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Usa, Germania e Uk: luci e ombre dell’export vino italiano

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Luci e ombre dell’export di vino italiano. Se continua la corsa degli spumanti made in Italy in Usa, Germania e Uk, i primi 3 mercati al mondo, si arresta quella dei vini fermi. Con l’emblematico caso del Regno Unito, dove è sempre più Prosecco-mania. La bollicina veneto-friulana, infatti, nel primo quadrimestre di quest’anno è riuscita nell’impresa di superare da sola le vendite in valore di tutti vini fermi italiani messi assieme. Un risultato, che l’Osservatorio Uiv ha registrato considerando i ri-export sul prodotto in transito soprattutto dal Belgio, senza precedenti, a fissare la crescita sul pari periodo dell’anno scorso del +127% a valore e del +74% a volume. Il Prosecco, così, vale ormai oltre i 2/3 dei volumi di spumanti importati in Uk da tutto il mondo.

Top 3 mercati per vino italiano: l’export in Usa, Germania e Uk nel primo quadrimestre 2022. Continua la corsa degli spumanti made in Italy.

Top 3 mercati per il vino italiano: l’export in Usa, Germania e Uk nel primo quadrimestre 2022

L’analisi di Unione Italiana Vini su base dogane compiuta sulle importazioni di vino imbottigliato dei top 3 mercati mondiali (Usa, Germania e Uk) restituisce, come detto, un quadro a luci e ombre. Diverse, oggi, le incognite sul futuro. 

Il primo quadrimestre, complice una significativa battuta di arresto nel mese di aprile, si chiude con -1% generale in valore (dati armonizzati al dollaro, pari a 1,3 miliardi). A volume, poi, il segno vira ancor più in negativo: -4,1%, a 2,5 milioni di ettolitri. 

L’effetto è il combinato di 2 facce opposte della stessa medaglia: da una parte la tipologia dei vini fermi, con i volumi importati in caduta del -10% e i valori a -9%, dall’altra gli spumanti che volano a +17% a volume e a +30% a valore.

Tra i Paesi considerati, negli Usa i volumi imbottigliati registrano un decremento tendenziale di oltre il 2% per i fermi e un nuovo balzo degli sparkling (+12%). 

Luce rossa in Germania per entrambe le tipologie – rispettivamente a -18% e -12% –, mentre l’import tricolore nel Regno Unito è protagonista in negativo con i fermi (-8%) e in positivo per gli spumanti (+35%).

“Riteniamo improbabile replicare le performance del 2021, un anno eccezionale che ha registrato crescite da aprile a settembre di quasi il 30%”, sottolinea il presidente di Unione Italiana Vini, Lamberto Frescobaldi. “Questo sarebbe un anno normale, se non fosse per un conflitto che ha acuito la tensione sui costi energetici e su quelli delle materie prime secche. Una congiuntura, a cui si aggiunge l’inflazione, che si fa difficile e che impatta mediamente sulle nostre imprese per il 20-30% in più rispetto al costo del prodotto finito. Per questo sarà opportuno considerare con le istituzioni delle azioni straordinarie di strutturazione del settore in difesa di fattori esogeni sempre più frequenti e in favore di nuovi progetti di internazionalizzazione”.

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