I famosi Rosé di Provenza firmati Domaines Ott diventano bio. L’azienda, tra le più iconiche realtà nel panorama del Sud della Francia, continua così il suo percorso storico di viticoltura responsabile al servizio della creazione di grandi etichette. L’ottenimento della certificazione di Agricoltura Biologica conferma, infatti, la lunga storia dell’impegno ambientale degli Ott, una famiglia di viticoltori artigiani pionieri in Provenza che ha scelto, fin da principio, la via della valorizzazione delle varietà più nobili dei vitigni tipici della zona, sempre nel massimo rispetto degli equilibri della natura.
La Provenza e la religione dei vini Rosé: la storia di Marcel Ott
In Provenza la produzione di Rosé è quasi una religione. È uno stile di vita che si fonde col clima, con le uve coltivate a rappresentare le voci che esprimono i caratteri dei diversi terroir che compongono la zona più vocata al mondo per la produzione di vini rosati.
È il 1896, quando un giovane ingegnere agricolo d’origine alsaziana, Marcel Ott, s’innamora dei paesaggi del Sud, decidendo d’iniziare a produrre vino in Provenza.

Fin dalla creazione, e quando ancora non si parlava di questioni ambientali, il fondatore di Domaines Ott praticava una viticoltura senza prodotti chimici, rivendicando l’effetto di questa scelta sulla qualità dei vini e sul loro stile.
La storia di Domaines Ott, dunque, è inseparabile da quella di queste pratiche viticole responsabili e sostenibili che si perpetuano di generazione in generazione.
Il massimo rispetto degli equilibri della natura rappresenta, infatti, un faro anche a distanza di oltre 125 anni.
Oggi, Domaines Ott, sotto la guida di Christian e Jean-François, i cugini Ott, producono vini in tre tenute: Château de Selle a Taradeau, Clos Mireille a La Londe Les Maures e Château Romassan a Le Castelletto, tratteggiando le sfumature dei rispettivi areali di produzione. Una vera fotografia di Provenza nel calice, tra cielo, mare e orizzonti dominati da distese di ulivi e campi di lavanda, dove i profumi della natura si uniscono a quelli del Mediterraneo.


I famosi Rosé di Provenza firmati Domaines Ott diventano biologici
L’ottenimento dell’etichetta AB fa parte di una più ampia gamma di pratiche rispettose degli organismi viventi che vanno ben oltre le specifiche della certificazione di Agricoltura Biologica. Si fa riferimento, infatti, a strumenti che vengono utilizzati presso Domaines Ott in base alle specificità dell’anno e dei terroir.
Per la realtà provenzale, d’altronde, si tratta prima di tutto di una certa visione della vite e del vino: quotidianamente l’attuazione di gesti e pratiche specifici garantiscono l’obiettivo di rivelare l’eccellenza dei terroir, creando grandi vini di Provenza.

“Come viticoltori artigiani, la nostra ambizione di produrre i migliori rosati del mondo e i più grandi vini della Provenza è inseparabile dal rispetto assoluto per il suolo e la vite”, sottolinea Jean-François Ott, amministratore delegato di Domaines Ott.
“Era ovvio e importante che questa filosofia, radicata nella storia della nostra famiglia e che guida quotidianamente tutto il team, fosse sostenuta dagli attuali standard di viticoltura e vinificazione sostenibili”.
“Questa etichetta è un modo per far conoscere meglio i nostri valori e per evidenziare a parte dei metodi che abbiamo sempre praticato e incoraggiato”.
Il marchio AB assegnato a Domaines Ott riguarda sia la viticoltura sia la componente enologica e sarà apposto sulle etichette dei primi vini certificati biologici in arrivo sul mercato dal 2023.



































