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Oltrepò sempre più Terra di Pinot Nero

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Oltrepò Pavese sempre più Terra di Pinot Nero. Oltre il territorio, oltre il vitigno, grazie a due eccellenze: una che indossa l’abito rosso e l’altra spumeggiante. C’erano tutte le premesse per un evento di successo sin dalla magnifica cena – scintillante – a La Cave Cantù di Casteggio. Per una domenica 24 settembre che finisce in un tramonto spettacolare, con Monte Rosa imbiancato all’orizzonte. Vigilia affascinante ed in notturna per la terza edizione di Oltrepò Terra di Pinot Nero, evento in agenda il lunedì 25 settembre a Villa Pegazzera e organizzato dal Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, orgogliosamente pronto a mettere in mostra eccellenze e prodotti identitari, rigorosamente a denominazione. Una corale dimostrazione di qualità raggiunta da questa terra del Pinot Nero, terzo areale produttivo europeo per l’indisciplinato vitigno internazionale, che se ben interpretato può dare grandissime soddisfazioni non solo in Borgogna e in Champagne. O sul 45esimo parallelo dei grandi vini. Anche questo, ormai, è storia evidente. Ecco come è andato l’ormai annuale rendez-vous nel segno del Pinot Nero in Oltrepò.

La Cave Cantù di Casteggio

Un aperitivo scintillante per la terza edizione di Oltrepò Terra di Pinot Nero

C’erano le premesse di successo, come detto, fin dalla cena di gala e già da un aperitivo degustazione di bollicine – per ogni formato – che ti facevano salire al volo sul treno di un’esperienza di degustazione infinita, sin dalla prima parte di un viaggio pensato alla scoperta del vitigno più rappresentativo dell’Oltrepò Pavese: il Pinot Nero.  

Grandiosi Blanc de Noir, lunghi affinamenti, Cruasé e Pas Dosé, dosaggi intelligenti e minimi, ma non solo, tutto all’insegna di un’essenziale matrice comune: l’eleganza. 

A questa eleganza frutto di vignaioli esperti e capaci di sorprendere, senza fatica ma con grande impegno e talento, si è adeguato il curatissimo menù messo in tavola da chef Damiano Dorati. 

Su tutti: spettacolare il R-I-S-O scomposto Carnaroli, un risotto con Riserva San Massimo, in concerto assoluto con pasta di salame, zafferano di Mornico, fondo bruno.

La Masterclass sul più nobile tra i vitigni per la scintillante terza edizione di Oltrepò Terra di Pinot Nero a Villa Pegazzera.
Damiano Dorati

Il resto del menù? “La via del sale”, ad aprire le danze, un baccalà in tempura, tarte tatin di cipolle, salsa di acciughe e aceto di melagrana. E poi il manzo progressive: boccone divino di razza varzese (lo chef non tradisce le sue origini), in lenta cottura al Pinot Nero. Ad accompagnare: un gelato di Mostarda di Voghera e Blu di capra, quest’ultimo come soffiato (disidratato?) nel centro del piatto, a compensare le dolcezze del gelato e la cremosità del ridotto di vino sulla carne.

Il dolce? Un Caprineve, da formaggio di capra, mandorle (si torna a Varzi) con spezie e frutti rossi. 

La Masterclass sul volto spumeggiante del più nobile tra i vitigni

Dopo la cena, poche ore di sonno profondo bastano per un risveglio fantastico con escursione termica da cielo terso e aria buonissima: le colline del Casteggiano, disegnate di colori netti e carichi di energia, vigne e curata terra del vino da sempre, si aprono ad un evento di degustazione per palati fini e convincenti, che fa da volta pagina di un territorio che cresce per qualità e mostra i muscoli del proprio carattere distintivo. Da Pinot Nero appunto. Spina e schiena dritta e pedalare. 

Dalle bollicine classiche ai rossi, sorprendenti quelli “contemporanei”, freschi e beverini, ma mai banali, i calici di Oltrepò Terra di Pinot Nero, Docg e Doc, nell’evento tasting che coinvolge 34 aziende, scaldano il parterre qualificato ed esigente, composto da giornalisti, sommelier, degustatori, ristoratori. Dentro (per le due masterclass) e fuori, nel cortile di Villa Pegazzera, dedicato alle postazioni per i produttori, dove viene centrata in pieno l’essenza dell’occasione: mettere nel calice l’eccellenza e non guardare in faccia nessuno. 

La Masterclass sul più nobile tra i vitigni per la scintillante terza edizione di Oltrepò Terra di Pinot Nero a Villa Pegazzera.

Scivola via senza cognizione del tempo la prima delle due masterclass della mattina, con la guida sicura di Carlo Veronese, direttore del Consorzio, con la barra dritta delle Denominazioni e l’entusiasmo di un mondo che “cresce di valore ma non abbastanza, perché il suo potenziale è enorme”, come dice a più riprese. 

La barra dritta della Docg, Metodo Classico da Pinot Nero, che in Oltrepò è storia antica e recente di altissimo livello: con una degustazione alla cieca, che risveglia sensi e senso del tempo. Otto etichette in assaggio guidato da un sorridente Jacopo Cossater, in un viaggio che definisce pure lui “essenziale”, fra Blanc de Noir, Rosé e Cruasé, un itinerario che apre con la classe della Cantina Bruno Verdi – un Vergonberra con tutta una strada davanti (in discesa naturalmente, 2019) – e chiude con un Rosé scintillante, di Quaquarini, che conta 70 mesi sui lieviti e regala la magia di un calice indimenticabile. In mezzo, quarto assaggio della batteria, la magia di un prodotto di Alessio Brandolini, giovane specializzato in bolle, che in un mondo catalogato sa farsi ricordare e si distingue con il suo Extra Brut 2019 (si chiama Luogo d’Agosto), 36 mesi sui lieviti. A dimostrazione che i giovani, in Oltrepò, ci sono e stanno crescendo bene.

La Masterclass sul più nobile tra i vitigni per la scintillante terza edizione di Oltrepò Terra di Pinot Nero a Villa Pegazzera.
Jacopo Cossater e Carlo Veronese

L’Oltrepò oltre il Pinot Nero

Un viaggio nella Terra del Pinot Nero, “ma non solo”, come ricorda la presidente del Consorzio Gilda Fugazza, salutando i lavori in apertura di programma, una terra che vale bene il biglietto dell’Oltrepò Pavese, una terra da assaggiare con gusto.

“Un Patrimonio delle Denominazioni”, sottolinea la presidente. “Una terra del vino che ha storia non si identifica infatti solo in un vitigno, ma prima di tutto nella sua terra. Ricca. Di vitigni. La terra dell’Oltrepò Pavese. Che è anche terra di Pinot Nero. Il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese crede, custodisce, sviluppa le Denominazioni che sono importanti e che appartengono alla terra. Quotidianamente ci adoperiamo per tutelare e valorizzare il patrimonio delle Denominazioni”.

La Masterclass sul più nobile tra i vitigni per la scintillante terza edizione di Oltrepò Terra di Pinot Nero a Villa Pegazzera.
Gilda Fugazza

E conclude:

“Ogni Denominazione racchiude in sé una storia. Ed è spesso una storia molto lunga, che è fatta dunque anche di tradizione ed è automaticamente cultura, del territorio, dei suoi vigneti, del lavoro e della passione dell’uomo. L’Oltrepò Pavese vanta sei Doc e una Docg. Il patrimonio di questa terra. Con questo evento, che si sviluppa in una splendida tenuta immersa tra le colline e i vigneti, vogliamo parlare di Pinot Nero, un orgoglio delle nostre Denominazioni”. 

“L’Oltrepò è una delle maggiori zone di produzione di Pinot Nero a livello internazionale. La più importante d’Italia, che in questo evento non si affida solo ai numeri ma alle emozioni di aziende, o meglio, dei prodotti di queste aziende che interpretano questa terra – l’Oltrepò Pavese – non solo per il vino, ma anche per la natura, la biodiversità, la bellezza dei suoi paesaggi e quindi per il suo enoturismo, l’enogastronomia, l’artigianalità e persino l’arte. Si dice in una parola: cultura, un mondo tutto da scoprire di un territorio che è magico”.

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