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L’anima sempre più rosa della Puglia di Tormaresca

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Un modo differente di concepire il rosé. Con un’edizione speciale, che giunge al cuore dell’inverno, ma porta con sé le brezze del mare di Puglia e il calore di un’estate capace di durare tutto l’anno. Almeno nel calice. Fa nuovamente capolino in questo ultimo scampo d’anno, tradizione ormai consolidata che perdura e si rinnova dal 2015, la magnum d’artista in edizione limitata di Calafuria, il rosé pugliese per eccellenza firmato Tormaresca. È un sogno, più di mezzo inverno che di mezza estate, quello proposto, grazie a una veste per l’occasione ideata dal designer di fama internazionale Matteo Cibic. Ed ecco, animali magici con le sembianze di pesci blu e dorati nuotare in un mare rosa brillante. 

L’edizione 2021 della magnum d’artista di Calafuria

È una celebrazione di colori, quella dedicata a uno dei rosé più celebri e apprezzati d’Italia. Ma soprattutto un viaggio creativo, ispirato alla mitologia greca e alle sue creature fantastiche: quei pesci magici, frutto dell’immaginazione, che nuotano, o meglio leggiadramente fluttuano, riconducendo la mente alle acque in cui si specchiano i vigneti dove Calafuria prende vita. 

Un luogo davvero unico, enologicamente parlando, per storia e identità. Quella stessa caratterizzazione che poi si ritrova al palato, in un sorso che parla di un’esperienza avvolgente, tra note floreali di rosa e glicine e profumo di frutta rossa e lampone, in perfetto equilibrio tra acidità e morbidezza.

Ma è proprio un modo differente di concepire il rosé quel che Calafuria porta con sé fin dalla sua nascita. E già lo si coglie dalle cromie eleganti e seducenti che invitano all’assaggio.

Calafuria 2021 vuole ribadire il concetto: per un vino d’eccellenza che rappresenta l’affermazione della Puglia vitivinicola, con la sua innata vocazione alla produzione e valorizzazione di rosati a livello nazionale e internazionale.

Calafuria di Tormaresca nasce a Masseria Maìme in San Pietro Vernotico (Brindisi), terrazza sul mare che gode, da una parte, dei benefici dell’esposizione, dall’altra, dei venti che giungono dall’Adriatico
Calafuria di Tormaresca nasce a Masseria Maìme in San Pietro Vernotico (Brindisi), terrazza sul mare che gode, da una parte, dei benefici dell’esposizione, dall’altra, dei venti che giungono dall’Adriatico

L’emblema “en rose” di Tormaresca

“Calafuria nasce da un’intuizione del marchese Piero Antinori”, spiega a WineCouture Vito Palumbo, brand manager di Tormaresca. “Pensare poi alla Puglia per la realizzazione di un progetto dedicato al rosé è stato passo piuttosto naturale: per storicità e per vocazione del territorio”. 

A ciò si è aggiunta un’uva, come il Negroamaro, che ben sposa la scelta di una vinificazione “en rose”, e una tenuta, quella di Masseria Maìme in San Pietro Vernotico (Brindisi), che è terrazza sul mare che gode, da una parte, dei benefici dell’esposizione, dall’altra, dei venti che giungono dall’Adriatico. “Due elementi fondamentali per dare vita a un rosé dai tratti eleganti, ma al contempo vivace”. 

Quale la chiave del successo di Calafuria? “Proprio la sua identità: quella di un rosato che nel look strizza l’occhio alla Provenza, ma al palato è pura espressione del carattere di Puglia”, risponde Palumbo. “Dunque, la bellezza di un rosé delicato alla vista, ma di corpo e frutto”.

“Un fattore che gli permette di adattarsi a differenti occasioni di consumo, dall’aperitivo fino a differenti accostamenti lungo tutto il pranzo o durante la cena”.

Il progetto dell’edizione limitata di Calafuria, il rosé per tutte le stagioni

Tornando all’edizione limitata di Calafuria, sono 10mila le magnum di questo blend a base Negroamaro, che ne rappresenta la spina dorsale, e poi attinge a selezioni di varietali provenienti dal Salento, espressioni vocate dei vitigni di Puglia. Bottiglie acquistabili in enoteca e proposte nelle carte vini dei ristoranti partner Tormaresca. 

“Nel corso degli anni abbiamo voluto toccare differenti ambiti artistici: dall’illustrazione pura alla street art, passando per la fotografia e arrivando, ora, al design puro, con una serigrafia a impreziosire la veste di Calafuria”, sottolinea Vito Palumbo. 

Diversi i creativi ad essersi confrontati con la sfida di offrire un nuovo abito differente dal precedente al rosé simbolo di Tormaresca: per l’annata 2015, Giordano Poloni, Valeria Petrone con Lady Puglia per la 2016 e con Mr. Puglia per la 2017, Davide Bonazzi nella 2018, Piero Percoco, aka @therainbowisunderestimated, con la 2019, fino a Gio Pistone nel 2020. E oggi Matteo Cibic. 

Il designer Matteo Cibic firma la nuova magnum d'artista di Calafuria Tormaresca
Il designer Matteo Cibic firma la nuova magnum d’artista di Calafuria

“Il fil rouge ad aver caratterizzato nel tempo il progetto è l’assoluta libertà concessa agli artisti di presentare le loro idee, con il punto di partenza di ogni creazione rappresentato dall’espressione più pura, in termini di emozioni e fantasia, di quel che l’assaggio di Calafuria ha suscitato in loro. Ed è interessante che a livello d’immaginario tutti siano andati ad attingere al tema del sogno”. 

Sì, perché la scelta del rosé, innanzitutto per chi lo beve, richiama a un “oltre” ben preciso. “È scelto innanzitutto in momenti di convivialità e celebrazione. Con un richiamo, com’è ovvio sia, all’estate, ma che abbraccia poi l’intero anno. Non a caso, sveliamo a inizio dicembre la nuova versione dell’edizione limitata di Calafuria. Una chiara volontà di sostegno a una sempre più marcata destagionalizzazione del consumo di rosé, con la sua associazione a tutti quei piccoli grandi momenti di celebrazione che colorano il quotidiano di ciascuno. Un modo spensierato e di qualità di bere vino, vero statement rispetto a un approccio gioioso alla vita in ogni istante, che si traduce anche in una scelta lifestyle en rose”. Iniziando ovviamente dai riflessi corallo di Calafuria nella sua esclusiva magnum d’artista.

Furia di Calafuria: un’altra tonalità dell’anima rosa di Tormaresca

Da qualche mese, però, questo approccio spensierato e gioioso si è colorato per Tormaresca anche di una nuova, ulteriore, tonalità. “Uscirà a febbraio 2022 la nuova annata di Furia di Calafuria, che ha fatto il suo debutto in questo 2021”, chiosa Palumbo. “Un vino diverso rispetto a chi lo ha preceduto, evoluzione nell’espressione rosata di Tormaresca: il passo successivo che invitiamo a compiere dopo essere stati introdotti all’universo dei rosé di qualità”. 

Per un’etichetta in cui la passione della realtà pugliese per le uve Negroamaro sposa l’armonia del frutto del Syrah e l’anima speziata del Cabernet Franc. Dunque, una nota di Puglia che risuona e vibra in un unico blend insieme a due delle varietà internazionali più note e amate. Tre elementi vinificati separatamente, con processi che mirano a preservarne ed esaltarne gli aromi, prima di essere assemblati. In un vino capace di mostrare il fascino dell’equilibrio nelle contrapposizioni. 

Esattamente come la composita anima in rosa di Tormaresca, figlia dell’estate, ma che brilla anche nel mezzo dell’inverno.

Da qualche mese, l'approccio in rosa di Tormaresca presenta una nuova tonalità: Furia di Calafuria
Da qualche mese, l’approccio in rosa di Tormaresca presenta una nuova tonalità: Furia di Calafuria
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