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Le scelte di Wine Spectator: l’Italia nella top 100 del 2020

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C’è tanta Italia del vino nella top 100 di Wine Spectator per il 2020. La selezione per l’anno che si va chiudendo presentata dalla rivista americana, istituzione del settore, presenta infatti diverse eccellenze del panorama enologico tricolore. Con ben sei etichette nelle prime venti della classifica, dove è la Toscana a conquistare le luci della ribalta. Ma andiamo per ordine, alla scoperta dei vini italiani premiati da Wine Spectator.

Un Brunello sul podio

Abbiamo già raccontato la storia dell’italiano sul podio della top 100 di Wine Spectator per il 2020: il Brunello di Montalcino Le Lucére 2015 di San Filippo è risultato secondo solo al Pinot Noir Sonoma Coast UV Vineyard 2018 firmato Aubert e al vincitore assoluto, il Bodegas Marqués de Murrieta Rioja Castillo Ygay Gran Reserva Especial 2010. Ma nei fantastici 10 per l’anno, c’è anche l’altra “B” nella coppia di Denominazioni del vino tricolore capaci di conquistare da decenni il mondo: dopo il Brunello parliamo ovviamente del Barolo, con il più pregiato frutto delle Langhe cui è stato assegnato il settimo posto con l’annata 2016 di Massolino.

Tanta Toscana nei 20 migliori di Wine Spectator per il 2020

Nella top 20, però, c’è ancora tanta altra Italia. O più corretto sarebbe dire, molta Toscana. Già, perché quattro le etichette premiate, rispettivamente con le posizioni 11, 13, 16 e 20: ci riferiamo al Castello di Volpaia Chianti Classico Riserva 2016, al Tolaini Cabernet Sauvignon Toscana Legit 2016, al Caprili Brunello di Montalcino 2015 e al Caiarossa Toscana Pergolaia 2016.

Tanta Toscana nelle prime 20 posizioni della classifica di Wine Spectator, con in prima fila il Castello di Volpaia Chianti Classico Riserva 2016 che conquista la posizione numero 11
Tanta Toscana nelle prime 20 posizioni della classifica di Wine Spectator, con in prima fila il Castello di Volpaia Chianti Classico Riserva 2016 che conquista la posizione numero 11

Ma la culla del vino italiano ribadisce il proprio primato anche più avanti nella classifica. Molte le eccellenze toscane ad aver conquistato la menzione di Wine Spectator. E così, ritroviamo alla posizione 36 il Marchesi de’ Frescobaldi Chianti Classico Tenuta Perano 2015, alla 39 il Boscarelli Vino Nobile di Montepulciano 2016 e alla 49 l’Istine Chianti Classico 2016. 

Uno spaccato enologico del Bel Paese: chi è in classifica da Nord a Sud

E il resto della ricca offerta tricolore? È un bellissimo spaccato dell’Italia enologica ad aver conquistato la top 100 Wine Spectator.

Dopo il settimo posto del Massolino Barolo 2016, il Piemonte ritorna alla posizione 24 con i Produttori del Barbaresco Barbaresco Rabajà Riserva 2015, alla 47 del Vietti Barbera d’Asti Tre Vigne 2017 e alla 54 con il Travaglini Gattinara 2015.

Bianchi tricolore sugli scudi, grazie al Foradori Manzoni Bianco Vigneti delle Dolomiti Fontanasanta 2018, che porta il Trentino al numero 32 tra le 100 etichette, il Veneto col Suavia Soave Classico Monte Carbonare 2017 (70), il Friuli-Venezia Giulia dello Jermann Pinot Grigio Friuli 2017 (74) e di nuovo le pendici delle Alpi con il Tenuta San Leonardo Sauvignon Blanc Vigneti delle Dolomiti Vette 2018 (96).

Unico vino pugliese in lista è il Tormaresca Primitivo Salento Torcicoda 2016, capace di entrare per la seconda volta nella Top 100 Wine Spectator dopo l'annata 2008 nella classifica del 2011
Unico vino pugliese in lista è il Tormaresca Primitivo Salento Torcicoda 2016, capace di entrare per la seconda volta nella Top 100 Wine Spectator dopo l’annata 2008 nella classifica del 2011

Ma spazio anche a tre grandi rossi, che completano la rassegna dell’eccellenza tricolore per il 2020 secondo Wine Spectator e raccontano di altrettante eccellenze del Centro e Sud Italia: alla posizione 60, ecco le Marche con Il Conte Villa Prandone Rosso Piceno Superiore Marinus 2017, alla 82 il Tormaresca Primitivo Salento Torcicoda 2016, interpretazione attualissima che nasce nella Tenuta Masseria Maìme, unico vino pugliese in lista e capace di entrare per la seconda volta nella Top 100 della rivista americana dopo l’annata 2008 nella classifica del 2011, e al 99 la Basilicata del Grifalco della Lucania Aglianico del Vulture Gricos 2017.

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