L’enoturismo italiano cerca nuovi canali di sviluppo commerciale e Fine #WineTourism Marketplace Italy 2026 cresce di oltre il 30%. La seconda edizione del salone B2B dedicato al turismo del vino, in programma il 27 e 28 ottobre a Riva del Garda, riunirà 100 espositori italiani e internazionali e 90 buyer selezionati tra tour operator, agenzie di viaggio e operatori specializzati. Un appuntamento che mette al centro una delle sfide decisive per le cantine: trasformare l’accoglienza in un’attività strutturata, capace di raggiungere i mercati esteri attraverso i canali del turismo organizzato. Dalla costruzione delle destinazioni alla distribuzione delle esperienze, fino all’evoluzione della domanda internazionale, il programma guarda a un settore nel quale la qualità dell’offerta non basta più: occorre saperla organizzare, promuovere e commercializzare.
Fine Italy 2026, l’enoturismo cresce tra imprese e mercati internazionali
Sono 100 gli espositori che hanno aderito alla seconda edizione di Fine #WineTourism Marketplace Italy, con un incremento superiore al 30% rispetto al 2025. Aziende vitivinicole, cantine, consorzi e destinazioni turistiche si incontreranno a Riva del Garda per due giornate dedicate allo sviluppo del business enoturistico.
Nato dalla collaborazione tra Riva del Garda Fierecongressi e Feria de Valladolid, il salone riunirà operatori provenienti da numerose regioni italiane, dal Trentino-Alto Adige alla Sicilia, passando per Veneto, Piemonte, Campania, Toscana, Abruzzo, Emilia-Romagna, Calabria, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Puglia e Sardegna.
Si rafforza anche la partecipazione internazionale. La Spagna torna a Riva del Garda dopo la prima edizione, mentre Germania e Slovenia rappresentano le novità del 2026.
A spiegare le ragioni di questa crescita è Alessandra Albarelli, direttrice generale di Riva del Garda Fierecongressi:
“L’incremento a doppia cifra delle adesioni conferma che le aziende vitivinicole riconoscono nell’evento una risposta concreta e mirata alle proprie esigenze di posizionamento. Il turismo del vino richiede oggi una strutturazione manageriale e canali di commercializzazione dedicati; la nostra missione è facilitare questo passaggio, mettendo in dialogo diretto i produttori con i grandi protagonisti della distribuzione e del turismo organizzato internazionale”.

È proprio il rapporto tra produzione vitivinicola e industria turistica a caratterizzare il progetto. L’obiettivo non è soltanto promuovere le esperienze in cantina, ma favorire la nascita di relazioni commerciali che consentano alle imprese di intercettare nuovi visitatori e mercati.
Enoturismo e business: 90 buyer esteri e incontri B2B tra cantine e tour operator
Accanto alla crescita degli espositori, Fine Italy rafforza la presenza della domanda internazionale con 90 buyer selezionati, in rappresentanza di tour operator specializzati, agenzie di viaggio e Destination Management Company (DMC).
Gli operatori arriveranno da Canada, Stati Uniti, Brasile, Messico e Argentina, oltre che da numerosi mercati europei, tra cui Germania, Svizzera, Norvegia, Danimarca, Spagna, Gran Bretagna, Polonia e Francia.
Il modello di Fine Italy si fonda su un’agenda di appuntamenti mirati tra domanda e offerta. Un’impostazione che nella prima edizione del 2025 aveva generato oltre 1.440 incontri B2B, con un tasso di gradimento reciproco dell’89%.
Numeri sui quali si innesta l’espansione del 2026, come sottolinea Alberto Alonso, direttore generale di Feria de Valladolid:
“Manca una settimana all’inizio di Fine Italy e le prospettive per questa seconda edizione sono molto promettenti. Si è registrato un notevole aumento del numero di territori e cantine partecipanti e questa crescita dell’offerta si riflette anche sulla domanda, con la presenza di oltre 85 tour operator e agenzie specializzate nel turismo enologico. È un piacere constatare la forza del modello Fine e la sua capacità di continuare a crescere. In Spagna abbiamo celebrato sette edizioni e la versione italiana ha davanti a sé un futuro estremamente interessante”.
La partecipazione di buyer specializzati risponde a un’esigenza sempre più rilevante per le aziende vitivinicole: rendere le proprie proposte enoturistiche accessibili e acquistabili anche attraverso intermediari professionali, superando una promozione affidata esclusivamente ai canali diretti della singola cantina.

Da Saint-Émilion ai territori italiani: come il vino diventa destinazione turistica
Accanto agli incontri commerciali, il programma del Be Fine Stage approfondirà le strategie di sviluppo delle destinazioni enoturistiche, attraverso il confronto tra esperienze italiane e internazionali.
Ad aprire i lavori, martedì 27 ottobre, sarà Jean-Daniel Debart, presidente dell’Office de Tourisme du Grand Saint-Émilionnais, con l’intervento From Heritage to Destination: The Saint-Émilion Wine Tourism Experience.
Il caso di Saint-Émilion, primo territorio viticolo al mondo riconosciuto Patrimonio Unesco nel 1999, offrirà un esempio di come il patrimonio vitivinicolo possa diventare il fulcro di una destinazione turistica, integrando tutela del paesaggio, ospitalità e sviluppo economico.
Il confronto proseguirà con il tema “Territorio e identità nello sviluppo del turismo del vino”, al quale parteciperanno Paolo Bongioanni, assessore della Regione Piemonte, Enrico Rossi, vicepresidente e assessore all’Agricoltura della Regione Marche, e Giulia Zanotelli, assessora all’Agricoltura della Provincia autonoma di Trento.
Al centro, il ruolo delle politiche territoriali nella costruzione di un’offerta enoturistica capace di valorizzare le specificità locali e rafforzare la competitività delle destinazioni.
La prima giornata si concluderà con “Enoturismo, la diversità che crea valore”, incontro dedicato alla pluralità dei modelli di accoglienza italiani. Interverranno Violante Gardini Cinelli Colombini, presidente del Movimento Turismo del Vino, Federica Fina, presidente del Movimento Turismo del Vino Sicilia, Flavio Nuti, vicepresidente del Movimento Turismo del Vino Toscana, e Alessio Piccardi, tesoriere del Movimento Turismo del Vino Toscana.
Un confronto che metterà in evidenza come la varietà dei territori e delle esperienze rappresenti una delle principali risorse dell’enoturismo italiano, a condizione di saperla tradurre in un’offerta riconoscibile per il mercato.
Dalla cantina alla distribuzione: la sfida della commercializzazione delle esperienze
La seconda giornata, mercoledì 28 ottobre, avrà un’impostazione più operativa, concentrandosi sulle condizioni necessarie per trasformare le esperienze enoturistiche in prodotti commercializzabili attraverso il turismo organizzato.
Il rapporto tra cantine e intermediari sarà affrontato nell’incontro “Il ponte necessario tra cantine e intermediari turistici nazionali”, con Stefano Tulli, cofondatore e supply manager di Winedering, e Fabio Piccoli, direttore di Wine Meridian.
Il tema sarà sviluppato ulteriormente nel confronto “Dal produttore al viaggiatore: come l’offerta incontra la distribuzione enoturistica”, che vedrà la partecipazione dello stesso Tulli, di Clementina Balter, vignaiola trentina e segretaria nazionale Fivi, e di Lorena Marrocco, Travel & Booking Consultant di Mir.
Due appuntamenti che affrontano un passaggio cruciale per lo sviluppo dell’enoturismo: il collegamento tra la capacità delle cantine di costruire esperienze di qualità e le esigenze degli operatori che devono proporle, distribuirle e venderle ai viaggiatori.
La presenza di intermediari specializzati e il confronto con le imprese vitivinicole consentiranno di approfondire le modalità attraverso le quali l’offerta può essere organizzata per raggiungere un pubblico più ampio, soprattutto sui mercati internazionali.
Turisti tedeschi, austriaci, svizzeri e francesi: conoscere la domanda per sviluppare l’offerta
Un altro tema centrale del programma sarà la conoscenza dei mercati di provenienza dei visitatori, elemento fondamentale per orientare gli investimenti e costruire proposte coerenti con le aspettative dei diversi pubblici.
Nell’incontro “L’enoturista di Germania, Austria, Svizzera e Francia, profili, comportamenti e opportunità per l’Italia”, Roberta Garibaldi, docente dell’Università degli Studi di Bergamo e presidente dell’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico, si confronterà con Agata Marchetti, direttrice dell’Ente Nazionale Germanico per il Turismo.
L’analisi prenderà in esame motivazioni di viaggio, comportamenti e criteri di scelta dei turisti provenienti da questi mercati, con l’obiettivo di offrire indicazioni utili alle imprese e alle destinazioni italiane.
La conoscenza della domanda diventa così uno strumento per superare un’offerta indifferenziata e costruire esperienze capaci di rispondere alle aspettative di visitatori con abitudini e interessi differenti.
Fare rete oltre la cantina: il ruolo delle destinazioni e il caso Sicilia
La capacità di integrare il vino con le altre risorse del territorio sarà al centro di “Oltre i confini della cantina: come mettere in rete visioni, territori e risorse”.
A confrontarsi saranno Roberta Garibaldi, Angelo Radica, presidente dell’Associazione Nazionale Città del Vino, e Francesca Planeta, presidente di Planeta Estate.
L’incontro allargherà lo sguardo dalla singola impresa alla destinazione, affrontando il ruolo delle reti territoriali nella costruzione di un’offerta turistica più articolata.
Il programma si completerà con “L’enoturismo, una nuova chiave per vivere la Sicilia”, appuntamento nel quale Assovini Sicilia illustrerà il valore strategico del turismo del vino per una regione che unisce una forte identità vitivinicola a una consolidata vocazione turistica.
Dalla distribuzione delle esperienze alla costruzione delle destinazioni, il filo conduttore della seconda edizione di Fine Italy è dunque la necessità di dare all’enoturismo strumenti commerciali e organizzativi adeguati alla sua crescita.
I 100 espositori e i 90 buyer attesi a Riva del Garda rappresentano il segnale di un interesse crescente, ma anche di un settore chiamato a misurarsi con una sfida precisa: trasformare il potenziale turistico delle cantine e dei territori in opportunità di business capaci di raggiungere stabilmente la domanda internazionale.































