforma digitale. Un progetto che coinvolge oltre 200 ettari di proprietà tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia e che punta a rendere la gestione agronomica sempre più precisa, sostenibile e resiliente di fronte ai cambiamenti climatici. L’obiettivo non è soltanto migliorare l’efficienza operativa, ma anche preservare la qualità delle uve, ottimizzare l’utilizzo delle risorse naturali e supportare gli agronomi nell’individuazione del momento ideale della vendemmia.
Una rete digitale che collega tutte le tenute del gruppo Villa Sandi
Il progetto nasce da un percorso avviato oltre due anni fa e oggi mette in connessione l’intero patrimonio vitato di Villa Sandi attraverso una piattaforma capace di raccogliere, analizzare e interpretare in tempo reale dati agronomici e climatici.
Questa infrastruttura digitale consente una lettura continua dei vigneti e permette di pianificare interventi altamente mirati, con risultati già misurabili nella riduzione dei trattamenti fitosanitari e dei consumi idrici.
L’iniziativa si inserisce inoltre nel più ampio percorso di sostenibilità dell’azienda, i cui vigneti sono interamente certificati Biodiversity Friend, standard dedicato alla tutela della biodiversità e alla promozione di pratiche agricole rispettose degli ecosistemi.



Sensori, foglie elettroniche e centraline meteo al servizio della vigna
Alla base dell’ecosistema intelligente vi è una capillare rete di strumenti di monitoraggio.
Le centraline meteorologiche installate nelle tenute rilevano costantemente temperatura, umidità, precipitazioni e velocità del vento, mentre le cosiddette foglie elettroniche monitorano il livello di bagnatura della vegetazione.
A queste si aggiungono sensori collocati nel terreno che analizzano l’umidità del suolo fino a circa settanta centimetri di profondità.
Le informazioni raccolte confluiscono nei sistemi di supporto alle decisioni e vengono elaborate da algoritmi di intelligenza artificiale che restituiscono indicazioni operative agli agronomi.
L’intelligenza artificiale non sostituisce l’uomo, ma ne amplifica le capacità
La tecnologia viene utilizzata come strumento di supporto e non come alternativa all’esperienza maturata in vigna.
“La tecnologia non sostituisce l’esperienza dell’uomo, ma la rende più consapevole”, commenta Leonardo Moretti Polegato, vicepresidente di Villa Sandi. “La viticoltura è fatta di osservazione, sensibilità e conoscenza del territorio. Oggi possiamo affiancare a questo patrimonio di competenze strumenti digitali e intelligenza artificiale che ci aiutano a interpretare una notevole quantità di informazioni, permettendoci di comprendere ancora meglio ciò di cui ogni vigneto ha realmente bisogno. Questo significa intervenire solo dove serve, nel momento giusto e con la giusta intensità, migliorando la qualità delle uve e riducendo l’impatto sull’ambiente”.
Una filosofia che mette al centro la complementarità tra innovazione tecnologica e sapere agronomico.
Droni e satelliti per leggere il vigneto dall’alto
L’analisi dei vigneti non si limita al monitoraggio da terra.
Villa Sandi utilizza droni e immagini satellitari per osservare la vigoria vegetativa delle singole parcelle e individuare variazioni anche minime nello sviluppo della vegetazione.
Questa mappatura permette di identificare precocemente eventuali situazioni di sofferenza delle piante e di programmare interventi selettivi.
L’osservazione aerea contribuisce inoltre a individuare il momento ideale della raccolta, valorizzando al massimo il potenziale qualitativo di ogni vigneto e di ogni filare.
Villa Sandi: trattamenti ridotti e maggiore efficienza idrica
I benefici del sistema sono già tangibili. Villa Sandi stima una riduzione fino al 20% dei trattamenti fitosanitari grazie alla possibilità di intervenire solo quando le condizioni reali del vigneto lo richiedono.
Sul fronte idrico, il monitoraggio costante dell’umidità del terreno ha consentito di ottimizzare l’irrigazione e di ottenere un risparmio medio di circa il 10%.
Risultati che assumono un valore ancora più significativo in un contesto agricolo sempre più influenzato da fenomeni climatici estremi e da periodi di siccità ricorrenti.
Fino al 70% di risparmio d’acqua nei vigneti più evoluti
Le performance migliori si registrano nei vigneti dove la gestione digitale si integra con studi avanzati sulla composizione dei suoli e con l’utilizzo dei portinnesti del gruppo “M”.
Questi sono stati sviluppati nell’ambito della collaborazione con il Wine Research Team e con l’Università degli Studi di Milano.
In tali aree il risparmio idrico può raggiungere il 70% rispetto ai vigneti limitrofi, offrendo una risposta concreta alle problematiche legate allo stress idrico e alla crescente pressione esercitata dai cambiamenti climatici sulla viticoltura.
Villa Sandi e una nuova frontiera per la qualità del vino
L’ecosistema intelligente rappresenta oggi una delle espressioni più avanzate del percorso di innovazione intrapreso da Villa Sandi. Dietro il progetto opera un team multidisciplinare composto da agronomi, enologi e specialisti che lavora quotidianamente per integrare nuove competenze e tecnologie nella gestione della vigna.
L’obiettivo rimane quello di leggere il territorio con sempre maggiore precisione, preservarne gli equilibri naturali e garantire, vendemmia dopo vendemmia, la massima qualità possibile delle uve.
In un settore chiamato a confrontarsi con sfide climatiche sempre più complesse, Villa Sandi sceglie così una strada che unisce sostenibilità, innovazione e conoscenza del territorio, trasformando il vigneto in un organismo intelligente capace di dialogare con chi lo coltiva.

































