https://www.rotari.it/it
BANNER
  • Collection
  • top

Krug 2008, o dell’importanza del saper attendere

Dello stesso argomento

BANNER

Quando nel 1843 Joseph Krug fondò la Maison de Champagne che porta il suo nome, spinto dalla convinzione che la vera essenza della bollicina più amata al mondo è il puro piacere, il suo sogno era offrire il meglio, anno dopo anno, a prescindere dalle variazioni climatiche. Oltrepassò tutti i confini conosciuti della creazione di questo prezioso vino, fondando una Maison in cui tutti gli Champagne potessero avere lo stesso livello di distinzione.

Nel 1848, Joseph Krug affidò la sua visione alle pagine del celebre taccuino rosso ciliegia, in cui scrisse: “Una buona Maison de Champagne dovrebbe creare solo due Champagne della medesima qualità”. E da allora, un principio cardine della filosofia produttiva di Krug è il concetto d’individualità, ovvero l’arte di trasformare la vendemmia di ogni appezzamento in un vino distinto e quindi seguirne il carattere specifico prima di decidere l’assemblaggio. Ciò permette allo Chef de Cave di Krug d’individuare e distinguere i vini dei singoli appezzamenti che potranno arricchire le creazioni dell’annata, di conservarne altri come vini di riserva per un uso successivo, o di scartare qualsiasi vino che non raggiunga il profilo desiderato. Poi ci sono le classiche eccezioni alla regola.

Esordio con il millesimo mito 2008 per Maison Krug

Chez Krug, la 2008 è stata annata fresca ed equilibrata, a tal punto da permettere di vinificarla come millesimo.

“L’anno 2008”, spiega Julie Cavil, la Chef de Cave, “è stato l’anno più fresco in Champagne in 14 anni, nonché uno dei meno soleggiati della regione in quasi cinquant’anni. Un’annata superba con un classico clima settentrionale, con condizioni che, da allora, si sono verificate solo di rado. L’assenza di condizioni estreme ha portato a una maturazione lenta e regolare dei grappoli. Per chicchi intensi, eleganti e meravigliosamente strutturati. La strabiliante eterogeneità dei vigneti ha creato una grande complessità, risultando al raccolto in una gamma di sapori e aromi completa”.

E per la creazione del suo millesimo, la Maison ha selezionato i vini dei vigneti che hanno rappresentato al meglio le caratteristiche dell’annata 2008. I Pinot Noir (53%) formano oltre metà dell’assemblaggio e provengono da vigne emblematiche della Montagne de Reims Sud, tra cui Aÿ, Mareuil, Bouzy e Ambonnay. I Meunier (25%) conferiscono tensione e note agrumate, mentre gli Chardonnay (22%) arricchiscono l’assemblaggio con un aroma fruttato.

Questo vino ha riposato per ben 12 anni in bottiglia. E lo si coglie a prima vista: con la tonalità dorata intensa e brillante. Ma come si presenta oggi al palato? 

Che Krug bisogna bere oggi? I nostri suggerimenti tra Vintage e Grande Cuvée
Che Krug bisogna bere oggi? I nostri suggerimenti tra Vintage e Grande Cuvée

Assaggio e riassaggio di Krug 2008 Classic Beauty: il nostro giudizio

Occorre dire che chi scrive quando parla di Krug si sente un po’ “di parte”: la Maison rappresenta, per noi, un vero fuoriclasse. Cerchiamo sempre, però, di riportare in maniera sincera il nostro punto di vista: senza timori riverenziali nei confronti dell’etichetta e senza badare a cosa altri hanno detto prima. Gli Champagne li assaggiamo e li analizziamo: ma lo facciamo a più riprese, focalizzandoci unicamente su cosa percepiamo dal calice davanti a noi.

Krug 2008 è stato degustato da entrambi ad aprile, in anteprima, e riassaggiato recentemente con il lancio ufficiale in Italia, in due occasioni diverse (Francesca alla presentazione a Milano in compagnia di Olivier Krug, a una cena esclusiva con lo Chef Antonino Cannavacciuolo realizzato dalla Maison di Reims in partnership con Richard Ginori per i piatti e Mepra per le posate, Andrea in occasione della settimana dedicata all’unveiling del nuovo Vintage al Tannico Wine Bar, ndr). 

Di Krug 2008 colpisce innanzitutto l’acidità tagliente e la grandissima potenza che sprigiona, sia al naso sia in bocca.

Ad oggi, tra le ultime annate non crediamo ci siano paragoni: questa bottiglia fin da subito mostra una marcia in più, che ragionevolmente ne farà nel tempo un grandissimo millesimo. Ma chi beve grandi Champagne sa bene che spesso bisogna saper attendere. E occorre anche aspettare molto tempo, proprio come in questo caso.

Oggi, infatti, Krug 2008 appare un cavallo imbizzarrito: ancora manca quell’equilibrio e quella piacevolezza che siamo certi troverà col tempo. All’assaggio prevale un’acidità spiccata e una grande tensione, che non si sono ancora amalgamate perfettamente.

Da appassionati, sicuramente consigliamo l’assaggio, anche perché è solo grazie al confronto nel tempo che si può valutare autonomamente come lo Champagne “vive” ed evolve in bottiglia. Per chi invece vuole investire cifre importanti per bere un grande millesimato di Krug, oggi non pensiamo che la 2008 sia la scelta giusta. 

Che Krug bisogna bere oggi? I nostri suggerimenti tra Vintage e Grande Cuvée

Se dobbiamo farci piacere con un grande Vintage nel calice, ora optiamo per una 2004 o 2003, due annate così diverse tra loro che sanno dare già tanto. Pronte, equilibrate e complesse: in grado di riflettere a pieno titolo lo stile della Maison.

La 2008 ha un bellissimo potenziale evolutivo, che col tempo si saprà svelare e ci lascerà senza parole, perché le premesse dell’annata sono davvero ottime e quello che sentiamo oggi al calice lo conferma: ma semplicemente non è ora il momento di goderne appieno.

Bisogna infatti avere pazienza con il millesimo 2008: tanta pazienza e non solo quando si parla di Krug.

Non sottovalutiamo, poi, la Grande Cuvée e dimentichiamoci che possa essere “solo la sorella minore del millesimato”. 

È, infatti, l’orchestra, massima espressione della filosofia della Maison. Anche in questo caso, però, non scegliamo l’ultima edizione disponibile (la 169), bensì la 167, che oggi è perfettamente in equilibrio tra complessità e freschezza, o la 168, frutto di una grande annata di base (la 2012), che sta evolvendo benissimo in bottiglia e inizia ad esprimersi alla grande.

Il lancio milanese di Krug 2008 è avvenuto alla presenza di Olivier Krug, con una cena dello Chef Antonino Cannavacciuolo realizzato dalla Maison di Reims in partnership con Richard Ginori per i piatti e Mepra per le posate
Il lancio milanese di Krug 2008 è avvenuto alla presenza di Olivier Krug, con una cena dello Chef Antonino Cannavacciuolo realizzato dalla Maison di Reims in partnership con Richard Ginori per i piatti e Mepra per le posate
banner
BANNER
banner
banner
BANNER