WineCouture meets Andreas Kofler: “Vi presento il nuovo volto dell’Alto Adige del vino”

Un 2021 di grandi novità per l’Alto Adige del vino. I mesi della ripartenza lo hanno infatti condotto a intraprendere nuove strade. Per un mutamento di pelle che lo ha avvicinato sempre più al consumatore finale.

Nuovi approcci, nuove visioni, ma un’anima che è rimasta fedele a sé stessa: sulla qualità, a queste latitudini, non si deroga mai. E anzi, è proprio il carattere d’eccellenza delle produzioni altoatesine a essere stato posto con maggiore insistenza sotto le luci dei riflettori. Come ci spiega Andreas Kofler, presidente Consorzio Vini Alto Adige, con cui abbiamo tirato le somme di un anno complicato ma dalle molte soddisfazioni, oltre che ragionato sulle strategie future, tra sostenibilità e Menzioni Geografiche Aggiuntive, di un territorio tra i più vocati d’Italia.

Qual è il bilancio del 2021 per il vino dell’Alto Adige: la ripresa c’è stata dopo l’anno della pandemia?

Come tutti i paesi vinicoli del mondo, siamo ancora alle prese con i problemi legati alla pandemia, ma il bilancio complessivo che possiamo tracciare dell’anno che si sta chiudendo è positivo

Sicuramente i mesi trascorsi ci hanno costretti ad abbandonare i concetti di “familiare”, “conosciuto”, “collaudato e sperimentato”, per aprirci invece a nuovi paradigmi e a canali di comunicazione e di vendita alternativi all’industria alberghiera e della ristorazione, che nella prima parte dell’anno è stata purtroppo paralizzata a livello mondiale. 

Progressivamente abbiamo affinato la nostra capacità di interpretare il momento che stavamo attraversando acquisendo sempre più fiducia in noi e nei nostri mezzi, fattore questo che ci ha permesso di raggiungere importanti successi e ambiziosi risultati. 

Il bilancio complessivo del 2021 che si sta chiudendo è positivo per il Consorzio Vini Alto Adige
Il bilancio complessivo del 2021 che si sta chiudendo è positivo per il Consorzio Vini Alto Adige

Come vi ha cambiato la ripartenza?

Oggi possiamo affermare che l’industria vinicola altoatesina è più forte: siamo ben posizionati, meglio preparati, più digitali, più social, più comunicativi, più adattabili e più dinamici.

Per quanto riguarda i mercati esteri, durante quest’anno abbiamo ampliato il nostro raggio di azione e possiamo dire che oggi operiamo ancor più a livello internazionale e abbiamo gli occhi puntati su nuovi paesi e nuovi mercati. 

Ma ciò che ancor più è stato messo in evidenza in questi mesi, nonostante la grande accelerata sul fronte dell’internazionalizzazione, è che il mercato interno, e con questo intendo il nostro mercato locale ma soprattutto nazionale, ci ha dato piena fiducia: il consumatore italiano è di centrale importanza per noi e in questi mesi ci ha dimostrato una grande lealtà, di cui non possiamo che essere grati.

E se invece guardiamo l’ambito più “personale”: qual è il bilancio dei suoi primi 12 mesi alla presidenza del Consorzio Vini Alto Adige?

Sono onorato e felice di essere parte di questa grande squadra che in questo anno è stato capace di lavorare in sinergia e piena collaborazione per poter perseguire gli ambiziosi obiettivi che ci siamo posti. 

Il team del Consorzio Vini Alto Adige è cresciuto in questi mesi ed è destinato ad espandersi ulteriormente in futuro. Molte idee sono già state implementate e il gruppo sta lavorando attivamente su tante attività e progetti, alcune delle quali ci coinvolgono in prima persona come la costruzione della Casa del Vino a Bolzano.

Sono passati 12 mesi dal via della presidenza di Andreas Kofler
Sono passati 12 mesi dal via della presidenza di Andreas Kofler

Ritornando ai vini: quali sono le prospettive della vendemmia 2021?

Non c’è dubbio che con la fine della vendemmia in vigna si è chiuso sicuramente un anno complesso ma con un lieto fine: i maestri cantinieri, i viticoltori e i vignaioli si aspettano un’annata 2021 molto ambiziosa, varia e assai promettente sul piano della qualità. 

Nonostante una fioritura tardiva e condizioni climatiche in parte avverse, l’annata 2021 pensiamo che si caratterizzerà per vini bianchi eleganti e molto promettenti e vini rossi di grande carattere e struttura. 

Leggermente sotto la media si è rivelata invece la quantità del raccolto, che ha fatto registrare un calo tra il 5 e il 10%.

Due le ragioni principali: la quantità del raccolto dipende da un lato dalle riduzioni di Doc introdotte nei ricavati per ettaro e, dall’altro, dal peso dei grappoli leggermente ridotto, aspetto quest’ultimo che va imputato alle particolari condizioni climatiche.

Per quanto riguarda i vini bianchi la qualità dei grappoli è risultata ottima, con un equilibrio ideale tra i valori di acidità, quest’anno leggermente più elevati, e le gradazioni zuccherine. Di conseguenza, i giovani vini bianchi 2021 si presentano molto fruttati, piacevolmente freschi, con una struttura vivace e un’elegante sensazione al palato. 

Per quanto riguarda i vini rossi, invece, i grappoli sono risultati sani e maturi, con elevati valori zuccherini. E così, i vini giovani convincono fin d’ora con un bel fruttato maturo, bei colori, buone acidità e un po’ di alcol in meno.

Il 2021 ha segnato un netto cambio di passo in termini comunicativi per l’Alto Adige del vino: in che termini?

Tra i nuovi modelli e paradigmi che siamo stati chiamati a rivedere in questi ultimi anni c’è stato anche un nuovo approccio alla strategia di comunicazione. In particolare, come Consorzio ci siamo ancor più attivati in processi di comunicazione non legati più soltanto al B2B, rivolti quindi agli operatori del settore vitivinicolo, ma anche al B2C, al fine di raggiungere quanto più possibile tutti gli appassionati del mondo del vino. 

Con le restrizioni imposte dalla pandemia abbiamo infatti deciso di cambiare radicalmente la strategia di promozione e marketing aprendoci a un target nuovo: il consumatore finale, gli appassionati di vino. 

Per questo, le attività di comunicazione sono state già nel corso dello scorso anno notevolmente ampliate e non rivolte soltanto ai classici pubblici di riferimento, come commercianti, ristoratori, sommelier, il mondo dell’Horeca e della Gdo. 

Abbiamo così promosso un dialogo diretto, quotidiano, con le persone: così da far conoscere loro le grandi qualità dei nostri vini e del nostro territorio, e stuzzicarli, incuriosirli. 

La presenza del Consorzio sulle piattaforme social è stata quindi la diretta conseguenza. Ai messaggi più istituzionali, fruibili tramite il nostro sito web e le piattaforme LinkedIn e Twitter, se ne sono aggiunti di nuovi, emozionali, grazie alla presenza del Consorzio su Instagram, Facebook e YouTube.

Abbiamo poi sviluppato la sottopagina “Acquista il vino” che permette all’utente di selezionare il proprio vino preferito e, grazie al servizio di consegna e agli shop online, i produttori altoatesini s’interfacciano con gli appassionati, consigliandoli, e portano nelle loro case quanto richiesto. 

Il Consorzio ha inoltre attivato collaborazioni con gli influencer del vino, con testimonial d’eccezione, come Reinhold Messner, e con le principali piattaforme online. Il tutto per raggiungere un grande obiettivo: far conoscere a più persone possibili la grande varietà, versatilità e qualità dei vini altoatesini.

Tra le iniziative promosse dal Consorzio Vini Alto Adige, la scelta di un testimonial d'eccezione come Reinhold Messner
Tra le ultime iniziative promosse dal Consorzio Vini Alto Adige, la scelta di un testimonial d’eccezione come Reinhold Messner

Sostenibilità: è un tema oggi molto sentito e da sempre l’Alto Adige è territorio all’avanguardia, ma quale il contributo offre il vino?

È un contributo di grande rilievo. Siamo consapevoli, infatti, di quale direzione sta prendendo il nostro sviluppo: verso una sempre maggiore sostenibilità, dalla viticoltura alla bottiglia. 

Con l’Agenda 2030, l’Alto Adige del vino, ma non solo, si è posto obiettivi concreti: abbiamo anche definito una precisa tabella di marcia, un vero e proprio piano che abbraccia una serie d’interventi per il futuro del settore. 

Cinque gli ambiti fondamentali su cui stiamo lavorando: il suolo, i vigneti, il vino, il territorio e la società. 

Una cosa però sia chiara: l’orizzonte di diventare “sempre più sostenibili” è un obiettivo che tutti condividono e possono sottoscrivere, ma noi non siamo ingenui. Al contrario sappiamo bene che ognuna delle misure definite nell’Agenda richiederà un cambiamento di pensiero da parte di tutti gli attori coinvolti. 

Eppure, non dobbiamo mai dimenticare che non si deve deviare da questo percorso, perché non solo dobbiamo preservare le nostre risorse naturali per le generazioni future, ma dobbiamo anche proteggere quello che è il cuore pulsante dell’industria vinicola altoatesina: le migliaia di piccole aziende familiari.

E anche sotto questo punto di vista, i prossimi 12 che mesi saranno per il vino dell’Alto Adige: quali obiettivi e programmi?

Su molti fronti svilupperemo la strada tracciata in quest’ultimo anno: valorizzare la qualità del vino altoatesino, affermarlo nel segmento premium, dialogare con il consumatore finale oltre che con gli operatori di settore, potenziare i canali social e, se le condizioni ce lo consentiranno, valorizzare quanto più possibile gli incontri in presenza sia nel territorio sia in occasioni ad hoc a livello internazionale.

A livello prospettico, un progetto in cantiere per noi di estrema rilevanza ma ad oggi ancora sul tavolo di discussione a livello ministeriale è la revisione e l’ulteriore sviluppo delle delimitazioni territoriali della Doc, per promuovere la qualità dei nostri vini e del nostro territorio in Italia e all’estero: da tempo stiamo lavorando infatti all’introduzione di Menzioni Geografiche Aggiuntive nel testo unico della Denominazione. 

Questo tema è per noi necessario da affrontare: i tempi, infatti, stanno cambiando e tali delimitazioni non solo devono essere adattate al presente, ma devono anche rispecchiare la visione che stiamo delineando per i prossimi decenni della viticoltura altoatesina.

L’introduzione della classificazione delle zone è certamente qualcosa d’innovativo, affinché i nostri vini in futuro possano essere ancora più radicati nei nostri vigneti.

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