La World’s Best Sommeliers’ Selection 2026 incorona l’Italia come Paese leader della nuova edizione della classifica, con 20 etichette inserite tra le 115 selezionate dai sommelier provenienti da 17 Paesi e parte del network internazionale di The World’s 50 Best Restaurants. Un panel guidato da Kristell Monot, Head Sommelier del ristorante Mugaritz, che ha valutato vini da 16 nazioni attraverso tasting collettivi, confronti e discussioni tecniche che hanno dato forma alla selezione finale.
Per una line‑up che “riflette l’incredibile diversità del panorama vinicolo globale”, come indicano i suoi autori, frutto di un percorso di assaggi che ha messo a confronto stili, territori e interpretazioni molto differenti tra loro.

Italia al vertice: 20 vini in selezione dal Piemonte alla Sicilia e il primato assoluto nella categoria dei rossi
Il dato più significativo emerso dalla selezione è la centralità dei vini rossi italiani: tredici delle venti etichette provengono da questa categoria. A trainare il successo è ancora una volta il Piemonte, culla del Nebbiolo e simbolo di eleganza e longevità.
Tra i Barolo e i Barbaresco premiati figurano Ceretto con Barolo Brunate 2021, Barolo Bricco Rocche 2021 e Barbaresco Asili 2014, accanto a Marchesi di Barolo con Barolo Riserva 2016. Sempre in Piemonte si distinguono La Scolca con Gavi di Gavi Limited Edition 2021 e Luca Leggero Villareggia con Erbaluce di Caluso Docg Rend Nen 2022, a testimonianza di una regione capace di eccellere tanto nei rossi iconici quanto nei bianchi di forte impronta territoriale.

La Toscana conferma la propria vocazione internazionale con Argiano Solengo Igt Toscana 2021, Ruffino Romitorio di Santedame 2022 e Ruffino Alauda 2021, tre interpretazioni che raccontano l’anima contemporanea dei grandi rossi toscani tra tradizione e visione moderna.
Dal Trentino-Alto Adige arrivano due etichette emblematiche: Rotari Flavio 2016 di Cantina Rotari, espressione di metodo classico di montagna, e Musivum Teroldego Rotaliano 2019 di Mezzacorona, che valorizza uno dei vitigni autoctoni più identitari del territorio alpino.

Il Veneto è rappresentato da Nino Franco Spumanti con Grave di Stecca Brut 2018, confermando la crescente attenzione verso spumanti di alta gamma, mentre dalle Marche emerge Clara Marcelli con Ruggine 2021, una Grenache che incarna una nuova sensibilità stilistica nel Centro Italia.
Importante anche il contributo dell’Emilia-Romagna con Tenuta Del Paguro, premiata per Homarus 2021 e Ostrea in fundo 2023, un Merlot affinato per 12 mesi nei fondali dell’Adriatico, esempio emblematico di sperimentazione e identità marittima.
La Sicilia si conferma laboratorio di eccellenza e territorio in forte ascesa. Arianna Occhipinti conquista ben tre posizioni con SM 2023, Il Frappato 2023 e Grotte Alte – Cerasuolo di Vittoria 2021, risultato che testimonia l’impatto crescente di una viticoltura biologica e profondamente legata al terroir. Completano il quadro siciliano Feudo Arancio Hedonis 2022 e Viabizzunoagricola con donnacricri 2023, rafforzando l’immagine dell’isola come uno dei poli più dinamici del vino italiano contemporaneo.

World’s Best Sommeliers’ Selection 2026: Portogallo secondo, Usa e Sud America in ascesa, Francia forte nelle bollicine
Dietro all’Italia, il Portogallo è il Paese più rappresentato con 18 vini selezionati. Il Douro domina la scena con rossi strutturati e blend tradizionali, ma emergono con forza anche bianchi da vitigni autoctoni come l’Encruzado di Quinta dos Carvalhais nel Dão e le interpretazioni del Vinho Verde di Quinta de Soalheiro. Non mancano Porto e Madeira, a confermare la lunga tradizione lusitana nei vini fortificati.
Gli Stati Uniti ottengono 17 riconoscimenti distribuiti tra California, Oregon e Texas. La California consolida il suo status con Cabernet Sauvignon e Sauvignon Blanc, mentre l’Oregon si distingue per Chardonnay e Pinot Noir di impronta borgognona. Il Texas, regione emergente, dimostra vitalità con spumanti, bianchi e rossi in rapida evoluzione qualitativa.
La Spagna rinnova la propria identità vinicola grazie alla qualità dei rossi di Rioja, Ribera del Duero e Priorat, ma trova spazio anche con due Sherry e un Cava, riconoscimenti che testimoniano la capacità del Paese di proporre vini dalla forte personalità e di grande valore gastronomico.
La Francia si distingue soprattutto nel comparto sparkling e Rosé, con Champagne e Provenza in evidenza, mentre Germania, Georgia, Grecia e Repubblica Ceca testimoniano un’Europa ampia e diversificata, capace di valorizzare Riesling, vitigni autoctoni caucasici e nuove interpretazioni dell’identità territoriale.
L’Argentina continua a costruire la propria reputazione attorno al Malbec, con 12 vini selezionati provenienti da Mendoza, Salta e San Juan, ma amplia il proprio raggio d’azione anche su Chardonnay e Metodo Classico. Il Cile rafforza il proprio peso internazionale con le etichette di Almaviva e Vik, mentre Uruguay e Brasile contribuiscono a consolidare la crescita qualitativa del Sud America, che complessivamente aumenta la propria presenza rispetto all’anno precedente.
































