Tra i padiglioni di Veronafiere si torna a degustare. Grazie a un appuntamento dedicato esclusivamente al mercato, che dal 17 al 19 ottobre vede andare in scena una Special Edition di Vinitaly. Un formato diverso da quello che abitualmente raduna a Verona i professionisti del settore. Ma che non rinuncia, con i suoi contenuti e le centinaia di aziende che hanno scelto di aderire, a conformarsi come una grande vetrina delle produzioni made in Italy, che in questo 2021 stanno prepotentemente tornando a fare udire la propria voce sui palcoscenici internazionali.
E se il mercato ha ripreso a correre, facendo registrare numeri che riportando ai livelli pre-pandemia, ora è tempo anche di ritornare ai faccia a faccia nei contesti nati proprio per creare le occasioni di incontro tra domanda e offerta. Proprio come la Special Edition di Vinitaly, che segue altri appuntamenti correlati in giro per il mondo, che mira a farsi ponte per traghettare al 2022, offrendo il proprio contributo nell’accelerare ulteriormente la ripresa del comparto vino.
Ma cosa è cambiato dall’ultima volta che i calici hanno tintinnato tra i padiglioni di Veronafiere? E come si caratterizzerà l’inusuale appuntamento autunnale con il Vinitaly? Ne abbiamo parlato con Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, con cui ci siamo confrontati sul futuro delle manifestazioni fieristiche e sulle strategie vincenti di mercato nell’era post-Covid.

Con Special Edition si ritorna agli incontri B2B in presenza anche per il vino tra i padiglioni di Veronafiere: la pandemia ha cambiato il vostro modo di concepire e organizzare le fiere?
La pandemia ha cambiato tutta l’economia, non soltanto le fiere, che certamente si sono date nuovi target da perseguire per rinsaldare il business in presenza e al contempo per accelerare il posizionamento delle aziende sui mercati. Vinitaly Special Edition s’inserisce perfettamente in questo scenario mutato e mutevole, incrociando gli obiettivi delle aziende.
In che modo?
Per questa terza tappa italiana di avvicinamento al Vinitaly 2022, abbiamo messo in campo la massima profilazione qualitativa sia sul fronte della domanda sia dell’offerta. Questo significa che le oltre 400 aziende rappresentative dell’Italia enoica, e anche dei principali brand del settore, potranno avere un’agenda di lavoro mirata con operatori e buyer internazionali e nazionali. Infatti, il mercato interno sarà tra i focus strategici di questa edizione straordinaria in formato smart ma altamente specializzata.
Il brand Vinitaly non si è mai fermato nonostante il lungo stop dettato dal Covid-19: in che termini si è arricchita la vostra offerta?
Veronafiere non si è mai fermata e allo stesso modo ha agito il brand Vinitaly. In questo anno e mezzo, infatti, abbiamo potenziato un calendario di eventi digitali a cui hanno partecipato produttori e operatori. Al contempo, laddove possibile, abbiamo proseguito l’attività di promozione in presenza sui mercati internazionali, come la Cina. L’esperienza digitale che abbiamo maturato ora fa parte del core business di Veronafiere e sarà mantenuta anche in futuro, quale strumento di collegamento e di partecipazione a supporto e a rinforzo di tutte le attività di Veronafiere.
Specificamente su Vinitaly Special Edition, il programma contempla anche masterclass in streaming per permettere di raggiungere in diretta i player dei mercati che non possono essere presenti a causa dei vincoli ancora esistenti. Inoltre, la App Vinitaly Plus, piattaforma che offre una banca dati di 15mila vini delle cantine di 35 nazioni e in 10 lingue, agevolerà la partecipazione in fiera.

Ha citato la vostra presenza in Cina: come procede il posizionamento internazionale del brand Vinitaly?
Il 17 settembre si è chiuso proprio in Cina il Vinitaly Roadshow, una maratona enologica tricolore tra le città di Pechino, Qingdao e Chongqing, che ha registrato un interesse senza precedenti per il vino italiano nel paese del Dragone. Ai tre eventi hanno partecipato oltre 1.800 operatori della domanda cinese di vino, una settantina di espositori italiani, il 40% in più sulla prima edizione, in rappresentanza delle più importanti cantine italiane. Ma non è finita qui: dal 2 al 4 dicembre, a Shenzhen, è in programma Wine to Asia e abbiamo ripreso anche gli eventi con Bellavita Expo. In contemporanea procede l’attività di Vinitaly international Academy, che per la sua 20esima edizione è tornata in presenza lo scorso settembre con tasting negli Usa a Boston, Seattle e Houston.
Nel 2022 torneranno in agenda tutte le grandi fiere internazionali del vino: è soltanto un “ritorno alla normalità” quello che si dovranno attendere aziende e operatori da Vinitaly 2022 o avete in serbo qualche novità?
Competitività e crescita sono gli obiettivi che vogliamo realizzare insieme alle aziende. Stiamo già lavorando su Vinitaly 2022 e di certo non mancheremo di comunicare tutte le novità, ma a tempo debito.

Osservando l’andamento 2021 del mercato, in Italia e a livello internazionale, come giudica abbia affrontato la tempesta il vino italiano?
L’osservatorio Vinitaly – Nomisma Wine Monitor ha elaborato gli ultimi dati doganali sulle importazioni dei 12 principali mercati mondiali della domanda di vino, che assieme hanno determinato un nuovo record storico per le vendite di vino italiano tra i top 12 Paesi buyer esteri nel primo semestre di quest’anno, con le importazioni segnalate in crescita a valore del 7,1% sul pari periodo 2020, ma anche del 6,8% sul 2019, in regime pre-Covid.
Questo risultato, che dimostra la tenuta del sistema Italia, è una grande soddisfazione anche per noi. Purtroppo, il rimbalzo registrato va a coprire una frenata nello scorso anno, e nei primi trimestri del prossimo anno dovremo riuscire a mantenere alto il tasso di crescita. Ma il mondo del vino deve tenere alta la guardia in mercati in continua evoluzione.
Su quali nuovi orizzonti dovrebbero, a suo avviso, concentrarsi le aziende nelle strategie post Covid?
Credo che le principali sfide del settore riguarderanno quella del valore e quindi del prezzo medio e del posizionamento sui mercati internazionali, soprattutto quelli ad alto potenziale ancora tutto da esprimere.































