Il Concorso Miglior Enotecario d’Italia entra nel vivo. La sfida per i sei posti in finale è andata in scena lo scorso 28 aprile e la giuria, capitanata da Stefano Caffarri, ha scelto i migliori valutando le loro competenze teoriche e tecniche. Ed ecco la lista dei finalisti, tre per la categoria bottiglierie classiche e tre per la categoria dei pubblici esercizi specializzati nella mescita di vino e distillati:
- Bottiglierie classiche
Filippo Carraretto, Padova, La mia Cantina;
Andrea Lauducci, Ferrara, Enoteca Botrytis;
Mattia Manganaro, Brescia, Biessewine.
- Enoteche con mescita
Luca Civerchia, Jesi (Ancona), Enoteca Rossointenso;
Pietro Palma, Prato, To Wine;
Luca Sarais, Milano, Cantine Isola.
Concorso Miglior Enotecario d’Italia: la finale a giugno, tra Brunello e Champagne
“Finalmente la figura dell’enotecario in Italia si sta sempre più definendo e durante la semifinale abbiamo avuto il piacere di vedere tutta la professionalità rappresentata dai partecipanti “, spiega Francesco Bonfio, presidente di Aepi. “Tra i 20 enotecari professionisti provenienti da Nord a Sud del paese abbiamo scelto i migliori che, oltre ad accedere alla finale di giugno, prenderanno parte ad un’esperienza di formazione immersiva presso due realtà d’eccellenza, una nazionale e l’altra internazionale”.
Infatti, presso le sedi e territori simbolo del Comité Champagne e del Consorzio del Brunello gli enotecari potranno sperimentare e scoprire le caratteristiche peculiari di questi vini così prestigiosi. Andranno a comprendere aspetti dello Champagne legati alla comunicazione al consumatore e approfondiranno il Brunello con un focus su zone, altitudini, esposizioni, stili con verticali per andare alle radici. Sei giorni dove i finalisti apprenderanno competenze e tecniche di alto livello da sfruttare durante la finale e nelle esperienze successive di approccio al consumatore.
“Ringraziamo profondamente il Comité Champagne e il Consorzio del Brunello per questa possibilità”, chiosa Bonfio. “Come organizzatori del concorso abbiamo fortemente voluto creare una situazione di scambio e arricchimento con la categoria, ancora meglio se questo avviene direttamente sul campo. La finale a Roma celebrerà l’esperienza degli enotecari in concorso, la loro attitudine a relazionarsi con il consumatore, dimostrando grande attenzione e cura. Siamo pronti a scoprire cosa avranno in serbo”.
































