Cristal Louis Roederer: lo champagne degli Zar

Già il nome richiama i concetti di unicità, eleganza, lusso. E la bottiglia fa il resto: trasparente, con etichette e fregi giallo-oro. È la cuvée de prestige di Louis Roederer, una tra le più note Maison al mondo. E di sicuro Cristal rappresenta uno degli champagne più celebrati a livello internazionale: simbolo del lusso, spesso (forse troppo!) ostentato nei locali alla moda. Al di là di questi aspetti mondani, la sua storia viene da lontano, sia temporalmente sia geograficamente, e reca con sé un carico di curiosità profondamente interessanti.

Uno champagne a prova di bomba

Cristal è una creazione di Louis Roederer II, in esclusiva per lo zar Alessandro II di Russia: è il 1876 e, negli ultimi decenni del XIX secolo, quello di Mosca è un mercato all’epoca importantissimo per la Maison, tanto da contare quasi il 25% dell’intera produzione. E se oggi siamo poco sopra le 4 milioni, al tempo erano circa 2.500.000 le bottiglie realizzate da Roederer. Con gli Zar che amavano particolarmente i loro champagne. Alessandro II scelse di differenziarsi dai suoi predecessori e chiese alla Maison di fare qualcosa al di fuori dal comune, di straordinario, ancora meglio di quello che per loro era già il miglior champagne al mondo. E così nasce Cristal: una cuvée imbottigliata in un’esclusiva bottiglia di cristallo, da cui prende il nome, sia perché lo Zar voleva dare pregio, valore e unicità a questa etichetta, sia affinché il sovrano ne potesse ispezionare il contenuto ed essere certo che non vi fossero liquidi infiammabili all’interno, potenzialmente utilizzabili dai suoi nemici per attentare alla sua vita. Allo stesso modo, poi, la scelta del fondo piatto: espressamente richiesto, ancora una  volta, dallo Zar, per il timore che qualche servitore potesse nascondere nell’incavo della bottiglia un qualche ordigno. Per la cronaca, tutto sommato il povero Alessandro II non ci aveva visto male: morì assassinato, infatti, in un attacco dinamitardo il 13 marzo 1881.

Cristal: l’evoluzione della tradizione

La tradizione che ha preso il via nel 1876 si è, poi, tramandata nei secoli: oggi, la bottiglia non è più di cristallo, ma la sua trasparenza caratteristica è rimasta anche per la versione in vetro attuale, più pesante del classico formato champenoise per garantire maggiore resistenza. E il fondo? Continua a essere piatto, proprio come all’epoca.

Oggi, la bottiglia di Cristal non è più di cristallo, ma la sua trasparenza caratteristica è rimasta
Oggi, la bottiglia di Cristal non è più di cristallo, ma la sua trasparenza caratteristica è rimasta (come il fondo piatto)

La cuvée de prestige secondo Louis Roederer

Cristal, attualmente, è uno Champagne prodotto solo nelle migliori annate con le migliori uve di proprietà – 45 parcelle impiegate in toto o in parte in base alle caratteristiche del millesimo –, in parte fermentate in legno e con i vini che solitamente non svolgono, almeno per intero, la malolattica. Pinot Noir sempre prevalente sullo Chardonnay, a eccezione delle vendemmie 1988 e 1993, la maturazione sui lieviti tipica dura poco più di sei anni e, infine, il dosaggio è Brut, con un trend di riduzione nel corso degli anni. Cristal, oggi, è parzialmente prodotto con le logiche della biodinamica, con l’obiettivo a tendere che è quello di arrivare al 100%.

Le annate mito di Cristal

Diverse le annate di Cristal considerate straordinarie dalla critica: tra loro la 1996
Diverse le annate di Cristal considerate straordinarie dalla critica: tra loro la 1996

Sono diverse le annate di Cristal considerate straordinarie dalla critica: sicuramente da citare sono la 1988 e la 1996 e – ultima in ordine di tempo – la 2008. Quest’ultima, a parere dei massimi esperti di champagne al mondo, è un vino da 100/100 fin dai primi assaggi. Alberto Lupetti, uno dei guru dello champagne mondiali, lo ha giudicato così, circa un anno fa, sul suo blog Lemiebollicine.com: “Cristal 2008? Per Jean-Baptiste Lécaillon (lo Chef de Cave della Maison Roederer, ndr) è il suo miglior Cristal fatto finora (mi ha confessato che solo il 2015 potrebbe essere migliore, ma… vedremo!), io mi sbilancio a dire che è il miglior Cristal fatto finora, a mio avviso superiore al 1996 (Cristal straordinario) e credo proprio anche al mitico 1988. La maturazione molto lenta ma regolare delle uve ha portato a una materia prima fantastica, che lo chef de cave ha selezionato in 37 delle 45 parcelle totali che compongono il ‘Domaine Cristal’, fatto di suoli molto calcarei, piante di almeno 35 anni e classificazione quasi interamente Grand Cru (c’è solo una parcella a Mareuil, quindi 99% Premier Cru); nel 2008, poi, il 40% di questi vigneti scelti era in regime biodinamico. In cantina, poi, Lécaillon ha fermentato queste uve per il 20% in legno (tini tronco-conici) e, per la quarta volta nella storia del Cristal, ha svolto la malolattica sul 19% dei vini. E il Cristal 2008 è il secondo della storia (dopo il 2009 che l’ha preceduto…) ad aver svolto la malolattica”.

4 pensieri su “Cristal Louis Roederer: lo champagne degli Zar

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