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Tommasi: 2021 da en plein e nuovi investimenti per i 120 anni

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Fine anno, tempo di bilanci. Anche per la famiglia Tommasi, che tira una riga sul 2021 che si sta concludendo e che conduce a un ritorno ai livelli pre-Covid.

A fronte di una produzione di circa 3,5 milioni di bottiglie, la crescita annua nel fatturato del Gruppo è infatti stata dell’11% rispetto al 2020, per un valore totale del business che si attesta attorno ai 30 milioni di euro, in parità rispetto ai numeri del giro d’affari 2019. 

Ma nella conta rientrano anche i tanti premi e riconoscimenti che confermano quella guidata dai Tommasi tra le realtà di riferimento nel panorama enologico nazionale ed eccellenza del made in Italy nel mondo. E ora sono molte le sfide che attendono nel nuovo anno: quel 2022 che segna il 120esimo anniversario dalla fondazione dell’azienda e che vede messi a cantiere già ora tanti nuovi progetti e investimenti.

En plein di premi in Italia e nel mondo per le Tenute Tommasi Family Estates

Ottimismo per i prossimi mesi e obiettivi chiari: crescita sostenibile, sviluppo del mercato nazionale e potenziamento dell’estero. Queste le parole d’ordine 2022 per la famiglia Tommasi dopo 12 mesi che la confermano eccellenza del made in Italy enoico.

Le Tenute Tommasi Family Estates, infatti, hanno messo a segno ottimi riconoscimenti dalle principali guide italiane, oltre che dalla critica di settore internazionale. 

A iniziare da De Buris Amarone della Valpolicella Classico Docg Riserva 2010, perla enologica della Valpolicella Classica. Il progetto ha fatto incetta di premi dalla critica italiana: dai 3 bicchieri del Gambero Rosso alla Corona di Vinibuoni, alle 4 Viti Ais, ai 5 Grappoli Bibenda, passando dal Platinum Award di Merano, fino ai Faccini di Cernilli Doctor Wine e alle 3 stelle oro di Veronelli.

Ma ottimo riscontro sono stati anche il posizionamento nei Top 100 di Vivino, la più grande community del vino del mondo, e le recensioni della più prestigiosa critica internazionale a partire dai 96 punti di Wine Advocate – Robert Parker Wine Spectator, passando per James Suckling e Decanter, che ha recensito con 92/100 anche il nuovo Le Fornaci Lugana Riserva Doc 2018, che ha meritato anche le 4 Rose Camune dall’ Ais Lombardia. 

Positivo anche il percorso d’eccellenza del progetto a Montalcino con il Casisano Colombaiolo Brunello Docg Riserva 2015, che oltre ai 3 Bicchieri del Gambero Rosso, guadagna ottime critiche e punteggi dalla stampa italiana e straniera, così come l’icona del Vulture, il Don Anselmo Aglianico 2016 di Paternoster, che si conferma sempre nelle prime posizioni di tutte le classifiche di gradimento dai 3 bicchieri del Gambero Rosso fino ai 94/100 di Vinous.

De Buris Amarone della Valpolicella Classico Docg Riserva 2010, perla della famiglia Tommasi, ha fatto incetta di premi dalla critica italiana e internazionale
De Buris Amarone della Valpolicella Classico Docg Riserva 2010 ha fatto incetta di premi dalla critica italiana e internazionale

2021, anno del rilancio: come è andata

Forte dei successi della critica e a conclusione del positivo 2021 trascorso, l’azienda vitivinicola con sede a Pedemonte di Valpolicella ha già fissato gli obiettivi strategici per i prossimi mesi: consolidamento, investimenti, sostenibilità e crescita sul mercato nazionale ed estero sono le parole chiave della Famiglia Tommasi.

“Il 2021 è stato senza dubbio un anno complicato, per la gestione della mancanza delle materie prime e la difficoltà di programmazione, ma senz’altro di ripresa”, evidenzia il presidente, Dario Tommasi. 

Si è chiuso molto più positivamente del 2020 grazie al rilancio del comparto Horeca in Italia e nel mondo, alle solide relazioni con i nostri partner commerciali, alla grande collaborazione dei nostri stakeholders e soprattutto grazie alla grande capacità di adattamento e flessibilità, che abbiamo dimostrato con la squadra dei nostri collaboratori”. 

Già chiari gli obiettivi, fissando lo sguardo già rivolto al 2022. 

“Sono fiducioso che nel nuovo anno continuerà il positivo andamento che abbiamo registrato negli ultimi mesi e ritengo possibile un ritorno ai livelli pre-pandemia entro la metà del 2022”, riprende Dario Tommasi.

“Per la nostra azienda i comparti di Horeca e Retail incidono sul business aziendale per il 50% ciascuno: ciò dà misura di quanto sia stato complesso uscire dal 2020 senza l’apporto della ristorazione. Il 2021 ha segnato una netta svolta e il Paese ha fortunatamente raggiunto una consapevolezza e maturità tale da scongiurare nuove chiusure: non posso quindi che essere positivo circa i mesi che verranno”.

Dario Tommasi
Dario Tommasi

Gli obiettivi 2022 e 2023: quali saranno i prossimi investimenti della famiglia Tommasi

Come detto, il direttivo di famiglia ha ben chiari gli obiettivi che attendono l’azienda nel 2022 e anche oltre. 

“Il prossimo anno festeggeremo il 120esimo anniversario dalla fondazione della nostra azienda”, continua Dario Tommasi. 

“Siamo figli e nipoti di un mezzadro appassionato e visionario, orgogliosi delle nostre radici e negli anni abbiamo sempre lavorato con l’ambizione di diventare una delle realtà più riconoscibili del panorama enologico nazionale e continueremo su questa strada: consolidarci nelle Regioni in cui siamo presenti diventa prioritario, promuovendo investimenti nelle nostre aziende per migliorare l’efficienza dei processi produttivi, la qualità dei nostri vini, le strutture dedicate all’ospitalità, per noi essenziali, in un’ottica di sostenibilità economica e attenzione all’ambiente”. 

“Parallelamente continueremo con energia il grande lavoro che stiamo facendo sia in Italia che sui mercati esteri con l’obiettivo di avere il marchio Tommasi riconosciuto come emblema dell’eccellenza del made in Italy nel mondo”.

I progetti in pipeline per il 2022 sono diversi, seppur rallentati quest’anno dall’emergenza sanitaria. Ciò non ha impedito, però, il via ai lavori di costruzione della nuova cantina di Tenuta di Caseo, nell’Oltrepò Pavese, che termineranno il prossimo anno, così come l’ampliamento della cantina di produzione di Casisano a Montalcino. E ancora: la ristrutturazione della cantina storica del Barone Rotondo entro il 2023, nella proprietà Paternoster a Barile, nel Vulture lucano, e il rinnovo e l’ampliamento di Villa Quaranta Tommasi Wine hotel & Spa con nuove stanze e servizi sempre più esclusivi, in un’ottica di sviluppo dell’accoglienza enoturistica con progetti sempre più in sinergia con la cantina. E poi ci sono obiettivi strutturali più profondi, a partire da quelli legati alla sostenibilità.

Orizzonte “Sostenibilità”

Il 2022 sarà, dunque, un anno decisivo per la crescita di Tommasi Family Estates: una crescita che dovrà essere sostenibile. “Vogliamo che il nostro lavoro quotidiano sia sempre più orientato in un’ottica di ricerca e promozione della sostenibilità”, spiega sempre Dario Tommasi. “Ciò significa, concretamente, riporre grande attenzione al lavoro in vigna, in cantina e nelle diverse fasi di produzione attraverso strumenti e tecniche che sappiano realmente tutelare e rispettare l’ambiente in cui operiamo, senza il quale, ricordiamolo, non potremmo fare quello che più ci piace di più, ovvero grandi vini”. 

“Faccio un esempio: un piano che prevede un cospicuo risparmio energetico e l’utilizzo di bottiglie a vetro leggero sono parte un progetto più ampio e profondo, a cui la nostra azienda sta già lavorando per lo sviluppo sostenibile di tutti i processi produttivi”.

Sostenibilità che comprende l’inclusività dei collaboratori, dei partner, degli stakeholder e anche il supporto al territorio, in chiave sociale oltre che economica. 

Da sempre la nostra Famiglia è molto legata alla Valpolicella, a Verona e al Lago di Garda, luoghi che consideriamo casa. Collaboriamo con le Istituzioni locali e le diverse realtà culturali per valorizzare luoghi unici, icone del nostro Paese, quest’anno segnalo in particolare con il progetto 67 colonne per l’Arena, il sostegno al Teatro Stabile di Verona, la collaborazione con Art Verona. Il nostro sostegno è rivolto anche a tutti i territori in cui siamo presenti. In tal senso il binomio viticultura-ospitalità continuerà a essere molto forte, e la promozione enoturistica rilevante in tutte le scelte aziendali che vedranno dal prossimo anno coinvolte le nostre tenute”.

Il 2022 sarà, dunque, un anno decisivo per la crescita di Tommasi Family Estates: una crescita che dovrà essere sostenibile
Il 2022 sarà, dunque, un anno decisivo per la crescita di Tommasi Family Estates: una crescita che dovrà essere sostenibile

Le strategie 2022 e i mercati internazionali

C’è tanta Italia nella crescita di Tommasi Family Estates e anche il 2022 sarà orientato al consolidamento del mercato nazionale, oltre allo sviluppo dell’azienda sui mercati esteri.

“Il mercato nazionale per noi è molto importante”, afferma Dario Tommasi, “perché solo se siamo forti a casa possiamo essere stimati ambasciatori del Made in Italy all’estero”. 

La distribuzione in Italia oggi rappresenta circa 20% del nostro fatturato ed il resto è spartito oggi su 80 mercati stranieri che curiamo con dedizione: alcuni cardine e storici, come Nord America e Nord Europa, e rappresentano il 30% circa del business estero complessivo. Si tratta di mercati molto maturi, dove c’è grande interesse per il vino e in particolare per le denominazioni storiche. Ci sono poi aree molto interessanti e per certi versi sorprendenti, come Islanda, Polonia, Romania e in generale l’Est Europa, mercati in grado di assorbire vini di valore. Grazie ai nostri importatori è stato svolto un meticoloso lavoro nel canale Horeca che continua a dare soddisfazioni anche in Asia, in particolare Corea del Sud e Giappone”. 

“L’entrata in produzione di nuovi vigneti presso le  tenute in Lugana, Maremma Toscana, Puglia e Umbria nel 2022 e nel 2023 ci garantisce spazio per crescere e consolidare tutti i mercati, che continueremo a seguire con viaggi ed attività mirate di marketing e comunicazione”.

Crescita, investimenti, sostenibilità e accoglienza sono dunque le parole chiave per Tommasi Family Estates per il 2022, che si preannuncia un anno cruciale per lo sviluppo dell’azienda. 

Il 120esimo anniversario non sarà solo un traguardo raggiunto, ma un’occasione per guardare al futuro con ottimismo, progetti definiti e con chiare strategie di rilancio e rinnovo, consolidamento e strutturazione della governance.

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