“Ci facciamo un calice? Perché no!” è il nuovo progetto di Famiglia Cotarella, nato come format Instagram e cresciuto anche sotto forma di eventi. L’obiettivo è avvicinare le nuove generazioni alla cultura del vino, superando stereotipi e barriere comunicative. Al centro ci sono convivialità, scoperta e una tradizione che sa rinnovarsi senza perdere identità. A ideare e coordinare l’iniziativa è Riccardo Chiasso Cotarella, esponente della nuova generazione della famiglia, affiancato dalla zia Marta Cotarella.
Il prossimo appuntamento è previsto per il 24 ottobre a Milano, in occasione della Milano Wine Week, ai Dazi di Piazza Sempione. Protagonista nel calice sarà il Tellus Famiglia Cotarella.
Un racconto meno tecnico e più vicino ai giovani
Da tempo il mondo del vino sente il bisogno di ripensare il proprio modo di comunicare. Oggi, infatti, non basta più descrivere un prodotto attraverso le sue caratteristiche tecniche. Serve incontrare i giovani nei luoghi fisici e digitali che frequentano e parlare il loro linguaggio. Così il vino può ritrovare la sua dimensione di spontaneità, convivialità e leggerezza. Non si tratta però di rinunciare alla sua storia e al suo patrimonio di conoscenze.
Al contrario, l’idea è renderli più accessibili, lasciandosi alle spalle un racconto a volte troppo tecnico, autoreferenziale o percepito come elitario. Del resto, per continuare a trasmettersi, la tradizione deve sapersi rinnovare. Da questa consapevolezza nasce il format di Famiglia Cotarella, che non si limita a raccontare il vino ai giovani. Anzi, dà loro voce. Il progetto vuole capire come le nuove generazioni percepiscono il vino, che spazio gli riservano nei momenti di socialità e quanto lo conoscono. Ma anche quali curiosità, aspettative e distanze restano ancora da colmare.
Sketch, interviste e la voce di Riccardo
La comunicazione segue i linguaggi contemporanei. Sui social si alternano simpatici sketch con Riccardo e la zia Marta e le interviste che lo stesso Riccardo realizza con i suoi coetanei durante gli eventi. Sono contenuti spontanei e diretti, capaci di raccogliere impressioni, raccontare esperienze e far emergere punti di vista diversi. In questo modo il pubblico smette di essere un semplice destinatario e diventa un interlocutore attivo, come spiega Riccardo Chiasso Cotarella:
“Ci facciamo un calice? Perché no!” è anche un format di eventi attraverso il quale portiamo il vino nei luoghi in cui i giovani si incontrano. Parlando con i miei coetanei, mi sono reso conto che per molti il vino è ancora qualcosa di distante, poco conosciuto e riservato a pochi. Altri, invece, ne riconoscono il valore come elemento di convivialità, pur conoscendone poco la storia e la cultura. Per molto tempo, infatti, il racconto del vino si è concentrato soprattutto sugli aspetti tecnici e sulle caratteristiche organolettiche, lasciando in secondo piano la sua dimensione culturale e il suo significato nelle relazioni tra le persone. Con “Ci facciamo un calice? Perché no!” vogliamo ripartire proprio da qui; ovvero dall’utilizzo di un linguaggio più immediato e informale per stimolare la curiosità e creare un primo punto di contatto. La leggerezza comunicativa come strumento per avvicinare, aprire un dialogo e favorire una conoscenza più approfondita e consapevole del mondo del vino.”
Da Milano con il Tellus nel calice
I risultati, intanto, danno ragione al progetto. Gli appuntamenti organizzati finora hanno infatti richiamato molti partecipanti, come aggiunge Marta Cotarella:
“Gli eventi che abbiamo realizzato hanno registrato una partecipazione significativa e ci hanno confermato che esiste curiosità e interesse verso il mondo del vino. Abbiamo voluto sperimentare un modo diverso di raccontarlo, creando un ponte tra due mondi che spesso vengono considerati distanti. Non si tratta soltanto di una questione commerciale o di marketing: il vino è anche storia, paesaggio, cultura e identità. Riuscire a trasmetterne il valore alle nuove generazioni significa contribuire a preservare e rinnovare un patrimonio che appartiene al nostro Paese.”
Ora il format fa tappa a Milano, il 24 ottobre ai Dazi di Piazza Sempione, durante la Milano Wine Week. E il calice non poteva che essere il Tellus Famiglia Cotarella, il vino che la cantina ha dedicato proprio ai giovani. Da un lato, punta su uno stile fresco, immediato e invitante. Dall’altro, nella versione con il fiocchetto lilla in etichetta, sostiene le attività di Fondazione Cotarella dedicate ai giovani con disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Per Famiglia Cotarella, insomma, parlare alle nuove generazioni significa prima di tutto ascoltarle e capirne il linguaggio. Ma anche costruire occasioni di incontro autentiche. La sfida è chiara: rendere il vino meno distante e più comprensibile, senza banalizzarlo. E trasformare la curiosità in conoscenza, nel segno della responsabilità e della consapevolezza.































