I migliori vini da bere nel 2022: hai già provato un Montecucco?

Il primo rosso dell’anno sulla tavola di noi di WineCouture è stato un Montecucco Doc Rosso. Per la precisione, un Tiniatus 2018 firmato da Le Pianore, blend di 60% Sangiovese e 40% Merlot davvero piacevole nella sua verticalità che al palato ben si amalgama con un’equilibrata pienezza. Un vino passe-partout, di quelli da godere con una buona pasta fresca al sugo o un classico arrosto della domenica. Un’etichetta certificata biologica di un’azienda a impatto zero e che ha i suoi vigneti all’interno di un “rifugio naturalistico dove la natura è protetta”, come recita la controetichetta.

Ma noi di WineCouture non siamo gli unici ad aver apprezzato una delle tante produzioni di eccellenza che arrivano da questo angolo incontaminato di Toscana, che si colloca proprio a cavallo di due grandi del vino come Maremma e Montalcino.

Il nuovo anno, infatti, è iniziato col botto per i vini del Montecucco, annoverati tra le bottiglie internazionali da non perdere nel 2022 dalla celebre rivista statunitense Forbes. 

La piccola Dop toscana si fa largo quindi nel grande panorama vitivinicolo mondiale, diventando protagonista e prima rappresentante italiana – non solo regionale – dei migliori assaggi da fare nei prossimi 12 mesi (e oltre).

Il primo assaggio del 2022 di WineCouture è stato un Montecucco Doc Rosso: il Tiniatus 2018 firmato da Le Pianore. Non siamo stati però gli unici ad aver apprezzato una delle etichette di questo angolo incontaminato di Toscana
Il primo assaggio del 2022 di WineCouture è stato un Montecucco Doc Rosso: il Tiniatus 2018 firmato da Le Pianore. Non siamo stati però gli unici ad aver apprezzato una delle etichette di questo angolo incontaminato di Toscana

Montecucco conquista anche gli esperti Usa

Il giornalista Adam Morganstern ha scelto di condurre i lettori di Forbes in un bellissimo viaggio tra i vigneti di tutto il mondo, in compagnia di rinomati sommelier e wine writer degli Stati Uniti, cui viene chiesto di “dimenticarsi delle tendenze e delle previsioni e di raccontare invece cosa loro stessi vorranno bere nel 2022”. 

Dopo due anni, che hanno letteralmente messo sottosopra la società e interi settori, i progetti e le certezze dei singoli, sembra che le persone abbiamo maturato un forte desiderio di novità e che, restando in ambito enoico, ricerchino aree meno conosciute e blasonate di regioni comunque popolari, “come appunto il Montecucco in Toscana o ancora l’Aube in Champagne”. 

“Nel 2022 dirò che sia mio un Montecucco!”, così il giornalista e wine expert Clive Pursehouse, autore presso Peloton Magazine, racconta la sua esperienza a Forbes.

Parlo del Sangiovese del Montecucco. Questa piccola regione immersa nella Maremma, tra il Brunello di Montalcino e il Morellino di Scansano, produce una gamma di vini a base di Sangiovese che racchiudono tutta quella frutta rossa fresca e la struttura che amiamo, ma che, allo stesso tempo, non pesano particolarmente sul nostro portafogli. La Toscana è già affermata, ma è bene trovare un’opzione fuori dai radar che offra un terroir diverso per l’amato Sangiovese, prodotto da piccole cantine a conduzione familiare”.

Quello di Montecucco è "l'altro Sangiovese" di Toscana, come viene spesso definito
Quello di Montecucco è “l’altro Sangiovese” di Toscana, come viene spesso definito

“L’altro Sangiovese”: un angolo incontaminato del vino di Toscana ancora tutto da scoprire

Il Montecucco è un areale con un potenziale ancora tutto da scoprire, come abbiamo sottolineato già in passato noi di WineCouture.

Il Sangiovese qui prodotto – “l’altro Sangiovese”, come viene spesso definito – è un vascello che, navigando ad est sull’Orcia e ad ovest sull’Ombrone, porta con sé tratti unici del suo territorio di origine: vulcanico e indomito, proprio come la natura ancora selvaggia che lo circonda e che caratterizza il paesaggio dell’Amiata (antico vulcano spento), ma allo stesso tempo seducente e ammaliante, dalla freschezza tipica della viticoltura d’altura che si intreccia con la lontana ventilazione marina e mediterranea. 

“Questa è la vera carta vincente del Montecucco”, sottolinea il presidente del Consorzio di Tutela, Giovan Battista Basile, commentando l’exploit mediatico, “il fatto che esista un’espressione del territorio che si riflette completamente nel vino e che diventa autenticità stessa del Sangiovese. Siamo di fronte a un territorio integro: non si parla solo di vigneti, ma anche di originalità del territorio, di rispetto della biodiversità e di pratiche agronomiche in armonia con l’ambiente”.

E allora, se ancora non lo conoscete, non vi resta che provare il vostro primo Montecucco.

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