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Addio a Fabrizio Plessi: l’Anima dell’Amarone ultima eredità al mondo del vino

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Con la scomparsa a 86 anni di Fabrizio Plessi, annunciata oggi dall’Ansa, il mondo dell’arte perde uno dei più importanti pionieri della videoarte internazionale. Ma anche l’universo del vino perde un interprete inatteso e profondo, capace di trasformare il re dei vini della Valpolicella in linguaggio artistico. A custodire questa sua preziosa eredità sarà da oggi “L’Anima dell’Amarone”, la monumentale videoinstallazione realizzata per Masi Monteleone21, la nuova sede del gruppo veronese guidato dalla famiglia Boscaini dedicata all’enoturismo contemporaneo. Un’opera che rappresenta non solo l’ultimo grande progetto del maestro veneziano, ma anche il primo in cui il vino diventa protagonista assoluto della sua ricerca creativa.

Il cordoglio di Fondazione Masi

La scomparsa dell’artista ha suscitato profonda commozione nella Fondazione Masi e in Masi Agricola, che solo pochi mesi fa avevano celebrato il maestro con il conferimento del 44esimo Premio Masi Civiltà Veneta.

La presidente della Fondazione Masi, Isabella Bossi Fedrigotti, ha ricordato il valore umano e culturale della sua presenza:

“È stato un onore averlo con noi, assieme alla scrittrice Federica Manzon e all’imprenditore Alberto Bombassei, tre portabandiera del Veneto e della sua cultura. Nel caso di Plessi la sua presenza è stata sottolineata e arricchita dalla monumentale videoinstallazione site-specific L’Anima dell’Amarone presso la sede di Masi Monteleone21, dove si è svolta la premiazione. Ci mancherà come amico e ci mancherà la sua espressione di innovazione artistica a Venezia, tema che avevamo in animo di affrontare in un programmato dibattito alla presenza del maestro”.

L’ultima opera: quando il vino entra nell’universo di Fabrizio Plessi

Nel corso di oltre cinquant’anni di carriera, Fabrizio Plessi ha costruito un linguaggio riconoscibile in tutto il mondo, fondato sul dialogo tra tecnologia e natura.

Acqua, fuoco, lava e vento hanno accompagnato la sua ricerca artistica sin dagli anni Sessanta, portandolo dalla Biennale di Venezia del 1986 con Bronx fino alle grandi installazioni internazionali, dal Centre Pompidou di Parigi all’Expo di Hannover.

Con L’Anima dell’Amarone, però, accade qualcosa di nuovo. Per la prima volta il vino entra nel vocabolario creativo dell’artista e diventa materia simbolica, visiva ed emozionale. All’interno degli spazi di Monteleone21, il vino si trasforma in movimento, energia e memoria, dialogando con l’acqua, elemento centrale di tutta la sua produzione.

Alla base del progetto c’è il profondo rapporto che Plessi aveva sviluppato con l’Amarone e con il territorio della Valpolicella.

Il maestro descriveva così il significato dell’opera: “Per me l’Amarone è simbolo del vino vero, quello che amo profondamente, il vino non sporca mai l’anima ma la eleva, l’anima vive assieme al vino. In quest’opera l’acqua e il vino dialogano come elementi essenziali, ricordando che l’uva è la nostra origine”.

Parole che rivelano la dimensione spirituale con cui l’artista guardava al grande rosso veronese, percepito non come semplice prodotto agricolo ma come espressione culturale e identitaria.

Monteleone21, dove il vino incontra l’arte contemporanea

Il progetto nasce all’interno di Masi Monteleone21, la nuova sede di Masi concepita come luogo di dialogo tra vino, cultura, architettura e territorio.

Qui l’installazione prende forma attraverso un racconto immersivo che unisce elementi fisici e digitali. Il vino scorre in cascate generate anche grazie all’intelligenza artificiale, attraversa schermi e superfici luminose, mentre le tradizionali arele con le uve in appassimento richiamano il cuore produttivo dell’Amarone.

Tecnologia e tradizione convivono nello stesso spazio, creando una narrazione che racconta il vino come fenomeno culturale prima ancora che enologico.

Il ricordo di Sandro Boscaini e di Masi Agricola: “Fabrizio Plessi ha catturato il senso profondo dell’Amarone”

Profondo il ricordo emerge dalle parole di Sandro Boscaini, vicepresidente della Fondazione Masi e presidente di Masi Agricola:

“Il mio legame con Fabrizio è affettuoso e di lunga data e, nel 2025, ci ha portati ad affrontare il tema dell’Amarone. Da grande artista ed estimatore ha catturato il senso profondo e l’unicità di questo nettare della Valpolicella traducendolo in un’opera monumentale che rimarrà a testimoniare il nostro comune amore per il territorio e le genti venete di cui è simbolo”.

Boscaini ha inoltre ricordato l’ultima apparizione pubblica condivisa con il maestro, avvenuta solo poche settimane fa alle Procuratie di Piazza San Marco, durante la presentazione del catalogo pubblicato da Marsilio Arte dedicato all’installazione.

Fabrizio Plessi e l’Anima dell’Amarone: l’ultima opera del maestro vive nella nuova casa di Masi a Monteleone21

L’Anima dell’Amarone: dal catalogo alla bottiglia d’autore

L’universo creativo di L’Anima dell’Amarone non si è fermato, infatti, all’installazione.

Il progetto è stato raccolto in un volume edito da Marsilio Arte, che documenta il percorso creativo attraverso fotografie, materiali progettuali e disegni preparatori.

Da questa esperienza è nata anche una speciale interpretazione artistica del vino stesso. Come ricordato da Sandro Boscaini, Fabrizio Plessi aveva anticipato la propria idea di Amarone tradotta in bottiglia, destinata a entrare nella collezione Costasera Contemporary Art di Masi.

Un passaggio che completa idealmente il dialogo tra arte e vino, trasformando il contenitore stesso in estensione dell’opera.

Fabrizio Plessi e un’eredità che continua a vivere in Valpolicella

Quando ricevette il Premio Masi Civiltà Veneta, Plessi aveva voluto precisare:

“Le mie opere fanno ampio uso di installazione video ma non mi piace essere definito video-artista. La tecnologia è semplicemente il medium attraverso cui la mia visione artistica trova completa espressione”.

Questa definizione aiuta a comprendere anche L’Anima dell’Amarone. Non un esercizio tecnologico, ma una visione artistica che utilizza immagini, schermi e intelligenza artificiale per raccontare qualcosa di profondamente umano: il rapporto tra memoria, territorio, tempo e vino.

Oggi, mentre il mondo dell’arte saluta uno dei suoi protagonisti più innovativi, la Valpolicella conserva una delle sue opere più significative. L’Anima dell’Amarone, ancora visitabile presso Masi Monteleone21, resta così non soltanto un omaggio all’Amarone, ma anche il testamento creativo di un artista che ha saputo trasformare il vino in emozione, cultura e racconto universale.

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