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La Corvina e il DNA contemporaneo di Pasqua Vini

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È stato un Vinitaly immersivo quello di Pasqua Vini. A più livelli e grazie a uno sguardo rivolto verso orizzonti nuovi, ma sempre con il vino quale punto d’origine delle traiettorie tracciate. È stato un Vinitaly, quello di Pasqua Vini, che ha parlato dell’apertura ai nuovi mondi che oggi ci circondano e anche a modalità e approcci differenti per raccontare una realtà attualmente tra le più dinamiche sul palcoscenico vitivinicolo italiano. Un Vinitaly di vini, dunque, contaminazioni con l’arte e soprattutto visioni contemporanee. Con Verona sempre al centro, omaggio alla sua bellezza troppe volte nascosta e alle sue specificità, epicentro di un’altra forma di narrazione delle Icons Pasqua, oggi sempre più sotto le luci dei riflettori.

Amygdala .n: l’omaggio a Verona in Piazza delle Erbe e una visione Unconventional di Vinitaly

L’esperienza immersiva di Pasqua Vini ha portato la cantina fin al cuore di Verona, grazie all’experience aperta alla città e al mondo di un’installazione che ha animato Palazzo Maffei Casa Museo in Piazza delle Erbe. 

Al linguaggio universale dell’arte è stato ancora una volta affidato il compito di raccontare i tratti distintivi dell’azienda: la ricerca, la creatività e l’innovazione di cui ogni suo vino è espressione. E la scelta è ricaduta questa volta su Amygdala .n, coinvolgente opera, che ha fatto dialogare la città e il mondo nei giorni della fiera trasformando le interazioni social in animazioni visual, frutto della direzione creativa dello studio fuse* e della curatela di Reasoned Art. 

Una tappa obbligata per tutti i presenti alla kermesse veronese del vino, che ha rappresentato la visione contemporanea che oggi sempre più definisce lo sguardo e delinea gli orizzonti comunicativi della famiglia Pasqua. 

A dimostrarlo anche una speciale masterclass, andata in scena prima della cena di gala di presentazione dell’installazione a Palazzo Maffei Casa Museo. Un momento di confronto dove il vino è “tornato” protagonista assoluto, ma sempre adottando la prospettiva posta nera su bianco (o forse sarebbe meglio dire rosso su bianco) col manifesto Pasqua House of the Unconventional, vera e propria dichiarazione d’intenti di quanto oggi l’azienda punti a farsi laboratorio di ricerca e spazio di confronto, dove la qualità e la creatività sono protagoniste.

Se, infatti, la Corvina e il suo DNA sono stati il focus della degustazione, è un viaggio attraverso la Valpolicella ma non solo quello che si è compiuto, con la comprensione delle diverse espressioni di questa varietà a seconda di terroir, lavoro effettuato sul vigneto e tecniche innovative di winemaking.

La Corvina nelle diverse interpretazioni di Pasqua Vini

Nella creazione di un grande vino, è il dialogo che si instaura tra uomo, vigneto e ambiente a permettere di valorizzare al massimo la complessità di un vitigno. Ed è solo mettendo in relazione quest’ultimo con il territorio in cui sorge che è possibile esaltarne le molteplici sfumature espressive. Questo l’assunto che ha guidato lungo il dipanarsi della masterclass Corvina quale grande interprete dei terroir veronesi.

Da sempre riconosciuta per la sua eleganza e la sua finezza, che conferiscono struttura e grande espressività ai vini che da essa nascono, la Corvina è un ingrediente fondamentale nell’equazione vinicola di Pasqua Vini: dall’Amarone più sperimentale al Valpolicella classico fino al Rosé, la cantina riesce ad esprimere tutta la ricchezza di questo vitigno grazie al lavoro sul vigneto prima e all’arte dell’assemblaggio successivamente, confermando un savoir-faire che si tramanda con successo da quasi un secolo.

Affinché l’apporto della Corvina sia sempre funzionale e bilanciato al vino che si sta creando (che siano i rosati o i rossi leggeri del Lago di Garda per arrivare ai più strutturati Amaroni della Valpolicella), il team di Pasqua Vini parte innanzitutto dallo studio e dalla comprensione del terroir in cui il vigneto sorge.

Ed è proprio l’analisi delle principali aree in cui la cantina è attiva nella raccolta della Corvina su cui si concentra la masterclass condotta dal Responsabile Tecnico di Pasqua Vini, Giovanni Nordera, insieme a Cecilia Pasqua, con la moderazione del giornalista Alessandro Torcoli.

Un vero viaggio, come evidenziato prima, che si è snodato tra le 4 zone che hanno fatto da scenario all’indagine compiuta. A ogni terroir i suoi vini nel cui blend l’apporto della Corvina gioca un ruolo fondamentale, a dare forma all’evoluzione frutto delle pratiche di wine making espresse da Pasqua Vini. Un cammino capace di condurre dal Garda alla Valpolicella Classica, passando per la Valpantena e giungendo fino in Val D’Illasi.

Bio, rosé, di corpo o Classica: 4 sfumature di Corvina

La prima cartolina giunge dal Lago di Garda, i cui terreni morenici offrono elevata fertilità del suolo e le cui pratiche di vinificazione portano alla nascita del Chiaretto di Bardolino e del Bardolino Rosso. La Corvina in questo caso è parte del blend da cui origina 11 Minutes, prima espressione del progetto che Pasqua Vini ha dedicato al mondo del rosé e che ha rivoluzionato lo stile di vinificazione di questo vino.

La seconda immagine è quella della Valpolicella Classica: dotata di discreta fertilità e di scarse disponibilità idriche, qui le produzioni medie si riducono parecchio, ma aumentano i livelli di maturazione.

Di conseguenza, si possono ottenere vini di maggior pregio in termini di struttura, concentrazione e gradazioni alcoliche, pur rimanendo in ambiti di eleganza e finezza. 

In rappresentanza di questa area specifica e delle caratteristiche espresse qui dalla Corvina, protagonista nel calice è stato il Valpolicella Terre di Cariano Cecilia Beretta.

La terza proposta è stata quella della Valpantena che, pur con caratteristiche idrogeologiche simili a quella della Valpolicella Classica, per conformazione della vallata presenta temperature estive più elevate e con minore escursione termica tra giorno e notte. 

Ciò influisce sul carattere dei vini che ne derivano: grande potenza espressiva, gradazioni più alte e colorazioni più intense, eccellente maturazione dei tannini ed una discreta finezza. 

La Corvina che da qui origina è presente nel blend sia di Valpolicella Mizzole Cecilia Beretta, sia di Valpolicella e Amarone Cascina San Vincenzo Famiglia Pasqua, la linea da agricoltura biologica della cantina veronese.

Ultima la Val D’Illasi, dove sorge il vigneto di Montevegro che dà origine all’espressione più potente degli Amaroni firmati Famiglia Pasqua, ovvero Mai Dire Mai: la Corvina qui coltivata presenta grande corpo, con struttura tannica che necessita mediamente di periodi di maturazione in cantina assai più lunghi rispetto ai vini derivanti dalle zone confinanti. In abbinamento all’area, ovviamente, Valpolicella e Amarone della collezione Mai Dire Mai.

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