Viaggio intorno alla Grande Cuvée 169esima edizione Krug

Un primo sguardo in anteprima alla Grande Cuvée 169esima edizione. Ma anche un “ripasso” della 164esima e della 159esima. E poi, dulcis in fundo, uno Champagne di cui ancora non possiamo svelare nulla. È questa la “line up” della degustazione “a distanza” che la Maison Krug ha proposto ad alcuni giornalisti internazionali per presentare le novità 2021. E se alla Chef de Cave, Julie Cavil, è spettato il compito di raccontare la parte tecnica del tasting, insieme ad altre figure del team che lavorano per creare le cuvée e i millesimati di una delle maison più prestigiose di tutta la Champagne, a fare gli onori di casa, come da tradizione, Monsieur le Président: con Olivier Krug che ha guidato la visita virtuale in cantina. Come è scontato sia, avremmo preferito essere in Francia e non sul divano di casa, ma qualche calice di Champagne, soprattutto quando è Krug, aiuta a far passare la nostalgia e il rammarico di non poter viaggiare, almeno per qualche ora.

Il tasting online con Olivier Krug è stata l'occasione per gettare un primo sguardo in anteprima alla Grande Cuvée 169esima edizione
Il tasting online con Olivier Krug è stata l’occasione per gettare un primo sguardo in anteprima alla Grande Cuvée 169esima edizione

L’anteprima: Grande Cuvée 169ème édition 

Uno Champagne iconico e rappresentativo. È questo quello che significa la Grande Cuvée nella storia della Maison. Si tratta una bollicina che ogni anno viene composta da vini diversi, con percentuali sempre differenti. La 169esima edizione, presentata in anteprima e in uscita sul mercato a giugno, è formata dall’assemblaggio di 146 vini provenienti da 11 vendemmie differenti. L’annata più vecchia in questo vino è la 2000, quella più giovane – e presente in maggiore quantità – è la 2013. Assemblaggio: 43% Pinot Noir, 35% Chardonnay, 22% Meunier.

“L’annata 2013 è iniziata con un inverno che sembrava non finire mai”, ha spiegato la Chef de Cave, “seguito da una primavera piovosa e fresca”. 

“Per fortuna, l’estate è stata calda e soleggiata, anche se segnata da molte grandinate che però non hanno danneggiato drammaticamente le vigne”.

La Chef de Cave, Julie Cavil: la mano dietro gli Champagne Krug, tra cui la Grande Cuvée
La Chef de Cave, Julie Cavil: la mano dietro gli Champagne Krug (Ph. Jenny Zarins)

Julie Cavil ha evidenziato come lo Chardonnay maturato nel 2013 presentasse molta freschezza, intensità e lunghezza. Il Pinot Noir, invece, emergesse per la sua potenza, mentre il Meunier per struttura, tensione e vivacità. Ma torniamo a noi: vino nel calice.

Il colore è luminoso e la bollicina molto fine, ça va sans dire. Al naso, nella Grande Cuvée 169esima edizione prevalgono sentori di agrume, in particolare limone e cedro. In bocca l’acidità è spiccata e dritta: forse meno potente di quella della 168esima edizione quando fu presentata 12 mesi or sono, ma comunque ben presente e vivace. Quello che penso assaggiando l’anteprima è che il tempo farà esprimere al meglio questa bollicina e non vedo l’ora di ritrovarla per una nuova prova tra qualche mese.

A mio avviso, infatti, questo è Champagne che ha bisogno di evolvere in bottiglia e con il passare dei giorni non farà che migliorare. Parlando proprio di Grande Cuvée, in questo periodo, ad esempio, bevo molto volentieri la 168esima, che oggi si trova in uno stato di grazia incredibile, ma anche la 167esima, che da subito ha presentato grande corpo, struttura e piacevolezza. 

159esima edizione: un tuffo nel passato

Un tuffo nel passato. Dopo l’assaggio della 169esima, la Maison ha voluto far capire cosa significa “potenziale evolutivo”. Lo ha fatto proponendo una cuvée straordinaria: la 159esima.

Dieci anni in più rispetto alla 169esima si sentono eccome. Siamo di fronte ad un “Signor Champagne”. Si tratta di un mix di 120 vini provenienti da 11 vendemmie differenti, base 2003, l’annata più vecchia invece è 1988, un millesimo tra i migliori di tutta la storia della Champagne. Sette anni di affinamento per un assemblaggio composto da 52% Pinot Noir, 30% Chardonnay, 19% Meunier.

Le parole e le spiegazioni tecniche però non riescono a raccontare la profondità di questo vino. È corposo, strutturato, lungo, complesso, ma allo stesso tempo ancora freschissimo e vivace. Un chiaro esempio di cosa realmente significa che il tempo molto spesso i vini li migliora.

164esima edizione: una Grande Cuvée che sorprende

La 164esima edizione ha rappresentato lo Champagne messo in batteria, come spiegato da Olivier Krug, per far comprendere il calibro dell’annata 2008. Infatti, è questo il millesimo che prevale nell’assemblaggio composto da 127 vini provenienti da 11 diverse vendemmie. La più vecchia è la 1990. 49% Pinot Noir, 35% Chardonnay, 17% Meunier.

La Grande Cuvée è una vera icona in Champagne: si tratta una bollicina che ogni anno viene composta da vini diversi, con percentuali sempre differenti
La Grande Cuvée è una vera icona in Champagne: si tratta una bollicina che ogni anno viene composta da vini diversi, con percentuali sempre differenti (Ph. Jenny Zarins)

Secondo Krug, la 2008 è stata un’annata ricca di estremi che ha sfidato ogni previsione. E qui siamo di fronte ad uno Champagne fresco e rotondo, che se lasciato un po’ nel calice esprime grande complessità con note di miele, una punta di tostato e frutta secca. In bocca è avvolgente ed estremamente piacevole. L’acidità è ben equilibrata. Si tratta di uno Champagne perfetto da bere adesso, in qualsiasi occasione e con qualsiasi tipo di pietanza. Sfatiamo qualche mito: uno Champagne del genere si può bere quando si vuole e con quello che si vuole. Non me ne vogliano sommelier ed esperti del settore: io la vedo così. 

Le ultime novità da Reims: la vendemmia 2020 e una nuova cantina ad Ambonnay

Nel corso della presentazione, molto spazio è stato dedicato anche alla vendemmia 2020. Julie Cavil ha spiegato che si è trattato di un’annata davvero straordinaria. Insolita, data la precocità con cui si è dovuto iniziare la vendemmia, in alcuni villaggi già a metà agosto, ma anche con delle uve di grande qualità. Per la Grande Cuvèe base 2020, la 178esima, dovremmo attendere pazienti fino al 2028, anno in cui è prevista l’uscita sul mercato. Per ora sappiamo solo che è composta da 168 vini provenienti da 12 vendemmie differenti, l’annata più vecchia è la 2007, quella più giovane, come detto, la 2020.

E sono particolarmente curiosa di scoprire come si esprimerà e che risposte offrirà uno Champagne base 2020, avendo partecipato io stessa alla vendemmia la scorsa estate in Champagne.

La vendemmia 2020, ad avviso di Julie Cavil, è stata annata straordinario, seppur insolita: ma per la relativa Grande Cuvée occorrerà attendere il 2028
La vendemmia 2020, ad avviso di Julie Cavil, è stata annata straordinario, seppur insolita: ma per la relativa Grande Cuvée occorrerà attendere il 2028 (Ph. Martin Bruno)

Infine, ultimo ma non meno importante, la Maison Krug ha svelato che nel 2024 sarà ultimata una nuova cantina ad Ambonnay, composta da due strutture che serviranno non soltanto per la vinificazione del famosissimo Clos d’Ambonnay, ma anche per altri affinamenti e per alcuni nuovi esperimenti che per ora non sono stati svelati. E a proposito di segreti ben custoditi, non si può non concludere non citando la “bottiglia segreta” della nostra degustazione. Fino a settembre non è concesso parlarne, ma nel frattempo di spunti per degustare qualcosa di buono ce ne sono senza dubbio già parecchi. Santè!

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