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Tutte le bottiglie da sogno 2022 del vino italiano nelle aste iDealwine

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I fine wines italiani la fanno da protagonista nelle aste iDealwine ormai da diversi anni. E anche nel 2022 hanno rappresentato il 61% dei vini non francesi presenti nel catalogo delle vendite, contro il 39% del 2021. In termini di valore e volumi, l’Italia è ormai ottava nella classifica delle regioni vitivinicole aggiudicate all’asta su iDealwine e dunque la più ricercata dopo i vini d’Oltralpe. Ma quali sono state le bottiglie da sogno battute all’incanto nel 2022? La Top 20 iDealwine mostra chiaramente che negli scorsi 12 mesi gli intenditori sono andati soprattutto alla ricerca delle gemme preziose che il Piemonte e la Toscana hanno da offrire. Ma non sono state le uniche aree italiane a suscitare l’interesse dei collezionisti e amanti del vino. Questi ultimi, infatti, hanno mostrato un fervido interesse per tutti i vini tricolore proposti all’asta nel 2022, da Sassicaia e Quintarelli a Bruno Giacosa e Monfortino, un’attrazione che non si è affievolita e che con grande probabilità è destinata a crescere nel prossimo futuro. In termini di volume, i vini italiani hanno registrato un incremento del 32%, per un totale di 5.584 bottiglie aggiudicate all’asta (eq. 0,75 lt), ma a registrare un nuovo record è stato l’aumento del valore delle etichette scambiate: +53%. Questa progressione è dovuta ad un sourcing che, lo scorso anno, ha affondato le sue radici anche al di fuori dell’Esagono, ma soprattutto grazie a una “premiumizzazione” dei lotti proposti all’asta, il cui prezzo medio per bottiglia nel 2022 ha raggiunto i 105 euro (+16%).

La Toscana dei record: Sassicaia Tenuta San Guido al vertice della classifica

I produttori italiani più celebri, e da sempre più ricercati, sono stati i protagonisti indiscussi anche del 2022 di iDealwine. Che si tratti della Top 20 delle tenute più scambiate o della classifica dei lotti più cari, 19 posizioni su 20 sono occupate da nomi provenienti dalle prestigiose regioni del Piemonte e della Toscana. 

La concentrazione della domanda su alcuni produttori di punta inizia a diventare una regola anche per i fine wines tricolore. L’aumento di valore dei lotti più cari aggiudicati nel 2022 è un’evidenza, con il loro prezzo medio arrivato a 809 euro, ossia sette volte quello del resto dei vini italiani battuti all’asta negli scorsi 12 mesi.

Ça va sans dire, in prima fila troviamo sempre Tenuta San Guido, con il suo leggendario Sassicaia a dominare le classifiche dei vini italiani più scambiati all’asta, registrando in sequenza diversi record: oltre ad essere in cima al podio della Top 20 iDealwine, i volumi scambiati per questa etichetta sono aumentati del 121%, per un totale di 402 bottiglie (eq. 0,75 lt) aggiudicate. Anche il valore è esploso per la speciale referenza (+165%), traducendosi in un aumento del prezzo medio per bottiglia pari a 257 euro.

Infine, è grazie all’annata 1985 che Sassicaia afferma il suo primato in graduatoria, con una bottiglia aggiudicata per 2.170 euro. 

Da Sassicaia e Quintarelli a Bruno Giacosa e Monfortino, tutte le bottiglie da sogno 2022 del vino italiano nelle aste iDealwine.

La Toscana, tuttavia, non domina completamente le classifiche, occupando però ben sei posti nella Top 20 delle bottiglie più care e cinque posizioni nella graduatoria delle tenute più scambiate. New entry da segnalare, in 15esima piazza, la storica tenuta di Montalcino Col d’Orcia: una bottiglia di Brunello di Montalcino Poggio al Vento è stata venduta per 186 euro.

Il Piemonte il più ricercato nelle aste iDealwine da Bruno Giacosa a Monfortino

Sono stati i vini piemontesi i più ricercati su iDealwine nel 2022, rappresentando il 51% delle bottiglie del Belpaese aggiudicate. 

Nella Top 20 delle etichette più costose, la più cara appartiene a Bruno Giacosa: un Barbaresco Docg Santo Stefano di Neive 1964 (ribattezzato Albesani Santo Stefano a partire dall’annata 2008), battuto all’asta per 1.854 euro. 

Poi, però, è il Barolo a rubare la scena con 10 posizioni occupate su 13, per le quali sono state scambiate in tutto 1.809 bottiglie (eq. 0,75 lt) ad un prezzo medio per unità pari a 132 euro. A spiccare in classifica è un Monfortino 2004 di Giacomo Conterno, battuto per 1.178 euro. 

Ma altri nomi del panorama vitivinicolo piemontese hanno brillato nelle aste del 2022: Franco Cappellano, Bartolo Mascarello o anche Rinaldi. 

Altri volti del Piemonte con uno stile di vinificazione definito più “moderno” hanno fatto capolino nelle graduatorie iDealwine. È il caso di Luca Roagna, con un Crichet Pajé 1996 venduto per 868 euro (ottavo in classifica). Lo stile moderno, ma caratterizzato da una maggiore struttura, è incarnato anche dai vini di Angelo Gaja, che con il suo Sori Tildin 1997 si attesta in 11esima posizione (558 euro). Altre tenute, poi, hanno fatto per la prima volta la loro comparsa in classifica: Giacomo Borgogno e Pelissero, ad esempio, si trovano nella Top 20 dei produttori più ricercati.

Da Sassicaia e Quintarelli a Bruno Giacosa e Monfortino, tutte le bottiglie da sogno 2022 del vino italiano nelle aste iDealwine.

Il sorprendente Veneto di Bertani e Giuseppe Quintarelli

Il Veneto, infine, è l’unica regione al di fuori della Toscana e del Piemonte ad apparire nelle classifiche, con un totale di 285 bottiglie scambiate (eq. 0,75 lt).

Da segnalare tra le new entry la performance di Bertani, che si piazza non lontano dai big, in 21esima posizione, tra le etichette più costose del 2022 con un Amarone della Valpolicella 1980 venduto per 403 euro.

Ma più in generale, la realtà oggi parte di Angelini Wines&Estates, ha registrto un totale di 88 bottiglie aggiudicate all’asta a fronte di un prezzo medio per bottiglia di 109 euro.

Nella graduatoria dei lotti più pagati, l’unico rappresentante dal Veneto è sempre un Amarone della Valpolicella: si tratta della Riserva 2003 di Giuseppe Quintarelli, aggiudicata per 496 euro.

Il vino naturale all’asta su iDealwine

Nel 2022 a emergere all’asta è stata anche la tendenza di premiare tra i fine wines italiani le numerose realtà che utilizzano un approccio biologico e biodinamico in vigna. Se negli scorsi anni, regioni come l’Abruzzo e la Lombardia di Valtellina e Oltrepò Pavese avevano fatto capolino nelle aste di iDealwine, negli ultimi 12 mesi la grande protagonista per questa corrente di acquisti è stata la Sicilia: a venire scambiate in tutto sono state 204 bottiglie dalla regione. Tra le diverse tenute ad aver avuto successo, belle performance sono state registrate dai vini di Frank Cornelissen, con la cuvée Magma 2016 aggiudicata per 360 euro. Sempre ai piedi dell’Etna, hanno registrato dei bei risultati i vini della Tenuta delle Terre Nere, con La Vigna di Don Peppino 2008, prodotta a partire da vigne prefillosseriche, venduta per 161 euro.

Il biologico, la biodinamica, la lotta integrata e la vinificazione al naturale sono oggi sempre di più al centro dell’attenzione degli amanti del vino, ed è importante segnalare come questo fenomeno si confermi anche per i vini italiani. Oltre 1.000 i lotti di etichette provenienti dal Belpaese aggiudicati nel 2022 prodotti seguendo questi principi. A tal proposito, nella Top 20, merita di essere segnalato il Brunello di Montalcino Riserva Soldera di Case Basse firmato Gianfranco Soldera, aggiudicato per 1.165 euro nell’annata 2004. 

Da Sassicaia e Quintarelli a Bruno Giacosa e Monfortino, tutte le bottiglie da sogno 2022 del vino italiano nelle aste iDealwine.

L’enoteca online di iDealwine: quali sono state le sorprese del 2022

Le aste non sono, però, l’unico mezzo per scoprire quali sono le preferenze dei wine lover in merito ai vini italiani. Anche la parte enoteca online del portale ha riservato notevoli sorprese. Ma quali sono state le regioni e le etichette più ricercate? Tante le sorprese. Anche in questo ambito di acquisto, tuttavia, il Piemonte e la Toscana nel 2022 si sono trovate in pole position per i vini più ricercati, sia in termini di volume sia di valore, seguiti dalla Sicilia. 

Per quanto riguarda quest’ultima una cosa è certa: gli appassionati mostrano una vera propensione per i vini siciliani, specialmente per i produttori che hanno deciso di coltivare le loro vigne sui pendii del monte Etna. 

Ma quali sono stati i protagonisti per le tre regioni capofila? Che si tratti del Piemonte, della Toscana o della Sicilia, gli appassionati hanno mostrato un interesse che varia tra i nomi più noti e da sempre ricercati (che possiamo ritrovare anche all’asta) e gli astri nascenti del mondo del vino (e dunque produttori un po’ più di nicchia). 

Se guardiamo più nel dettaglio, senza fare distinzione tra le grandi icone e gli astri nascenti del mondo del vino, ecco i nomi finiti sotto i riflettori:

  • Per il Piemonte, Angelo Gaja, Comm. Giovan Battista Burlotto, Roagna, Luigi Pira, Giulia Negri, Bruno Giacosa, Luciano Sandrone, Elio Altare, Sottimano, Giuseppe Mascarello, Vietti, Bruno Rocca e Voerzio.
  • Per la Toscana, Tenuta San Guido, Le Macchiole, Bibi Graetz, Massa Vecchia, Castello di Ama, Podere Le Ripi, Montevertine, Tenuta di Valgiano, Le Macchiole, Caiarossa, Il Poggione, Ampelaia, San Giusto A Rentennano, Antinori, Poggio Antico e Biondi Santi.
  • Per la Sicilia, Frank Cornelissen, Arianna Occhipinti, Tenuta delle Terre Nere, Azienda Agricola Cos, Pietro Caciorgna ed Eduardo Torres Acosta.

Se, invece, si allarga lo sguardo al resto delle regioni più ricercate, si trovano in ordine di preferenza: Trentino-Alto Adige, Abruzzo, Veneto, Sardegna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna e Lombardia. Ma quali sono le star delle regioni appena enumerate? Da Elisabetta Foradori ad Emidio Pepe, da Giuseppe Quintarelli a Romano Dal Forno, da Agricola Punica a Gravner, passando per Damijan Podversic, Chiara Condello e AR.PE.PE. 

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