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Vino e spirits: il bilancio 2022 è positivo per l’Osservatorio Federvini

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Che 2022 è stato per il vino italiano. In Gdo e nel fuori casa con l’Horeca. In Italia e nel mondo. Prova a dare una prima risposta, tirando un bilancio parziale sull’andamento dell’anno, l’ultimo report dell’Osservatorio Federvini curato da Nomisma e TradeLab. In attesa di un 2023 per il quale gli organismi internazionali, dal Fondo Monetario Internazionale all’Ocse, passando per la Commissione Europea, sono concordi nel prevedere un rallentamento della crescita rispetto a questi ultimi 12 mesi, i dati evidenziano un nuovo record per l’export agroalimentare italiano, che dovrebbe superare i 59 miliardi di euro a fine anno, per un +16% rispetto al 2021, trainato anche dalle vendite oltre frontiera di vino, spirits e aceti.

I dati 2022 dell’Osservatorio Federvini sull’export di vino italiano e spirits

Secondo i dati dell’Osservatorio Federvini, per il vino si prevede il record di 8 miliardi di euro nell’export (+12% rispetto all’anno precedente), così come per gli spirits (1,7 miliardi di euro). Buono anche l’andamento per gli aceti, in particolare balsamici, che mirano a chiudere l’anno con una crescita delle esportazioni (a valore) del 15%.

Tre i fattori, ad avviso di Federvini, che hanno contribuito alla crescita:

  • L’andamento del cambio euro-dollaro che ha permesso di compensare gli aumenti dei costi di produzione e recuperare competitività sui mercati legati al dollaro come Usa e Canada.
  • La ripresa del turismo a livello globale, che ha dato impulso ai consumi di vino e spirits nel canale Horeca. Con l’Italia, a fine agosto, a registrare arrivi di turisti internazionali che hanno superato i 35 milioni (+125% rispetto allo stesso periodo del 2021).
  • La diversificazione dei mercati, come strategia adottata da molte aziende che stanno guardando ai Paesi emergenti come Tailandia e Vietnam, dove nei primi otto mesi del 2022 il valore dell’export del vino è cresciuto rispettivamente del 158% e del 82%.
Micaela Pallini

Micaela Pallini, presidente Federvini spiega: 

“I dati sulle performance del nostro export evidenziano l’importanza della diversificazione dei mercati. Tale strategia può essere coadiuvata da un lato dalla leva promozionale e dall’altro da una maggiore proattività dell’Unione Europea nel concludere ulteriori accordi di libero scambio con i paesi Extra-Ue”. 

“È evidente che ci muoviamo in uno scenario complicato ed in continua evoluzione, non si escludono rallentamenti economici nel 2023 che dovrebbero interessare alcuni mercati europei come l’Italia e la Germania”.

Dieci anni fa, i mercati dell’Unione Europea pesavano per circa il 57% sul valore dell’export, dopo la Brexit nel 2021 si è arrivati al 39%. Questo scenario ha determinato un diverso approccio ai mercati di destinazione e ha sollecitato un allargamento degli spazi commerciali da presidiare verso nuove realtà emergenti: ad esempio, oggi l’Asia pesa per il 7% sull’export complessivo di vino italiano.

Il mercato degli Spirits ha mantenuto salda la leadership nel mercato statunitense dove registra un aumento a valore del +23%, tuttavia la dipendenza dalle prime cinque destinazioni è diminuita nel corso del tempo: se nel 2011, la concentrazione dell’export per la categoria nei top mercati di sbocco era pari al 65,8%, 10 anni dopo è diminuita al 58,3% per calare ancora al 53,7% nel 2022.

Horeca in crescita: il mercato dei consumi fuori casa nei primi nove mesi 2022

Sempre secondo i dati dell’Osservatorio Federvini, con la crescita del mercato dei consumi fuori casa registrata nei primi nove mesi del 2022, anche il consumo fuori casa di vino e spirits torna a crescere (+38%), generando 1,1 miliardi di consumazioni, valore destinato ad aumentare fino a 1,5 miliardi con la chiusura dell’anno.

Le performance migliori appartengono ai canali di consumo serali, che nel 2021 più di altri avevano sofferto le chiusure dovute alla pandemia. Tra queste spiccano le categorie come gli spiriti lisci +152% e i cocktail alcolici +40%.

Altrettanto positivi ma leggermente inferiori, sono invece le categorie che trovano il loro sbocco principale nella ristorazione, un canale che aveva già mostrato recuperi importanti da maggio 2021. In particolare, si segnala +34% per gli amari e dopo pasto, +30% per il vino e +31% per le bollicine.

Da parte degli operatori del settore c’è grande aspettativa per il mese di dicembre, durante il quale gli Italiani torneranno alla convivialità in virtù delle festività natalizie e di fine anno. Questo lascia ipotizzare, malgrado il difficile contesto macroeconomico, che il mercato del fuori casa possa chiudere il 2022 raggiungendo i 90 miliardi di euro, segnano un +38% sul 2021 e un +6% rispetto al 2019.

I dati 2022 dell’Osservatorio Federvini sull’export di vino italiano e spirits. Quali saranno i trend per Natale, Horeca in crescita.

Quali saranno i trend del vino italiano per Natale 2022

Risultano alte le aspettative dei consumi da parte degli italiani durante il periodo delle festività. Il vino emerge ancora come uno dei prodotti più regalati ad amici e parenti, con un dato di circa il 36% dei nostri connazionali. 

Anche per il Natale 2022 sulle tavole non mancherà lo spumante, ritenuto immancabile per il 45% degli intervistati, con il Prosecco a farla da padrone soprattutto tra i consumatori più giovani (Gen Z e Millennials), seguito dai rossi del Sud e del Centro come Primitivo di Manduria e Montepulciano d’Abruzzo (18%) e dai bianchi dell’Alto Adige (8%), quest’ultimi preferiti soprattutto dai baby boomers.

Vino in Gdo in flessione nel 2022

Nello scenario attuale, il canale che sembra risentire maggiori difficoltà è quello della Grande Distribuzione. L’inflazione, mai così alta dagli anni ‘80, ha spinto infatti i consumatori a cambiare le proprie abitudini di spesa adottando strategie volte al risparmio. 

Nel periodo tra gennaio e settembre 2022, ci sono stati leggeri segnali di ripresa rispetto al 2021, ma le vendite restano ancora con il segno meno.

Le vendite del vino in Gdo registrano nei primi nove mesi del 2022 una flessione pari a -3,5%. I vini fermi e i frizzanti rappresentano quasi l’80% degli acquisti sul totale a valore nel canale.

I dati 2022 dell’Osservatorio Federvini sull’export di vino italiano e spirits. Quali saranno i trend per Natale, Horeca in crescita.

Seppur meno del vino, il trend in rallentamento interessa anche le vendite in Gdo degli spirits, dove nei primi nove mesi del 2022 hanno fatto registrare un -1,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. 

Distillati e acquaviti raggiungono circa il 45% delle vendite sul totale a valore. Nello stesso periodo anche gli aceti fanno registrare un lieve calo rispetto al 2021 pari a meno 1,4%, mentre la categoria dell’aceto balsamico prosegue la sua crescita in termini di vendita per valori con un più 1,6%.

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