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Tenuta Mazzolino: un nuovo Pinot Nero di cui innamorarsi

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Vi abbiamo già raccontato di Tenuta Mazzolino, un piccolo clos di Borgogna al cuore dell’Oltrepò guidato da Francesca Seralvo. Una delle cantine che maggiormente simboleggiano l’eccellenza del Pinot Nero sulle colline oltrepadane, con le sue vigne che si adagiano dolcemente sui pendii di Corvino San Quirico a filo del 45esimo parallelo, sinonimo di grandi vini in ogni angolo del mondo e che a queste longitudini divide il Mediterraneo dall’Europa continentale. Ed è proprio di un nuovo cavallo di razza nato nei 20 ettari di vigne che si arrampicano a 360° attorno a Tenuta Mazzolino che oggi vi vogliamo parlare: il Terrazze Alte.

Terrazze Alte: il Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese con un nome già sentito

Per chi già conosce le differenti declinazioni del Pinot Nero a Tenuta Mazzolino, il nome dell’ultima novità oggi al debutto apparirà un déjà-vu: è così, ma non lo è. 

Infatti, il Terrazze Alte evidenzia proprio la forza e la centralità del Terroir. E spiega alla perfezione di come, tra i vigneti situati sui pendii delle colline dell’Oltrepò Pavese, le importanti pendenze creino nello stesso appezzamento situazioni microclimatiche molto differenti. 

Terrazze Alte è il nuovo Pinot Nero di Tenuta Mazzolino dall'Oltrepò Pavese
Terrazze Alte è il nuovo Pinot Nero di Tenuta Mazzolino dall’Oltrepò Pavese

“Il lavoro in vigna ci ha insegnato a osservare la natura e quello che ci racconta”, spiega Stefano Malchiodi, enologo di Tenuta Mazzolino. “Da queste considerazioni nel 2020 – dopo aver resistito alla tentazione per diversi anni – abbiamo raccolto e vinificato separatamente le uve provenienti dalla parte alta delle vigne del Terrazze”.

Una scelta non casuale. “La differenza è sempre stata evidente”, aggiunge la mano dietro i vini di Tenuta Mazzolino.  “Nella parte alta le vigne rendono meno, la terra è calcareo gessosa fin dalla superficie, l’argilla è stata dilavata dall’erosione. Al contrario nella parte inferiore di questi ripidi pendii, si ha una maggiore concentrazione di argilla e di conseguenza le vigne risultano più rigogliose e ricche”. 

Da questa scelta nasce il Terrazze Alte, fratello minore, ma solo anagraficamente, del Terrazze. 

Che differenza c’è tra il Pinot Nero Terrazze e il nuovo Terrazze Alte Tenuta Mazzolino

Qual è la principale differenza che separa il cammino del Pinot Nero Terrazze dal nuovo Terrazze Alte. La risposta è: principalmente il tempo. È, infatti, un’attesa differente quella che distingue le due etichette.

La vinificazione è identica, “mentre l’affinamento del Terrazze Alte richiede qualche mese in più in vasca e viene così imbottigliato dopo la vendemmia successiva”, spiega Malchiodi. 

Il risultato? Il Terrazze Alte è vino di colore rubino delicato, ma brillante con leggeri riflessi rosso mattone. Al palato siamo davanti a un Pinot Nero agile e che regala un tannino equilibrato e vellutato. Le severe vene calcareo-gessose gli donano, poi, profondità e dinamicità di sorso.

L’affinamento del Terrazze Alte richiede qualche mese in più in vasca rispetto al Pinot Nero Terrazze di Tenuta Mazzolino e viene così imbottigliato dopo la vendemmia successiva
L’affinamento del Terrazze Alte richiede qualche mese in più in vasca rispetto al Pinot Nero Terrazze di Tenuta Mazzolino e viene così imbottigliato dopo la vendemmia successiva

Con cosa abbinare il Pinot Nero Terrazze Alte Tenuta Mazzolino

Elegante e raffinato come solo il Pinot Nero sa essere, ma anche fresco e intenso, figlio di una vigna “difficile” e come tutte le cose che richiedono più tempo e fatica, il Terrazze Alte rivela un carattere unico e deciso.

In definitiva, siamo dunque innanzi a un “nuovo” vino che lo è, ma forse no. Si tratta, infatti, più di una nuova espressione di un vero best seller che sceglie un linguaggio più sobrio e garbato del “fratello”, in sintonia con quello che da sempre è lo stile enoico di Tenuta Mazzolino. 

Questa sua eleganza, che richiama perfettamente i tratti ben si presta ad abbinamenti gourmandise: con primi piatti e zuppe sia di terra sia di mare, carni bianche e rosse in preparazioni non troppo grasse e pesanti.

Non si sottrae neanche ad abbinamenti estivi, con pesci a carne grassa, come salmone, tonno o rombo, oppure a formaggi a pasta semi-dura o dura di medio invecchiamento.

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