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London Wine Fair 2023: com’è andata

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Brexit o non brexit l’Exhibition Olympia Hall di Kensington, a Londra, è un concentrato di energia. L’energia internazionale del vino. Nello storico spazio espositivo che è in evidente ristrutturazione – sta diventando un importante centro dedicato alla cultura, alla musica, al food & wine – ecco che è andata in scena, dal 15 al 17 maggio, la 41esima edizione della London Wine Fair 2023, appuntamento principe per il vino nel Regno Unito. Vi raccontiamo com’è andata la tre giorni di fiera.

Come è andata la tre giorni di London Wine Fair 2023: il pubblico

Il padiglione che accoglie London Wine Fair 2023, utilizzato solo nella sua parte bassa, con le balconate senza espositori per capirci, è vivo, vivace, non pienissimo, ma molto frequentato nei tre giorni. 

Avere l’accredito non è una formalità: bisogna dimostrare di essere interessati al mondo del lavoro del vino, i curiosi non entrano e non ci provano neanche. 

Pragmatismo e rispetto delle regole come vogliono i britannici. Dentro, dunque, sono solo presenze di professionisti. Chi non è registrato come si deve, non accede. Non c’è, dunque, il wine lover generico, c’è quello specializzato: ci sono molti studenti e molti sommelier, ci sono addetti ai lavori, anche giornalisti, e non solo quelli inglesi, perché questa è un’occasione buona per accrescere il proprio bagaglio culturale del vino, assaggiando e cercando di capire calici di altri mondi.

Brexit e Covid, in definitiva, questa volta non fermano il London Wine Fair, che ha richiamato una importante rappresentanza dei principali agenti, distributori e importatori del Regno Unito: tra loro, Awin Barratt Siegel; Enotria & Coe; EWGA; portello Mansfield; Félix Solis; H2Vin; Friarwood Fine Wines e Seckford Agencies, accanto ai singoli produttori e a coloro che cercano di entrare per la prima volta nel mercato del Regno Unito. 

Una kermesse del vino sempre più internazionale: gli espositori presenti a Londra

Le presenze 2023 a London Wine Fair, poi, hanno fatto segnare molti più espositori rispetto alle passate edizioni. Si parla di utenti provenienti dai principali mercati europei: dati ufficiali alla mano, il 90% della hall è stato occupato dal Vecchio Continente, con un aumento del 37% rispetto all’anno scorso. 

E quel padiglione “unico e solo”, organizzato con cura senza esagerare negli allestimenti, ma sul filo del buon gusto, è diventato un’area ridimensionata rispetto ad altre edizioni del passato che, intervistando gli addetti ai lavori, si dice molto più frequentate. 

Ma quel meno e di qualità non ha tradito tuttavia lo spirito di questa rassegna, che semmai ne avesse bisogno ha aumentato la propria dimensione internazionale. È, infatti, una kermesse che vede la presenza di molte terre del vino, anche le più lontane: puoi saltare dalla Georgia alla Grecia, al Portogallo, alla Francia, in pochi passi, come se il mappamondo del vino fosse un tabellone del Risiko, facile da conquistare.

A proposito di geografia socioeconomica e di Europa (Brexit o non Brexit), la Francia è stata una novità importante del 2023 con una aumentata presenza: quella, ad esempio, di Wines of Roussillon, Aoc Languedoc e Igp Méditerranée per la prima volta al London Wine Fair. 

L’Italia, invece, ha occupato sei padiglioni regionali, con un incremento del 35% rispetto allo scorso anno. 

Un salto in Spagna: per la prima volta si è vista la presenza della Catalogna. 

La Grecia, invece, ha quintuplicato il suo spazio portando due regioni presenti per la prima volta: Wines of Attica e Region of Central Greece. 

La regione portoghese Wines of Tejo ha raddoppiato il suo spazio e portato 20 produttori in più. 

Interessante poi la Discovery Zone: sold out per questa area studiata per accogliere una lista d’attesa di aziende che desiderano esporre all’ultimo momento. 

Andati esauriti, però, anche sia le masterclass sia i briefing di settore, con sessioni aggiuntive prese in considerazione per il mercoledì pomeriggio per soddisfare la domanda. Fra le new entry sul soggetto: le Aoc Bergerac e Costières de Nimes che per la prima volta si sono messe in mostra con una degustazione guidata.

Le Denominazioni d’Oltrepò Pavese rubano la scena alla London Wine Fair 2023

Fra le novità italiane giunte a Londra per essere protagoniste dell’edizione 2023 di London Wine Fair, le Denominazioni d’Oltrepò Pavese, presenza molto apprezzata dai visitatori, incuriositi alla scoperta di una importante non ancora così nota area del vino italiano. 

Per le Doc e la Docg d’Oltrepò queste le aziende sbarcate Oltremanica: Alessio Brandolini, Bosco Longhino, Cantina di Casteggio, Castello del Poggio, Club del Buttafuoco Storico, Conte Vistarino, Cordero San Giorgio, Ersaf Riccagioia, Finigeto, Frecciarossa, Giorgi Wines, La Versa, Le Fiole, Maggi Francesco, Marchese Adorno, Quaquarini, San Vincenzo, Terre Bentivoglio, Tenuta Il Bosco Oltrenero, Torti l’eleganza del Vino, Travaglino, Vanzini.

Organizzate dal direttore del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, Carlo Veronese, profondo conoscitore di questa manifestazione e di tutte le rassegne internazionali del vino, le realtà dell’Oltrepò Pavese sono state organizzate attraverso un grande banco d’assaggio per tre giorni di fiera.

“Questa è l’unica fiera del Regno Unito dedicata al vino”, attacca il direttore Carlo Veronese, presente con la presidente del Consorzio Gilda Fugazza, “un importante passo per tastare il polso a questo mercato britannico ed internazionale che risulta interessantissimo anche per le novità del settore. L’Olympia Hall di Londra è un luogo che rappresenta tanta storia, un luogo di fine ‘800, dove sono stati organizzati importanti eventi internazionali. Un posto che viene percepito da tutti anche per il suo valore culturale”.

London Wine Fair 2023, com'è andata: tra espositori e visitatori, Denominazioni d’Oltrepò Pavese protagoniste alla fiera del vino di Londra.
Gilda Fugazza, Michele Zonin e Carlo Veronese

Sono tanti anni che a Londra si svolge il London Wine Fair, come spiega Carlo Veronese: 

“Questo spazio è un concentrato del mondo del vino: Italia, Francia, Georgia, Romania e una importante presenza sempre più massiccia del mondo produttivo inglese che propone sempre più vini soprattutto spumanti. Lo considero un bel mercato per tante denominazioni, in un luogo dove c’è tanta cucina italiana, c’è tanta tradizione ed è stato bello esserci con i prodotti delle Denominazioni dell’Oltrepò Pavese”.

Dopo Vinitaly, Prowein, Slow Wine Tour Usa, ecco Londra.

“L’Oltrepò Pavese che ha tantissima storia, da Strabone in poi, oltre 2000 anni di storia, spesso è un territorio conosciuto internazionalmente solo dagli addetti ai lavori”, conclude Veronese, “e quindi molto pubblico che viene in questi eventi si trova spesso ad assaggiare i nostri prodotti per la prima volta e rimane sorpreso dal racconto della storia di questi vini ma soprattutto, degustando, dalla qualità dei prodotti. E ci si ritrova dunque da entrambe le parti di fronte ad una piacevole scoperta che costruisce una base importante per nuove strategie di mercato internazionale”.

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