Un fatturato che ha superato i 55 milioni di euro, con il traguardo importante del milione e 800mila bottiglie vendute in tutti i canali, e-commerce compreso. 10 nuovi punti vendita in Italia, con l’arrivo nel Sud, a Napoli, e finalmente l’ora dello sbarco all’estero: grazie all’opening di Parigi, con il locale che aprirà le porte nella seconda metà del 2023 in Place Saint-Michel, nell’edificio fino al 2021 occupato dalla storica libreria Gilbert Jeune, uno dei luoghi iconici della capitale francese. Signorvino chiude i 12 mesi del suo primo decennio di vita con il botto. Ed è pronto a inaugurare la fase 2.0 di un brand che non è più solo catena di enoteche con cucina, ma sceglie di non porre limiti al proprio sviluppo futuro. Come dimostrano i numeri e le evoluzioni del format in questo ultimo anno. E come hanno raccontato Federico Veronesi, proprietario con il padre Sandro, e il general manager Luca Pizzighella in occasione della presentazione dell’Osservatorio Signorvino 2022, che ha svelato quali sono stati i vini più venduti negli ultimi 12 mesi e tanto di più.
“Signorvino ha puntato sin dal primo momento su una proposta strutturata su più canali per essere unica nel suo genere”, sottolinea Veronesi.
“Il nostro processo di crescita non si è fermato neanche durante il periodo dell’emergenza sanitaria, ed ora siamo pronti a donare nuova continuità allo sviluppo del brand con l’apertura di 10 nuovi locali nel 2022”.
“Il brand Signorvino è sempre più apprezzato dagli appassionati e ciò rappresenta un ulteriore stimolo per migliorarci e consolidare la nostra presenza in Italia e arrivare anche all’estero, in particolare in Francia e Repubblica Ceca in prima battuta, con Parigi e Praga, per poi proseguire in altri Paesi che riteniamo strategici”.

Cosa racconta l’Osservatorio 2022
Come detto, è tornato puntuale l’appuntamento di fine anno con l’Osservatorio Signorvino 2022, l’indagine che fotografa le tendenze dei consumatori con un focus particolare sui vini da teca. A raccontare anche quella che è stata l’evoluzione di un format sempre più di successo.
I dati raccolti a dicembre 2022 mostrano confortanti segnali di crescita in ognuno degli ambiti oggetto d’osservazione: retail, ristorazione ed e-commerce. Lo studio, condotto dalla casa madre veronese elaborando i dati raccolti direttamente nei 28 punti vendita presenti sul territorio e dal sito e-commerce, riesce a fornire indicazioni sui trend del settore riferiti in primo luogo alle scelte del consumatore, con l’intento di essere una guida per i produttori ma anche per l’intero comparto vinicolo italiano.
I dati sono inoltre arricchiti “dall’identikit” del cliente Signorvino, la catena di enoteche con cucina ideata da Sandro Veronesi nel 2012: grazie al programma loyalty è infatti possibile avere a disposizione dei dati di consumo precisi sulle persone iscritte al programma fedeltà che durante quest’anno ha più che raddoppiato le sottoscrizioni.

“10 anni fa abbiamo trasformato in realtà il desiderio di lanciare una catena di enoteche con cucina che era un modello non presente sul territorio italiano”, spiega Luca Pizzighella, general manager di Signorvino.
“Nel tempo, da catena, siamo diventati un solido brand. Un brand che porta avanti la dinamica del vino al centro, un’enoteca inclusiva e non boutique, un luogo dove conoscere e vivere il vino. Accogliamo chi non è esperto, ma anche chi se ne intende. È un luogo aperto a 360°, un luogo per tutti”.
“I risultati quest’anno sono stati positivi, notiamo sempre un interessamento sempre maggiore nel vino ma siamo convinti che possiamo ancora migliorare. Infine, le prossime aperture all’estero, ci permetteranno di affrontare nuovi stimoli e raggiungere traguardi ancora più importanti”.
Ma ecco cosa evidenziano trend e numeri di Signorvino per il 2022.
Fatturato Signorvino oltre i 55 milioni di euro, cresce l’e-commerce
L’Osservatorio Signorvino di dicembre 2022 racconta innanzitutto degli importanti risultati per l’anno, in termini economici, raggiunti dalla “Grande cantina italiana”: la previsione di fatturato ha infatti superato l’iniziale obiettivo dei 50 milioni atterrando ad oltre 55 milioni di euro, grazie a oltre 1.800.000 di bottiglie vendute (dato complessivo tra retail, e-commerce, bottiglie al tavolo e in mescita) e al contributo dell’online che quest’anno chiuderà con un +50% di incassato rispetto al 2021.
Dati economici derivanti della frequenza d’acquisto (misurata su tutto il 2022) e dall’importo medio dello scontrino, elementi fondamentali per interpretare il legame tra Signorvino e i suoi clienti: se al ristorante la spesa media è di 57 euro, questa in Enoteca sale a 59 euro, per arrivare ai 63 degli acquisti combinati su entrambi i canali, sino a spingersi ai 97 euro per l’e-commerce, dato di assoluto rilievo.
Ma anche la frequenza annuale degli acquisti contribuisce a tracciare in maniera chiara i comportamenti del cliente tipo, evidenziando come gli appassionati scelgano di tornare più volte da Signorvino, in particolare per gli acquisti e-commerce (2,5 volte l’anno) e soprattutto per vivere in maniera completa l’esperienza, scegliendo sia il ristorante che l’enoteca (5,4 volte l’anno), dato che raggiunge il suo apice quando si osserva il comportamento dei “wine expert” (7,5).
“Stiamo interessando sempre più anche la fascia più giovane”, evidenzia Pizzighella. “E non solo il nostro cliente è sempre più giovane. Interessante, infatti, è anche quante volte tornano i possessori della nostra tessera loyalty”.

I vini più venduti da Signorvino
Un’attrattiva che cresce, quella di Signorvino. Merito anche di una proposta che si fa sempre più ricca. “Abbiamo aperto agli Champagne senza andare a snaturare il nostro focus italiano”, riprende Pizzighella. “Una decisione fatta anche in ottica di apertura al mercato francese”.
E a dimostrare il successo delle strategie adottate, ancora una volta sono i numeri a tornare a supporto.
Il canale Enoteca, che generalmente pesa un 35% sul giro d’affari totale (rispetto un 65% della ristorazione), nei mesi di novembre e dicembre è arrivato a pesare fino al 45%-50%, a dimostrazione di come Signorvino sia oramai riconosciuto come un vero e proprio punto di riferimento in città per acquistare la bottiglia giusta per ogni occasione, soprattutto a Natale.
Interessante anche osservare le diverse preferenze d’acquisto nell’ambito dei vini pregiati per quel che concerne le etichette vendute in Enoteca e quelle degustate al tavolo.
Tra i vini pregiati più venduti in Enoteca, la Top 5 segnala:
- Toscana Igt Tignanello Marchesi Antinori
- Amarone della Valpolicella Classico Bertani
- Bolgheri Rosso Guardo al Tasso
- Trento Doc Brut Giulio Ferrari Riserva del Fondatore Ferrari
- Bolgheri Sassicaia Tenuta San Guido
Mentre per i vini pregiati più venduti al tavolo, la graduatoria include:
- Trento Doc Brut Giulio Ferrari Riserva del Fondatore Ferrari
- Valpolicella Classico Superiore Quintarelli Giuseppe
- Bolgheri Rosso Le Serre Nuove dell’Ornellaia Tenuta dell’Ornellaia
- Toscana Igt Tignanello Marchesi Antinori
- Franciacorta Docg Brut Cabochon Monte Rossa

“È sempre più difficile trovare icone come quelli delle nostre classifiche dei vini pregiati, perché le allocazioni sono sempre minori”, spiega Federico Veronesi.
“Ma noi stiamo facendo un grande lavoro con le cantine per garantirci prodotto, cercando anche di aumentare i volumi a disposizione, dimostrando ai produttori che nelle nostre enoteche possiamo valorizzare davvero al massimo ogni referenza”.
“Poi ci serviamo anche di altri canali, come quello delle case d’asta, per andare alla ricerca di queste bottiglie che, per determinati marchi come i nostri top seller, sono sempre più richiesti. E sotto questo punto di vista, involontariamente stiamo diventando un riferimento d’acquisto anche per alcune categorie di ristoranti che hanno la necessità di garantirsi alcune di queste referenze per le loro wine list”.
Ma cosa si compra di più da Signorvino? Risponde Veronesi:
“Da un punto di vista delle vendite, tra i rossi è la Valpolicella a trainare il segmento, ma la Puglia, che è cresciuta molto negli ultimi anni, le sta dietro con il Primitivo di Manduria”.
“Per volumi, poi, il Prosecco è quello che guida, mentre ci sono trend che stanno sviluppandosi, ma che non spostano ancora nei numeri in maniera significativa le sorti commerciali”.
E Pizzighella aggiunge:
“Su quest’ultimo tema, parliamo dei Rosé, dei vini a minore impatto alcolico, dei naturali e dei biologici. Si tratta di prodotti che incidono poco se si guarda al valore generale, ma importanti per attrarre gli appassionati e sviluppare nuove sensibilità di gusto. Le tendenze cambiano anche in determinate macrocategorie, quindi dobbiamo essere bravi, all’interno delle stesse tipologie di vino, a monitorare cosa si ricerca di più come stili”.
Ma chi è oggi il cliente di Signorvino e come acquista?
Chi è il cliente di Signorvino e il futuro della catena
Ristorazione, enoteca ed e-commerce: questi i canali oggetti d’osservazione che hanno consentito di tracciare il profilo del cliente tipo di Signorvino.
Una figura ben definita nei suoi tratti. Uomo (58%), 40enne, wine expert, con una propensione all’acquisto online, questa la più immediata interpretazione dei dati raccolti, che evidenziano però come la proposta di Signorvino sia apprezzata nella sua interezza, rappresentata da un’esperienza sviluppata su più canali.
È d’obbligo, infatti, menzionare anche il crescente interesse della clientela femminile, che predilige degustare i vini in abbinamento ai piatti della cucina di Signorvino (45%), mentre retail ed e-commerce fanno registrare una maggiore presenza maschile (63%).
Significativo anche il dato generale che pone al primo posto l’Enoteca (42%), seguita dalla proposta ristorativa (36%) e da una importante percentuale di clienti che scelgono entrambi i canali (22%) e il riscontro della clientela under 30, in costante aumento, come annunciato da Pizzighella, e che attualmente rappresenta il 30% dei clienti di Signorvino.

“Stiamo creando qualcosa di diverso e siamo contenti dei traguardi raggiunti in questi 10 anni”, la chiosa di Federico Veronesi.
“Con Signorvino ci presentiamo oggi mostrando diversi volti, anche quello di produttori. In Lazio abbiamo investito nel biologico sui Castelli Romani, ma nuovi progetti sono in dirittura d’arrivo in Sardegna, ad Alghero, e in Trentino, per il Metodo Classico”.
“E nel futuro non ci vogliamo porre limiti. Dopo Parigi, da diverso tempo stiamo esplorando il Centro Europa alla ricerca di nuove location, dalla Repubblica Ceca alla Polonia: non sono grandi Paesi produttori e c’è molto interesse per vino italiano, vediamo grandi prospettive. E stiamo cercando di lavorare anche nella direzione di poter fornire un supporto attivo, dove saremo presenti con i nostri store, alla distribuzione del vino italiano”.
“Un domani, infatti, potremmo anche decidere di essere fornitori di servizi per qualsiasi tipo d’utenza, sia consumatore finale, operatore del canale Horeca o azienda produttrice. E questo comprende non soltanto l’export, ma anche il B2B in Italia”.































