Il via libera del Coreper all’accordo Ue–Mercosur segna una svolta storica dopo oltre 25 anni di negoziati e apre una nuova fase nei rapporti commerciali tra l’Europa e i Paesi sudamericani di Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Un’intesa che, una volta completato l’iter di ratifica, darà vita alla più grande area di libero scambio al mondo, coinvolgendo un bacino di oltre 700 milioni di consumatori e creando nuove opportunità concrete per il vino italiano, oggi ancora sottorappresentato in mercati ad alto potenziale.
Accordo Ue–Mercosur: i contenuti dell’intesa e il nuovo quadro normativo
Il Consiglio dell’Unione Europea ha autorizzato la firma di due strumenti paralleli: il Partnership Agreement (EMPA), che integra dialogo politico, cooperazione e commercio, e l’Interim Trade Agreement (ITA), pensato per applicare in anticipo i benefici commerciali dell’accordo. Quest’ultimo, rientrando nelle competenze esclusive dell’Ue, consentirà una progressiva liberalizzazione degli scambi, con riduzioni tariffarie significative su numerosi prodotti, inclusi quelli agricoli e vitivinicoli, oltre a una maggiore apertura nei servizi, negli investimenti e negli appalti pubblici.

Dazi, competitività e potenziale del mercato sudamericano
Per il vino europeo – e italiano in particolare – l’accordo rappresenta un potenziale cambio di passo. Oggi l’export verso il Brasile, primo mercato dell’area, è penalizzato da dazi che arrivano fino al 27% per i vini fermi e al 35% per gli spumanti. Un freno che ha inciso sulla competitività delle imprese in un mercato che vale circa 500 milioni di euro l’anno di importazioni complessive, ma dove la quota italiana si ferma a circa 40 milioni di euro, pari all’8%. La progressiva eliminazione delle tariffe nell’arco di otto anni potrebbe ridisegnare gli equilibri, rendendo il vino italiano più accessibile e competitivo.
Uiv: “Ampliamento degli sbocchi commerciali e condizioni favorevoli”
Non sorprende quindi la soddisfazione espressa da Unione Italiana Vini: “Accogliamo con soddisfazione l’approvazione odierna dell’accordo Ue-Mercosur, un’intesa che potrebbe contribuire ad ampliare gli sbocchi commerciali del vino italiano e, al tempo stesso, rafforzare il sistema dei controlli per le merci. Uiv apprezza inoltre la gestione del dossier da parte del Governo italiano, che ha consentito di finalizzare condizioni favorevoli”, ha dichiarato il presidente di Uiv, Lamberto Frescobaldi, sottolineando come l’area sudamericana, per ragioni storiche e culturali, rappresenti un contesto potenzialmente ricettivo per i vini italiani di qualità.
Federvini: opportunità strategica e tutele rafforzate
Un giudizio positivo arriva anche da Federvini, che legge l’intesa come un passaggio strategico, soprattutto alla luce delle clausole di salvaguardia inserite nel testo finale.
“Il voto positivo espresso oggi dal Coreper segna un punto di svolta decisivo verso l’adozione formale dell’accordo internazionale. L’intesa con i Paesi del Mercosur costituisce un’opportunità strategica che va colta. Grazie alle clausole di salvaguardia che abbiamo fortemente auspicato, i produttori europei potranno disporre di una tutela rafforzata che prevede procedure rapide, soglie d’allerta e un monitoraggio rigoroso che potranno consolidare le prospettive di crescita della nostra filiera in un mercato promettente come quello sudamericano”, ha affermato il presidente Giacomo Ponti.
Confcooperative Fedagripesca: luci e ombre dell’accordo Ue–Mercosur
Il tema delle tutele è centrale anche nelle riflessioni di Confcooperative Fedagripesca, che pur riconoscendo la portata storica dell’accordo, richiama l’attenzione sulle asimmetrie tra i sistemi produttivi.
“Con il voto di oggi del Coreper sul Mercosur l’Europa compie un altro passo decisivo verso la sigla di un accordo commerciale di cui non neghiamo la rilevanza”, ha commentato il presidente Raffaele Drei, evidenziando però la necessità di vigilare sulla reciprocità degli standard e sulla sicurezza alimentare. Positivo, in questo senso, l’abbassamento al 5% della soglia di differenziale di prezzo che attiverà i meccanismi di salvaguardia, risultato ottenuto grazie all’azione del Governo italiano.
Il vino italiano tra tutela delle filiere e nuove prospettive di crescita
Per il comparto vitivinicolo, il bilancio appare complessivamente favorevole. L’abolizione progressiva dei dazi, unita al rafforzamento dei controlli e alla tutela delle Indicazioni Geografiche – 57 quelle italiane riconosciute – offre alle imprese uno strumento concreto per rafforzare la presenza del Made in Italy in mercati dove qualità, identità e valore aggiunto sono sempre più ricercati.
L’accordo Ue–Mercosur come leva strategica per il Made in Italy
In un contesto globale segnato da incertezze geopolitiche e da una crescente competizione internazionale, l’accordo Ue–Mercosur si configura come una leva strategica per il vino italiano. Non solo un’apertura commerciale, ma un’occasione per riposizionare l’offerta su scala globale, intercettando nuovi consumatori e consolidando relazioni economiche di lungo periodo. La sfida, ora, sarà trasformare questo quadro normativo in crescita reale, mantenendo alta l’asticella della qualità e della tutela delle filiere.































