Un dietro le quinte esclusivo, nel Paradiso di ogni wine lover. Una vera e propria cattedrale, che rappresenta anche una rivoluzione nella logistica e nel modo stesso di concepire la vendita di vino. Siamo stati in visita al nuovo magazzino di Tannico, che sorge all’interno del Polo Logistico di Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza.
Fresca di inaugurazione, con il taglio del nastro avvenuto in questo novembre, la nuova infrastruttura è andata a sostituire il precedente centro di Lainate. Ma cosa rende unica la nuova “casa” di Tannico? La sua completa automatizzazione. E quello che è stato l’approfondito studio chiamato a rispondere alle rinnovate esigenze distributive dell’e-commerce del vino numero uno in Italia.
La rivoluzione nella logistica firmata Tannico
“Nel 2020, mettendo in fila le bottiglie vendute da Tannico, avremmo raggiunto 160 volte l’altezza del monte Everest”, esordisce il Ceo e founder Marco Magnocavallo. E il nuovo progetto nasce proprio dall’esigenza di migliorare il cuore nevralgico di un e-commerce che prosegue incessante il proprio sviluppo: la logistica. Quello dell’universo delle vendite online è infatti un settore dove il minimo errore può determinare a catena l’insoddisfazione del cliente, l’aggiunta di lavoro superfluo per tutto il team e, quindi, conseguenze negative sulla reputazione del brand.
“Proprio per questo, già a partire dal 2018, ma soprattutto nel 2020, a seguito della vera e propria esplosione dei volumi, abbiamo realizzato di aver bisogno di una struttura che sopportasse momenti di picco, come possono essere il Natale o il Black Friday, e consentisse un’ulteriore crescita, riducendo gli errori, i costi di logistica e migliorando qualità e rapidità del servizio”, prosegue Magnocavallo.
Da lì il via ai lavori, con una struttura creata ex novo in meno di due anni e già concepita in ottica di una possibile (o meglio sarebbe da dire: quasi certa) espansione futura degli spazi.

Il segreto del nuovo magazzino nel Polo Logistico di Castel San Giovanni
Ma dov’è la rivoluzione scatenata da Tannico? Nei robot, che circolano per il nuovo magazzino all’interno del Polo Logistico di Castel San Giovanni.
“Intervenire sulla logistica è significato ripensare da zero un’infrastruttura in grado di gestire entrate e uscite di milioni di prodotti”, riprende Magnocavallo. “Prodotti che, nel caso del vino, possono presentare non poche difficoltà di gestione come la scarsa riconoscibilità, le differenti annate, la mancanza di codici a barre e la fragilità”.
“Anche per questo è stato ripensato un impianto altamente automatizzato che si sganciasse radicalmente dalle logistiche tradizionali e che fosse in grado di ottimizzare i processi e di ridurre i costi”.

I robot che portano il vino: la tecnologia
Robot che corrono (per 20 km ciascuno ogni giorno) in orizzontale e verticale lungo corridoi dedicati all’interno del “recinto” dove sono stoccate circa 500mila bottiglie (erano “solo” 350mila a Lainate). Uno spazio picking che occupa una parte considerevole dei 6mila metri quadri del magazzino e che si sviluppa per 12 metri in verticale.

“La tecnologia selezionata rende la nuova struttura uno dei magazzini più automatizzati d’Italia e d’Europa”, riprende Magnocavallo.
“A differenza delle strutture tradizionali, qui a svolgere il lavoro di picking della merce per trasportarla nelle zone di packaging non sono più impiegati e operai, ma ben 32 robot altamente tecnologici che stoccano la merce in scaffali estremamente fitti e sviluppati in altezza e la prelevano su richiesta per portarla direttamente tra le braccia della persona che si occuperà del packaging”.
“Questa tecnologia, chiamata goods to person, permette di sviluppare la zona di stoccaggio in altezza, riducendo di molto la metratura di stoccaggio del magazzino. È possibile, inoltre, aumentare la capacità di output del sistema aggiungendo ulteriori robot”.
Il risultato: una razionalizzazione delle operazioni e l’operatività degli addetti (umani) che preparano gli ordini decuplicata.
“Nel complesso, questa nuova tecnologia permette, oltre che di gestire con soli 32 robot quattro volte i volumi dell’impianto precedente, di migliorare la qualità dell’ambiente di lavoro”, sottolinea il Ceo di Tannico. “A essere ridotto drasticamente è il rumore dell’impianto, che risulta molto silenzioso, ma questa soluzione offre anche la possibilità di espandere il sistema allargando lo spazio a disposizione o aumentando il numero dei robot e delle automazioni”.

Il nuovo cuore nevralgico di Tannico nelle parole del Ceo Marco Magnocavallo
La nuova infrastruttura di cui siamo andati alla scoperta in anteprima, sebbene già operativa in tutto, è ancora ovviamente in avviamento, con alcune delle ultime tecnologie in fase di rodaggio. E presto potrebbero arrivare novità per tutti coloro che, appassionati di vino, di tecnologia o di entrambe le tematiche, vorranno conoscere da vicino il cuore nevralgico di Tannico: con il magazzino che potrebbe diventare anche meta di visite guidate.
Ma per scoprire di più sulla rivoluzione logistica di Tannico, eccola raccontata dalle parole del Ceo e founder, Marco Magnocavallo:































