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Health warning in etichetta per tutta la Ue? L’Italia del vino fa muro

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Il vino italiano non ci sta e fa muro contro gli attacchi indiscriminati giunti negli ultimi giorni contro un prodotto che è rappresenta un simbolo della cultura mediterranea a tavola. Sono in particolare le associazioni di categoria ad alzare la voce. Da una parte, infatti, Federvini invita a fare chiarezza senza demonizzare le bevande alcoliche il cui consumo responsabile e consapevole fa parte della tradizione italiana. Dall’altra, invece, è Unione Italiana Vini ad affondare il colpo, esprimendo profonda delusione per le dichiarazioni di oggi del portavoce della Commissione Europea, Stefan De Keersmaecker, evidenziando come ancora una volta nessun chiarimento è stato presentato rispetto a una proposta sugli health warning in etichetta, quella dell’Irlanda, che secondo Uiv contrasta con il principio della libera circolazione delle merci all’interno dell’Ue, principio che la Commissione dovrebbe difendere.

Federvini: “Basta attacchi indiscriminati al vino, consumo responsabile e consapevole fa parte della tradizione italiana”

Poco meno di un anno fa il Parlamento Europeo approvava il piano di lotta contro il cancro, distinguendo nettamente tra consumo moderato e consumo dannoso di alcol.  E anche le linee guida sulla sana alimentazione definite dal Crea, il principale Ente di ricerca italiano dedicato alle filiere agroalimentari con personalità giuridica di diritto pubblico, prevedono chiaramente una chiara distinzione tra consumo responsabile e abuso. 

Per questo Federvini, con la sua presidente Micaela Pallini invita alla chiarezza, contro gli attacchi indiscriminati arrivati in questi giorni contro un simbolo del made in Italy:

“È necessaria chiarezza e grande precisione, non accettiamo informazioni superficiali, ambigue e basate su dati non sorretti da metodologie accettate da tutta la comunità scientifica.  Il tema degli effetti dell’abuso di alcol è un argomento estremamente serio, che non può essere lasciato ad estemporanee dichiarazioni stampa di chi si improvvisa esperto del tema”.

Irlanda, Health warning in etichetta si apre fronte Ue: l'allarme Unione Italiana Vini lancia. Federvini: stop attacchi indiscriminati vino.

Nel simposio Assoenologi di Napoli di una settimana fa dedicato al rapporto tra vino e salute, decine di scienziati hanno presentato relazioni che sottolineavano la distinzione tra consumo e abuso di alcol.  Eppure, ogni giorno, interventi estemporanei, spesso male informati e svolti usando parole superficiali, creano confusione e allarme: puntano, nei fatti, a demonizzare le bevande alcoliche, accostandole alle sigarette e raccomandando misure di stampo proibizionistico nei confronti dei consumatori, il tutto senza indicare alcuna distinzione tra l’abuso e il tradizionale consumo consapevole, basato sulla convivialità e lo stile mediterraneo che contraddistingue il nostro Paese.

“Chiediamo un intervento del Governo su questo”, continua la presidente Pallini, “e proponiamo che il Crea, l’organo tecnico del Ministero delle Politiche Agricole, possa contribuire a fare chiarezza, insieme ad organismi internazionali come Oiv, in modo da avviare una fase di ricerca che consenta di poter contare su studi aggiornati e raccomandazioni ragionevoli ed equilibrate nei confronti del corretto consumo di bevande alcoliche”. 

“Nell’ambito del dibattito sul rapporto tra alcol e salute Federvini sottolinea con fermezza la necessità di riconoscere tale distinzione, indipendentemente dalla tipologia di bevanda alcolica. Altrimenti si rischia una deriva priva di fondamenti scientifici che potrebbe portare all’introduzione di health warning persino su farmaci contenenti alcol o sui babà napoletani”.

Caso Irlanda, si apre il fronte Ue per gli health warning in etichetta: Uiv lancia l’allarme

Di fronte ad attacchi ormai quasi quotidiani frutto di un approccio proibizionista di matrice nord europea, Federvini ritiene necessaria rafforzare la compattezza dell’intera filiera – agricoltori, produttori, distributori, esercenti e consumatori – anche per individuare specifiche azioni a sostegno della reputazione di settori che hanno un peso fondamentale nel tessuto socio-economico del Paese e una presenza indispensabile nel vissuto dei cittadini, detentori di quella tradizione di convivialità e socialità che ci contraddistingue nel mondo, tra l’altro facendoci conquistare la vetta tra i Paesi più longevi al mondo.

Sulla stessa linea di Federvini è Unione Italiana Vini, che punta il dito contro la Commissione Ue, accusata di “cerchiobottismo” dal segretario generale Uiv, Paolo Castelletti:

“Ci pare che su argomenti di tale importanza siano controproducenti le odierne dichiarazioni cerchiobottiste. Da una parte si afferma che nessuno è contro il vino, dall’altra si annuncia una revisione delle etichette, oltre a una riduzione del consumo dannoso di alcol di almeno il 10% entro il 2025”. 

“Nel cercare di comprendere come un taglio lineare del 10% possa riferirsi ai soli consumi dannosi e a che tipo di revisione si faccia riferimento, chiediamo alla Commissione per quale motivo, anche nel caso irlandese, non si sia tenuto conto del voto dell’Europarlamento che a inizio 2022 aveva espunto l’ipotesi degli health warning dal Cancer Plan. Ci appelliamo infine alle istituzioni italiane, a partire dal ministero della Salute, affinché esprimano la propria posizione su un tema che non deve più originare equivoci”.

Irlanda, Health warning in etichetta si apre fronte Ue: l'allarme Unione Italiana Vini lancia. Federvini: stop attacchi indiscriminati vino.

Nelle dichiarazioni di oggi, rileva inoltre Uiv, il portavoce della Commissione afferma poi che è in corso un lavoro tecnico sulla revisione delle norme europee in materia di etichettatura. L’organizzazione delle imprese italiane del vino si chiede perciò quale sia il senso di far proliferare iniziative unilaterali degli Stati membri – sdoganando messaggi allarmistici senza un ampio dibattito – se l’obiettivo della Commissione dovrebbe essere quello di armonizzare a livello Ue questa materia così complessa e delicata.  

A questo proposito inquieta la risposta scritta in data 10 gennaio 2023 del Commissario alla Salute Stella Kyriakides in cui fa riferimento all’“intenzione della Commissione di adoperarsi per introdurre avvertenze sanitarie sulle etichette delle bevande alcoliche”.

Il timore, sempre più fondato, è che ci sia una divaricazione tra le decisioni politiche prese dal Parlamento europeo e l’effettiva attuazione da parte della sua Commissione. Un precedente pericoloso, che mette a rischio gli stessi obiettivi statutari dell’Unione per Uiv.

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