Daniela Mastroberardino è stata rieletta presidente dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino per il triennio 2026-2028, dopo un primo mandato che ha segnato una fase di crescita e trasformazione per la più grande associazione mondiale di enologia al femminile. La riconferma all’unanimità da parte del nuovo Consiglio premia la visione e la capacità di guida di un’imprenditrice simbolo della cultura enologica campana e italiana, alla guida insieme al fratello dell’azienda Terredora Di Paolo, punto di riferimento per la valorizzazione dei vitigni autoctoni dell’Irpinia.
“Un secondo mandato non è un punto di partenza, ma un momento di consapevolezza. È il tempo di riconoscere il cammino fatto e di scegliere, con ancora più responsabilità, la direzione futura”, le parole di Daniela Mastroberardino dopo la rielezione.
Accanto alla presidente, il nuovo Consiglio nazionale vede la riconferma delle vice presidenti Francesca Poggio (Piemonte, vicaria), Marianna Cardone (Puglia), Paola Longo (Lombardia), e un gruppo eterogeneo che rappresenta l’Italia del vino in tutte le sue competenze e territori: Roberta Urso (Sicilia) Federica Cecchi (Toscana), Maria Teresa Santaguida (Calabria), Dominique Marzotto (Sicilia), Cristiana Cirielli (Friuli Venezia Giulia), Antonietta Mazzeo (Emilia Romagna), Floriana Risuglia (Lazio), Lorella Di Porzio (Campania).
Elette anche le probiviri: Romina Togn (Trentino Alto Adige), Marzia Morganti Tempestini (Toscana) e Michela Guadagno (Campania).
Le Donne del Vino 2026-2028: identità, formazione e cultura al centro
Il nuovo mandato si apre in una fase delicata per il settore vitivinicolo, segnata da un rallentamento dei consumi e da profondi cambiamenti culturali e sociali.
“Per questo sentiamo ancora più forte la responsabilità di lavorare sulla diffusione di una cultura del bere consapevole, capace di parlare ai giovani e di investire sulla formazione come strumento di futuro”, sottolinea la presidente.
Tra i progetti chiave figura D-Vino, iniziativa rivolta agli studenti degli Istituti Turistici e Alberghieri per trasmettere il valore del vino come patrimonio culturale e identitario.
Parallelamente, l’Associazione rafforzerà il proprio ruolo nel dibattito pubblico su temi cruciali come sostenibilità, responsabilità sociale e evoluzione degli stili di consumo, oltre a consolidare la rete internazionale e il dialogo con le associazioni estere attraverso il Forum Mondiale delle Donne del Vino.

Un’associazione in crescita e verso i 40 anni
Nel triennio appena concluso, Le Donne del Vino sono passate da circa 1.000 socie nel 2023 a 1.250 nel 2025, ampliando il profilo associativo con nuove professionalità accanto alle produttrici: comunicatrici, architette, avvocate, esperte di marketing, ristoratrici, sommelier e giornaliste. Uno sguardo già proiettato al 2028, anno in cui l’Associazione celebrerà i 40 anni dalla fondazione, traguardo simbolico che segnerà una nuova tappa nella storia del movimento.
La storia de Le Donne del Vino
Fondata nel 1988, l’Associazione conta oggi 1.250 socie in tutte le regioni italiane. Promuove la cultura del vino e il ruolo delle donne lungo la filiera vitivinicola, realizza studi sul gender gap, incentiva l’adozione del vetro leggero e collabora con università per percorsi di alta formazione. Dal 2019 ha avviato una partnership internazionale con 12 associazioni estere, dando vita al Forum Mondiale delle Donne del Vino. Da sempre impegnata nel sociale, contrasta la violenza sulle donne con campagne di sensibilizzazione e raccolte fondi.

































