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“La vera innovazione nel mondo del vino inizia nella vigna”: la ricetta di Gilda Fugazza, presidente Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese

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Quando si parla di mettere le mani in vigna, Gilda Fugazza si entusiasma. Non solo nel suo ruolo di presidente del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, ma anche come donna del vino “che si fa in vigna”, come dice lei, da alcune generazioni produttrice nella splendida tenuta di Mondonico, a San Damiano al Colle, una terra di collina quasi al confine con l’Emilia, ma più che mai in Oltrepò Pavese, una terra su e giù, che sembra dipinta dalla vite, sembra un’opera d’arte ed è bellissima da raccontare.

La tenuta di Mondonico

“Il vino si fa in vigna”: a tu per tu con Gilda Fugazza

Sorride Gilda Fugazza quando le parli di vino immersa nelle sue vigne. Si parte sempre da lì, con lei: 

“Il vino si fa in vigna e questa affermazione merita una grande attenzione, mia e di tutti quelli che amano il proprio mestiere, un’arte che ha a che fare con la natura e la bellezza, una professione che produce eccellenza e valore, ma richiede sacrificio e rispetto, anche e soprattutto per la sua terra”. 

Il pensiero di Gilda Fugazza è quasi una filosofia. Un mantra. Che la accompagna anche nelle trasferte dedicate alla promozione del vino, delle Doc e della Docg, d’Oltrepò Pavese naturalmente, nelle vesti di presidente del Consorzio Tutela da maggio del 2020.

“La vera innovazione nel mondo del vino inizia nella vigna”: la ricetta di Gilda Fugazza, presidente Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese.
Con Carlo Veronese, direttore del Consorzio

“Mi piace partecipare agli eventi del mondo del vino che vanno un po’ oltre la degustazione, momento bello e di sicuro importante per capire dove si va con i gusti, con le sensazioni del vino, con la qualità sempre più alta, per fortuna, quando si parla di Denominazioni”, dice Gilda Fugazza. 

“Ma personalmente mi sento più coinvolta quando si approfondiscono temi che riguardano l’arte di fare il vino. Mi piace capire il presente, forti della storia e della tradizione che ci caratterizza e dalla quale non si scappa e non si replica in nessun altro posto al mondo. Mi entusiasma anche intuire il futuro e cercare soluzioni per proseguire una strada, una missione importante ancor più perché costruita con la complicità della natura, della terra”.

“Merano e il suo recente WineFestival, ad esempio”, prosegue, “ci ha lasciato davvero molte riflessioni e spunti. Oltre a confermarsi vetrina e occasione culturale di approfondimento alle radici del vino, è stata un’edizione, ricca di incontri e di ragionamenti fondamentali per chi si occupa del mondo del vino a partire dalla vigna e quindi l’attenzione alle radici, tema della rassegna. Tema quotidiano per chi fa il vino”.

Ragionamenti attorno a un calice: l’importanza del confronto e il Congresso 2023 di Assoenologi a Brescia

Ragionamenti sul vino attorno a un calice, dunque. “Si arriva così ad acquisire la consapevolezza dei fattori variabili e naturali imposti da un mondo produttivo – spiega la presidente del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese – un ambiente che ci ha abituato a ragionare in modo resiliente, vedi il cambiamento climatico, vedi la contingenza economica, vedi uno scenario non facile da interpretare per una ragione o per l’altra, un patrimonio anche che ci obbliga a non abbassare la guardia: a tenere il ritmo con la velocità imposta spesso da repentini cambiamenti, ci porta insomma a considerare fondamentali occasioni di confronto eventi che godono della spensieratezza del prodotto finale, il vino, ma anche opportunità di crescita, di arricchimento culturale, e di scambio di opinioni, nel contesto qualificato dell’eccellenza del vino, come è stato al Merano WineFestival. Come accade in altri luoghi dove si fa cultura”.

Gilda Fugazza sarà una delle voci dei consorzi presenti e attive nel programma ricco e importante del Congresso 2023 di Assoenologi, il 24 e 25 novembre, a Brescia, “dove si parlerà di innovazione ma anche di passione per il nostro mondo e quelle sono a mio avviso le parole chiave per il futuro del vino di qualità”, spiega la presidente del Consorzio Oltrepò, sei Doc e una Docg, oltre 13mila ettari di vigne di Lombardia, terzo areale di produzione del Pinot Nero in Europa dopo Champagne e Borgogna.

“La vera innovazione nel mondo del vino inizia nella vigna”: la ricetta di Gilda Fugazza, presidente Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese.

“La vera innovazione nel mondo del vino inizia nella vigna”, afferma, “e torniamo sempre lì. Dove la natura e l’arte si fondono per creare opere uniche. Di bellezza e di qualità del prodotto che proponiamo a consumatori sempre più esperti e ci auguriamo consapevoli. In un’epoca di rapido cambiamento climatico, l’innovazione e la ricerca diventano gli strumenti intelligenti che ci consentono di preservare la storica capacità di adattamento e resilienza del nostro settore, con uno sguardo aperto e attento a cogliere reali opportunità di crescita”.

“La sostenibilità ambientale non è più solo una parola, – continua – ma deve essere nei fatti. Molti vignaioli lo hanno capito da tempo. Dobbiamo abbracciare la tecnologia con una visione responsabile e lungimirante. Il rispetto per la natura è fondamentale per non perdere l’anima del nostro vino di qualità”.

Il congresso di Assoenologi sarà un evento importante per fare un punto anche sulle nuove ricerche sul campo. “Che diventano cruciali”, spiega la numero uno dell’Oltrepò Pavese, “per stare al passo. Congressi come questo sono luoghi di scambio di opinioni di alto livello e di condivisione di esperienze irrinunciabili. A Brescia avremo l’occasione di incontrare professionisti appassionati che condividono gli stessi valori, ambiziosi che si occupano quotidianamente ad ogni livello dell’arte di fare un vino eccezionale”.

Valore e onore al vino italiano tutelato dalle Denominazioni: 

“È attraverso questo connubio tra tradizione e innovazione, sostenibilità e passione, che possiamo mantenere il livello alto del made in Italy raggiunto nel nostro settore, – conclude Fugazza – pensando anche a divulgarlo in patria non solo all’estero, garantendo che l’eccellenza continui. Continui anche come chiave culturale e sociale per e fra i giovani, che mi auguro siano responsabili e consapevoli consumatori del futuro. Questi summit servono anche a capire che il nostro modo di operare dovrà sempre di più essere imitato non solo per la qualità del nostro vino, ma anche per il nostro impegno in un futuro vitivinicolo sostenibile”.

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