Ci sono vini che esprimono un territorio e altri che finiscono per rappresentarne l’identità più profonda. Per Abbazia di Novacella, il Sylvaner è oggi considerato il vitigno simbolo della storica cantina altoatesina. Racconta, infatti, un percorso che attraversa quasi nove secoli di storia vitivinicola, dalla fondazione dell’Abbazia nel 1142 fino alle più recenti interpretazioni enologiche. Una varietà che ha trovato nella Valle Isarco il proprio habitat ideale e che continua a rappresentare una delle espressioni più autorevoli della viticoltura di montagna italiana.
Abbazia di Novacella: una tradizione viticola iniziata nel 1142
La storia dell’Abbazia di Novacella è indissolubilmente legata alla coltivazione della vite.
Fin dalla fondazione del monastero, avvenuta nel 1142, la viticoltura ha rappresentato una delle attività centrali della comunità dei Canonici Agostiniani, contribuendo a modellare il paesaggio, l’economia e l’identità culturale della Valle Isarco.
Una tradizione che attraversa i secoli e che trova nel Novecento un momento decisivo con la progressiva affermazione del Sylvaner come varietà di riferimento della cantina.
Il Sylvaner e la vocazione della Valle Isarco
Introdotto in Alto Adige nella seconda metà dell’Ottocento, il Sylvaner si è diffuso rapidamente in Valle Isarco grazie alla particolare compatibilità con le condizioni pedoclimatiche dell’area.
I terreni morenici di origine glaciale, il clima fresco e ventilato e le forti escursioni termiche tra il giorno e la notte favoriscono infatti una maturazione lenta delle uve, preservando freschezza, precisione aromatica e una distintiva componente minerale.
Elementi che hanno contribuito a trasformare il Sylvaner in una delle varietà più rappresentative del territorio e dell’intera viticoltura di montagna altoatesina.
Nel corso del Novecento, mentre l’Abbazia di Novacella consolidava il proprio profilo enologico, il vitigno è diventato il filo conduttore della sua evoluzione.
La crescente attenzione verso varietà maggiormente vocate del territorio ha contribuito a rafforzare il suo ruolo, data la capacità del Sylvaner di interpretare in maniera autentica le caratteristiche della Valle Isarco.
Da questa relazione profonda è nato uno stile riconoscibile fondato su eleganza, tensione minerale, freschezza e capacità di evoluzione nel tempo, elementi che ancora oggi definiscono l’identità produttiva della cantina.

Abbazia di Novacella e una visione contemporanea del Sylvaner
Il percorso di valorizzazione del Sylvaner continua oggi sotto la guida del direttore Werner Waldboth e dell’enologo Lukas Ploner.
La produzione si concentra sulla valorizzazione delle peculiarità dei singoli vigneti e sull’interpretazione contemporanea del patrimonio viticolo dell’Abbazia di Novacella.
Ricerca della qualità, rispetto del territorio e attenzione alle varietà storiche rappresentano i pilastri di una filosofia che guarda al futuro senza interrompere il legame con una tradizione millenaria.
L’importanza del vitigno trova espressione in una gamma articolata di etichette, ciascuna pensata per raccontarne una diversa sfaccettatura.
Il Sylvaner della Linea Classica rappresenta l’interpretazione più immediata e territoriale della varietà. Proveniente dai vigneti che circondano l’Abbazia di Novacella, esprime uno stile fresco, equilibrato e diretto, caratterizzato da note fruttate e da una marcata impronta minerale.
Il Sylvaner Praepositus nasce invece da una selezione delle vigne più vocate e costituisce una delle espressioni qualitative più importanti della produzione di bianchi della cantina. Più strutturato e complesso, unisce profondità, eleganza e capacità evolutiva, offrendo una lettura del vitigno orientata alla concentrazione e alla longevità.

Perlaetus, il Sylvaner in versione Metodo Classico
La versatilità della varietà trova una dimensione diversa in Perlaetus. Questo Metodo Classico ottenuto da uve Sylvaner valorizza la naturale freschezza e l’acidità del vitigno attraverso un lungo affinamento sui lieviti.
Il progetto dimostra come il Sylvaner possa esprimersi anche nel mondo delle bollicine, mantenendo intatte le caratteristiche identitarie che ne hanno decretato il successo in Valle Isarco.
Stiftsgarten, il vertice della ricerca sui terroir storici
Al culmine del percorso qualitativo si colloca il Sylvaner Stiftsgarten. Presentato per la prima volta nel 2023 con l’annata 2019, nasce dall’omonimo vigneto impiantato nel 1972 attorno all’Abbazia.
Si tratta della prima menzione di vigna nella storia della cantina e rappresenta il punto più avanzato del lavoro di ricerca sui terroir storici di Novacella.
Stiftsgarten interpreta il Sylvaner nella sua espressione più ambiziosa e identitaria, diventando la sintesi della visione enologica contemporanea dell’Abbazia.
Un vino che unisce passato e futuro
Dalla Linea Classica al Praepositus, da Perlaetus fino allo Stiftsgarten, il Sylvaner racconta oggi tutte le sfumature della viticoltura di Novacella.
Più di ogni altra varietà, questo vitigno incarna la continuità tra una tradizione iniziata nel 1142 e una concezione contemporanea del vino fondata sulla valorizzazione del territorio, del patrimonio storico e dell’identità della Valle Isarco.
Per l’Abbazia di Novacella, il Sylvaner non rappresenta soltanto una varietà coltivata da oltre un secolo. È il racconto stesso di una storia che continua a evolvere, mantenendo intatto il legame tra terra, cultura e visione enologica.

































