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WineCouture, anno sei, numero 1/2: il 2025 del vino e degli Spirits delle distribuzioni Horeca italiane

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Primo numero del 2025 per WineCouture, il sesto anno di vita del nostro magazine B2B dedicato a operatori e aziende del mercato Horeca. Ed è proprio dai volti, che finiscono anche in copertina, di alcuni tra i principali protagonisti del mondo delle distribuzioni Horeca italiane che ripartiamo in questo nuovo giro d’orologio. È tempo di bilanci, ma si parla anche del domani del canale nel numero 1/2-2025 che apre l’anno. Un dossier quantomai ricco, che – attenzione! – non si esaurisce su carta ma prosegue online con il racconto di trend del fuori casa e novità a catalogo. E poi una grande sorpresa: si apre, infatti, un nuovo capitolo per quel che riguarda il mondo di distillati, liquori e amari, con l’allegato Spirits by WineCouture che da questa uscita accompagnerà per tutto il 2025 il magazine dedicato al vino. Stessa formula, l’augurio è che possa avere lo stesso successo di apprezzamento da parte di voi lettori: racconteremo, infatti, anche per il variegato universo degli Spirits tutti quelli che saranno trend, protagonisti e novità all’interno del mondo Horeca. Una new entry, quella di Spirits by WineCouture, che arricchisce ulteriormente la proposta editoriale di Nelson Srl. E allora: buona lettura.

L’oggi e il domani delle distribuzioni Horeca italiane nelle interviste di WineCouture ai principali protagonisti del canale

Il via del primo numero del 2025 di WineCouture è da Parigi, con il resoconto sul campo di come è andata Wine Paris & Vinexpo Paris 2024 nelle nostre videointerviste esclusive ad aziende e consorzi. Una kermesse, quella parigina, che quest’anno ci ha visti Media Partner dell’evento, ribadendo al contempo la voglia e la sete di vino italiano che c’è in tutto il mondo.

Ritorniamo poi in Italia per parlare dell’anno interpellando le principali distribuzioni Horeca italiane: retrospettive e prospettive per il mercato del vino nel fuori casa raccolte dalla voce dei principali protagonisti.

Un’analisi, quella del nostro dossier, che prosegue poi con l’intervista ad Angélique de Lencquesaing, fondatrice di iDealwine, sul 2024 delle aste del vino e le prospettive 2025, perché anche l’universo dei Fine Wines sta cambiando pelle.

A chiudere l’approfondimento dedicato al canale Horeca è la voce di enoteche ed enotecari, con Andrea Terraneo, presidente Vinarius, che traccia lo stato dell’arte di un mondo quantomai in fermento e sempre più centrale nella mediazione e l’educazione del consumatore finale, e Filippo Gastaldi, presidente di AEPI, che parla delle sfide del 2025 per i professionisti del settore e dei nuovi consumi che si stanno affacciando, No e Low Alcol in prima fila.

Gli assaggi immancabili della nostra Collection dedicata a cosa berremo nel 2025 fanno da preludio a un’intervista esclusiva al fondatore e presidente di Ca’ del Bosco, Maurizio Zanella, con cui abbiamo riflettuto di identità nel vino, mercato e l’importanza di una viticoltura rurale.

Per finire, spazio alle bollicine: da un lato, quelle insolite dagli abissi con il fenomeno degli Underwater Wine che prende sempre più piede, dai laghi del Nord al mare del Sud Italia; dall’altro lato, a tu pe tu con l’equazione tempo nello Champagne per eccellenza, con le creazioni di Niko Romito a tenere a battesimo Dom Pérignon Vintage 2015 e Vintage 2006 Plénitude 2.

Già in distribuzione postale, in questa pagina potete cominciare ad avere una preview di WineCouture (numero 1/2-2025) con lo sfoglio completo dell’edizione digitale del magazine mensile B2B di Nelson Srl, qui di seguito:

Spirits by WineCouture: il primo passo

E per essere aggiornati sull’universo di distillati, liquori e amari, da non perdere il nostro allegato Spirits by WineCouture (numero 1/2-2025) dedicato ai trend che hanno colorato l’anno che si è appena concluso e le novità 2025, come la recente release di Selvatiq Gin:

Editoriale

Liberiamo il vino

Il nuovo anno si apre per WineCouture con un numero dedicato ai protagonisti della distribuzione Horeca in Italia. E nel nostro lungo giro di chiacchierate a emergere è stato ancora una volta un dato: oggi è sempre più fondamentale promuovere la cultura del bere bene. “Nulla di nuovo”, si dirà: vero, ma attenzione che questi buoni propositi non restino soltanto su carta. Non parliamo solo di queste pagine, ma anche di quelle delle wine list dei ristoranti, siano esse destinazioni più o meno note, stellati o no. Già, perché il pericolo dei tempi moderni è quello di avere sempre più etichette, denominazioni e grandi nomi ostaggi del loro successo commerciale, bottiglie ridotte in catene, in polverose cantine o, peggio ancora, in tecnologici caveau, da valori, quante volte ormai più su carta che reali, schizzati alle stelle. “È la legge di mercato, baby”, si dirà. Vero anche questo. Ma attenzione che questa rincorsa alla massimizzazione del profitto ad ogni costo non si rivolga contro – a produttori, distributori e ristoratori – come un pericoloso boomerang. La cultura del bere bene, infatti, non può prescindere dalla possibilità per gli appassionati di vivere esperienze nel calice che magari si faranno una volta sola nella vita, come assaggiare una vecchissima annata, respirare le emozioni di una verticale da sogno o toccare con mano un’icona assoluta e poterla riporre nella propria collezione di bottiglie. L’appello, allora, chiama a raccolta tutti: liberiamo il vino, si tornino a stappare le grandi bottiglie.

Scopri il primo numero del 2025 di WineCouture, dedicato alle novità del settore Horeca e ai suoi protagonisti.
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