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Export vino italiano 2022: record a valore nei primi nove mesi

Italian wine exports hit €3.6 billion in H1 2026 (-6.2%). US down 14.1%, sparkling wines hold steady. Signs of recovery in July and August.
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Avanti, nonostante tutte le difficoltà. Arrivano i dati ufficiali dell’export di vino italiano nei primi nove mesi del 2022. E i numeri parlano di una domanda estera che ha raggiunto quota 16 milioni di ettolitri, trainata dalle bollicine. A riferirlo sono le elaborazioni dell’Osservatorio del vino Uiv – Ismea su base Istat, che indicano come l’Italia chiuda il parziale dei primi tre trimestri con volumi in sostanziale continuità (+0,3%) sul risultato dello stesso periodo dello scorso anno, per un controvalore da record di quasi 5,8 miliardi di euro. Un dato, quest’ultimo, che sancisce un incremento in doppia cifra a valore (+12,3%) rispetto al pari periodo 2021. Se normalmente un tale trend in incremento verrebbe accolto con non poca soddisfazione, determinato più dalla spinta inflattiva che dalla domanda reale potrebbe non bastare a coprire il sensibile aumento dei costi sopravvenuto in questi ultimi mesi.

Tutti i trend dell’export di vino italiano nei primi nove mesi del 2022: record a valore trainato dalle bollicine

L’andamento dell’export di vino italiano nei primi nove mesi del 2022 racconta di un settore sempre più influenzato dalla performance delle bollicine: in attesa della consueta prova di fine anno, tra gennaio e settembre mettono a segno +9,2% in quantità e +22,7% in valore.

Il vino tricolore vede, tuttavia, i fermi appiattiti sui volumi dello scorso anno (-0,3%), con i rossi in particolare difficoltà (-2,6% la performance dei nove mesi contro +2,6% dei bianchi). 

Tutti i trend dell’export di vino italiano nei primi nove mesi del 2022: record a valore trainato dalle bollicine.

Le Dop dei vini fermi, in particolare, si posizionano sotto la media sia per quantità (-2%) sia per valore (+9,6%).  E se la domanda per la categoria si dimostra stabile o in leggero calo in Germania e Regno Unito, risultano in contrazione le quantità vendute negli Usa (-6%) e in Svizzera (-7%). 

Tra le piazze in positivo, Giappone (+29%), Canada (+8%), Svezia e Paesi Bassi. Meglio, invece, i trend dei top buyer per quanto riguarda gli sparkling, che vedono gli Stati Uniti a saldo zero per volume, il Regno Unito a +5% e la Germania a +6%, con exploit di acquisti da Francia (+25%) e Canada (+15%). 

Analizzando l’export secondo la piramide della qualità, nei primi nove mesi dell’anno, il segmento Dop ha realizzato nel complesso poco più della metà delle vendite made in Italy (8,4 milioni di ettolitri), registrando un +2,2% dei volumi per un totale di circa 3,9 miliardi di euro (+14,6% sullo stesso periodo 2021), pari a due terzi del valore dell’export enologico italiano. Stabili a 4 milioni di ettolitri i vini Igp, per un controvalore di 1,3 miliardi di euro (+7,2%). 

E ora si guarda al Natale e ai brindisi di fine anno per tracciare quello che sarà il bilancio definitivo dell’export di vino italiano nel 2022.

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