WineCouture meets Albiera Antinori: “Bolgheri è più in forma che mai”

Il 4 settembre scorso è andata in scena la prima edizione di Bolgheri DiVino. Un appuntamento molto atteso e che ha portato sotto le luci dei riflettori tutti i produttori associati al Consorzio dei vini Bolgheri e Bolgheri Sassicaia Doc. Un racconto del territorio e di una vera eccellenza vitivinicola tricolore.

24 ore scandite dalla degustazione en primeur dei Bolgheri Superiore Doc 2019, organizzata al Castello Della Gherardesca a Castagneto Carducci, quella “Diffusa”, con l’anteprima delle altre produzioni dei 65 produttori bolgheresi e il particolare focus sul debutto dell’annata 2020 del Rosso Doc, e dalla scenografica cena di gala sul Viale dei Cipressi. L’occasione è stata anche un momento per fare un punto sullo stato di salute della Doc toscana e sulla vendemmia 2021 allora alle porte e oggi in dirittura di arrivo. E proprio di questo abbiamo parlato con la presidente del Consorzio, Albiera Antinori.

In che condizioni è arrivata la Doc Bolgheri all’appuntamento con la prima edizione di Bolgheri DiVino?

In buona salute, se non ottima. Arrivavamo da un 2020 in cui la produzione è stata superiore alle 6,5 milioni di bottiglie. Benché il nostro sia un territorio relativamente molto piccolo, i produttori hanno saputo valorizzare al meglio le sue molte sfaccettature. E in pochi anni i vini di Bolgheri sono diventati tra i più apprezzati dalla critica e dal mercato globale. 

A dimostrare questo apprezzamento anche quelli che sono rimasti numeri da capogiro, a maggiore ragione davanti alla sfida della pandemia…

Proprio così. Parlando proprio di imbottigliato, Bolgheri è di gran lunga la Denominazione col valore medio più alto in Italia. Ma la conferma del successo a livello globale è attestata anche dall’indice del mercato globale del vino, il Liv-Ex: nel 2020 infatti, tra le 10 referenze più scambiate a livello di commercio globale di vino tre arrivavano da Bolgheri, che risulta così l’areale vinicolo più rappresentato in assoluto del mondo.

Il futuro, dunque, si annuncia radioso.

Indubbiamente. Da considerare c’è anche il fatto che l’età media delle vigne a Bolgheri è di quasi 16 anni, segno che nel suo complesso il territorio è appena entrato nella sua maturità e che la qualità media della produzione delle vendemmie in uscita nei prossimi anni continuerà a salire. 

Parliamo proprio di vendemmia: quali le prospettive per l’annata 2021 a Bolgheri?

Le premesse di questa vendemmia 2021 sono molto buone. Le uve sono bellissime. È proseguita, dunque, la tendenza positiva di questi ultimi anni. L’estate è stata siccitosa ma senza eccessivi picchi di calore e grazie ai suoli profondi di Bolgheri, che consentono alle radici di raggiungere l’acqua, e alle temperature basse durante la notte, si è riusciti a mantenere sempre il giusto equilibro nella maturazione, gettando le fondamenta per un’altra ottima annata.

E in termini commerciali, Bolgheri prosegue nella sua corsa?

Bolgheri segue il trend generale del vino italiano e continua la sua corsa, confermo. Anche se occorre segnalare come neanche nel 2020 avessimo particolarmente sofferto, a differenza di altri territori.

La qualità sia nei vini più giovani, sia nei Bolgheri Superiore è ormai ampiamente riconosciuta a livello nazionale e internazionale. E anche per questo, il prezzo medio non è sceso neanche davanti al flagello della pandemia, reggendo bene alla sfida del Covid-19. Ora ci attende la galoppata che condurrà a Natale. Con l’augurio di mantenere proprio il trend positivo che sta caratterizzando l’ultimo periodo.

Cosa dire delle annate pronte a fare il loro debutto sul mercato a inizio 2022, quale il primo giudizio?

Sia la 2019 per l’anteprima dei Bolgheri Superiore, sia la 2020 per il debutto dei Bolgheri Rosso, sono due annate estremamente interessanti, capaci di produrre vini equilibrati, dal grande carattere e con una chiara identità bolgherese, che lasciano intravedere un grande potenziale di invecchiamento. 

A Bolgheri DiVino ha fatto il suo esordio l'annata 2019 del Bolgheri Superiore
A Bolgheri DiVino ha fatto il suo esordio l’annata 2019 del Bolgheri Superiore

Quindi Bolgheri punta a rilanciare in vista del nuovo anno?

Anche se abbiamo imparato a vivere alla giornata in questi tempi, con un occhio perennemente sospeso su quanto accade intorno a noi, il sentiment in vista dei prossimi mesi è assolutamente positivo e siamo fiduciosi.

Il successo di Bolgheri DiVino, ma soprattutto il rimbalzo mediatico generato dalla kermesse, indubbiamente contribuirà: ma avete già idee sul futuro di questo neonato format?

Siamo molto contenti di quanto realizzato per la prima volta con questa giornata bolgherese, che ha saputo sintetizzare, oltre alla qualità dei nostri vini, la coesione e l’unità di intenti dei produttori. 

Bolgheri DiVino è stato un vero successo. E ora stiamo già ragionando a quel che sarà il futuro.

L’idea è di sviluppare questo tipo di anteprime ogni due anni. Ma dobbiamo capire anche quel che sarà l’evoluzione del mercato: l’obiettivo, infatti, è di dare vita a un appuntamento stabile che ci permetta di ritrovarci e parlare di vino, in un confronto aperto, ma senza affollare all’eccesso il calendario delle manifestazioni.

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