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Vendemmia 2022, come sta andando dall’Alto Adige alla Sicilia

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Vendemmia 2022 iniziata in quasi tutta Italia, con l’andamento climatico di questi ultimi mesi che ha riscritto i tempi di una raccolta delle uve che di anno in anno sta presentando nuove sfide al mondo del vino e tanta (spesso troppa) imprevedibilità. Ma come sta andando, da Nord a Sud? E quali le prospettive della vendemmia 2022 fortemente influenzata dalla siccità degli ultimi mesi? Ecco la voce di viticoltori e Consorzi, che tracciano un primo andamento dall’Alto Adige alla Sicilia.

Le previsioni vendemmiali sono sempre qualcosa di alquanto complesso da stilare, rese ancora più dubbie dal fatto che nulla è definitivo finché il vino non giunge in cantina. Ma si può quantomeno tratteggiare un primo bilancio su come i produttori italiani hanno trovato le uve nel vigneto al via della raccolta.

Primo comun denominatore dell’andamento che ha condotto alla vendemmia 2022 è stato un inverno regolare e con buone riserve idriche accumulate durante i mesi autunnali. Poi, a una primavera mite e di buone prospettive è seguita una fase di siccità che non si registrava da almeno 20 anni. Ecco le prospettive dell’annata dalle voci di enologi e produttori da Nord a Sud, dalle vette dell’Alto Adige alle spiagge della Sicilia.

Alto Adige: la voce di Cantina Kaltern, Cantina Terlano e Cantina Andriano

Un anno fa, i viticoltori altoatesini raccolsero 450mila quintali di uve e per quest’anno, anticipa Andreas Kofler, presidente del Consorzio Vini Alto Adige, le attese sui volumi sono in linea col 2021. “Le sensazioni in vista della vendemmia 2022 sono sicuramente positive e ci attendiamo un’annata dall’elevato livello qualitativo”, spiega. “Le viti ad oggi sono in salute e siamo pertanto ottimisti per la raccolta”. Le altitudini fanno la differenza a queste latitudini. “Ancora una volta la montagna è nostra alleata grazie alle altitudini che garantiscono escursioni termiche benefiche per le nostre uve”, evidenzia Kofler.

“Ci auspichiamo sicuramente un settembre un po’ più fresco al fine di mantenere l’acidità nell’uva e la relativa freschezza. Augurandoci che non ci siano fenomeni avversi dal punto di vista metereologico nei prossimi mesi, crediamo che un’annata calda e anticipata come questa possa essere particolarmente interessante per i vini rossi in particolare per il Lagrein ma anche per il Cabernet e il Merlot. In vigna stiamo portando avanti un lavoro meticoloso nell’ottica di garantire più ombra possibile sui grappoli defogliando meno consapevoli che la grande sfida di quest’anno sarà proprio quella di cercare di avere dell’uva un po’ più fresca. A livello di quantitativi ci aspettiamo un’annata nella media rispetto a quello dello scorso anno.”

Vendemmia 2022, come sta andando dall’Alto Adige alla Sicilia. Primo bilancio sull'annata dalla voce di viticoltori e Consorzi da Nord a Sud.
Alto Adige

Le condizioni climatiche estreme non hanno risparmiato l’Alto Adige dove si sono registrate temperature altissime e mancanza di pioggia. Fortunatamente sul Lago di Caldaro a Cantina Kaltern, la siccità non ha creato grandi danni grazie anche ad un’analisi mirata dello stato del suolo e delle viti con l’apporto della irrigazione di soccorso. Il kellermeister Andrea Moser, infatti, prevedendo un decorso estivo arido e caldo, ha posto particolare attenzione alle pratiche di gestione della chioma mediante sfogliature mirate. “Per raggiungere la maturazione ottimale dei grappoli, sia fisiologica sia tecnologica, la copertura dei grappoli gioca un ruolo fondamentale soprattutto in fase di invaiatura evitando così scottature e perdite di antociani, tannini e acidità. Per i nostri vini bianchi ma anche per i rossi è fondamentale arrivare alla vendemmia con maturazioni omogenee e preservando tutti gli elementi di aromaticità, freschezza e corpo. In questo le piogge dell’ultima settimana di luglio hanno aiutato per una invaiatura omogenea. Incrociando le dita e se la natura sarà clemente, la previsione di inizio raccolta è per inizio settembre, circa una settimana in anticipo rispetto al 2021”.

Simile situazione per il fine stagione anche a Cantina Terlano e Cantina Andriano che si guardano da un lato all’altro della valle dell’Adige. Rudi Kofler, enologo di entrambe, sostiene che ad oggi la vite ha risposto bene alla siccità, ma le vendemmie saranno anticipate di 10 giorni. “Nel vigneto abbiamo defogliato meno del solito per offrire alle uve una maggiore protezione dal sole. Inoltre, in molte zone del territorio viene utilizzata l’irrigazione a goccia, nella quale i viticoltori altoatesini hanno investito negli ultimi anni. Nel complesso, le uve sono in condizioni da buone a molto buone, con uve tendenzialmente più spargole. Ci aspettiamo rese leggermente più basse. Grazie ad alcuni temporali, precipitazioni sufficienti e di conseguenza un calo di temperature a fine luglio, la situazione in Alto Adige si è mitigata. Al momento siamo positivi, ma tutto dipende dall’andamento dell’ultima fase di maturazione”.

Trentino: si guarda a settembre con San Leonardo e Cembra Cantina di Montagna, via il 10 agosto per Ferrari Trento

Discorso lievemente diverso nella zona di Trento dove Anselmo Guerrieri Gonzaga, proprietario di San Leonardo spiega che non ci sono segni di stress idrico sulle viti. “San Leonardo è incastonata tra il monte Baldo e i Lessini ed è protetta per quasi quattro ore al giorno dal sole diretto. Questo è un fattore determinante per mantenere l’eleganza e la freschezza nei nostri vini”.

“Le quantità sembrano nettamente superiori alla media e per la vendemmia, prevista verso il 10 settembre, ci aspettiamo un’annata abbondante”.

Sempre nella provincia di Trento, a Cembra Cantina di Montagna, i vigneti si alzano fino ai 900 metri s.l.m. e qui, spiega Ezio Dallagiacoma, direttore tecnico, “le temperature alte hanno contribuito ad un anticipo della maturazione delle uve che oggi prevediamo per la seconda metà di agosto. Si prospettano vini ricchi e strutturati nei quali la montagna e la sua freschezza troverà sempre il miglior modo di esprimersi”.

Cembra, Trentino

L’estate particolarmente calda che stiamo vivendo ha determinato un forte anticipo dei tempi di raccolta delle uve per Ferrari Trento, che ha scelto d’iniziare la vendemmia nei propri vigneti sin dal 10 agosto, ben 16 giorni prima rispetto allo scorso anno. “Ricordando un po’ quella del 2003, la vendemmia 2022 si profila nella norma dal punto di vista della quantità e, nonostante l’andamento stagionale, con prospettive buone dal punto di vista qualitativo, grazie alle piogge di inizio agosto, ma soprattutto ai particolari accorgimenti messi in pratica nei vigneti di Chardonnay e Pinot Nero di Ferrari Trento”, commenta Marcello Lunelli, Enologo e Vicepresidente di Ferrari Trento.

Veneto: l’andamento della vendemmia 2022 dalla Valpolicella al Piave

In Veneto, spiegano alla Sartori di Verona, osservando un parco vitato che ruota tutto intorno alla città, dalla Valpolicella al Soave, “l’assenza quasi totale di precipitazioni che ha caratterizzato il periodo invernale e primaverile e l’andamento termometrico anomalo, che ha visto un germogliamento ritardato evolversi in una fioritura con 10 giorni di anticipo, rappresentano solo alcune delle anomalie di questa annata”. La criticità è rappresentata oggi dalla necessità di supportare le viti con apporti idrici tali da compensare la forte evapotraspirazione causata dalle temperature superiori alla media. “I grappoli”, continua il team tecnico, “si presentano molto spargoli ed uniformi, caratteristica che permetterà di facilitare la cernita delle uve destinate alla messa a riposo”.

“Se l’andamento meteorologico muterà nel breve periodo con le necessarie precipitazioni e un andamento climatico più temperato, il 2022 potrebbe evolversi in una annata di soddisfazione”.

Vendemmia 2022, come sta andando dall’Alto Adige alla Sicilia. Primo bilancio sull'annata dalla voce di viticoltori e Consorzi da Nord a Sud.
Valpolicella, Veneto

Il Consorzio Vini Venezia, che ha visto nel 2021 raccolti oltre 450 mila quintali di uva nelle sue 5 denominazioni tutelate, traccia un bilancio positivo per questa vendemmia che sicuramente si è caratterizzata anche per alcune complessità che hanno impegnato i viticultori del territorio: siccità in primis e flavescenza dorata in seconda battura. “In base a quanto ci dicono i dati sulle curve di maturazione”, spiega Stefano Quaggio, direttore del Consorzio Vini Venezia, “prevediamo per le varietà precoci un anticipo di vendemmia rispetto allo scorso anno, con il Pinot Grigio che farà verosimilmente da apripista già a partire dalla settimana di Ferragosto. Per quanto riguarda i bianchi e i rossi è ancora prematuro invece fare delle ipotesi. Si tratta sicuramente di un’annata sfidante ma che stiamo gestendo con la massima attenzione. Un’annata iniziata un po’ tardi nel germogliamento ma che ha poi visto un recupero sulla maturazione a causa delle alte temperature, spesso al di sopra della media e della siccità, elemento che ha fortemente condizionato questo 2022. Nel nostro territorio un tema sicuramente complesso che ci ha coinvolto è stato quello della flavescenza dorata. Soprattutto nell’areale del veneto orientale ma con una parziale diffusione anche nella zona del Piave, questa fitoplasmosi segna ancora in modo significativo le nostre viti. Tuttavia, la gestione che abbiamo avuto di questa virosi negli ultimi mesi ci fa ben sperare. Le trappole cromotropiche che sono state adottate infatti e che ci hanno fornito una stima della quantità di insetti che veicolano questa virosi, ci dicono che il numero di individui è diminuito sia nel biologico sia nella viticultura convenzionale. Elemento questo che ci fa essere fiduciosi per il futuro anche se sicuramente è una tematica che continueremo ad osservare con molta attenzione”.

“Rispetto alla qualità di questa annata siamo sicuramenti positivi così come rispetto alle stime di raccolta che pensiamo saranno in continuità con quelle dello scorso anno”.

Friuli-Venezia Giulia: la vendemmia 2022 vista dal Collio

L’areale del Collio è in buona salute, grazie soprattutto a precipitazioni a giugno e luglio, “sufficienti a evitare situazioni di eccessivo stress idrico”, sottolinea il presidente del Consorzio del Collio, David Buzzinelli, che parla di sensazioni molto positive, perfetta situazione fitosanitaria e attese per un elevato livello qualitativo dell’annata. “Non si segnalano problemi di peronospora e oidio e non ci sono criticità legate all’incremento della flavescenza dorata, come in altre parti della regione”.

“Il raccolto è stimato in anticipo di 10 giorni, a partire dalla terza decade di agosto con Pinot Grigio e Sauvignon. A fronte di una fertilità del grappolo considerata buona, il mese di agosto e le agognate piogge determineranno i volumi”.

“Lo scorso anno i quintali raccolti furono 97mila, contro gli 86mila del 2020. E per il Consorzio Collio, la 2022 sarà una vendemmia sostenibile con protocollo Sqnpi per circa 306 ettari e 17 aziende in forma associata (erano 13 nel 2021), che si aggiungono ad altre che procedono singolarmente con lo stesso protocollo di lotta integrata e ad altre certificate a biologico”.

Collio, Friuli-Venezia Giulia

Lombardia: la situazione tra Oltrepò Pavese e Franciacorta

Del via della vendemmia 2022 in Oltrepò Pavese abbiamo già ampiamente parlato. La situazione climatica non cambia rispetto al resto d’Italia.

“Sarà di qualità, di solito non anticipo mai la previsione”, ci ha spiegato Gilda Fugazza, presidente del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, “e lo dico consapevole del cambiamento climatico che stiamo vivendo”. 

Ottavia Giorgi Vistarino, proprietaria della storica azienda Conte Vistarino, aggiunge: “Nonostante la scarsità di precipitazioni non sono stati registrati eccessivi problemi di stress idrico tranne nelle zone con terreni più sciolti. Già dalle prime fasi della ripresa vegetativa ci siamo adoperati con interventi di tipo agronomico per contrastare la carenza idrica, come ad esempio la lavorazione del sottofila, scacchiature e lavorazioni a file alterne dell’interfila per evitare un’eccessiva evaporazione dell’acqua dal terreno e riduzione al minimo delle cimature”.

Una vendemmia 2022 che si prospetta tutt’altro che semplice anche quella di Cantina Torrevilla, altra storica realtà dell’Oltrepò Pavese. Il cambiamento climatico pienamente in corso si prepara a mettere alla prova il lavoro dei viticoltori, a cominciare dalla raccolta delle uve. Già si calcola un calo della produzione, seppur i parametri qualitativi si assestano su un livello ottimale. “L’Oltrepò Pavese è caratterizzato da una conformazione del territorio prettamente collinare che, già di per sé, rende il lavoro delle squadre di raccolta complicato per le diverse pendenze su cui si trovano ad operare”, spiega il presidente, Massimo Barbieri.

“La siccità che ha contrassegnato l’estate 2022 e il forte caldo creeranno un’ulteriore sfida per la vendemmia di quest’anno. La viticoltura oltrepadana si sta sempre più profilando come eroica e caratterizzata da fattori, morfologici e soprattutto climatici in continuo cambiamento che noi, come cantine, e le istituzioni non possiamo ignorare”.

Oltrepò Pavese

42 ettari di vitigni di Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Nero, suddivisi in 24 appezzamenti e distribuiti su sette comuni della Franciacorta sono pronti per la vendemmia: anche nell’azienda vinicola di Terre D’Aenòr è tempo di raccogliere i frutti del 2022. Le temperature elevate registrate in inverno e in primavera hanno contribuito a far germogliare l’uva in anticipo, e la vendemmia è stata programmata per la seconda settimana di agosto. Solo dopo il raccolto si avranno dati certi sulla quantità e sulla qualità dell’uva ma la giovane imprenditrice a capo dell’azienda si considera ottimista. Eleonora Bianchi, classe 1995, crede fermamente nella professionalità del suo team e sulla bontà del terreno: “La fertilità della nostra terra, risultato di glaciazioni e stratificazioni calcaree, ci ha sempre regalato grandi soddisfazioni, anche in momenti complicati, e l’esperienza dei miei collaboratori esalta l’eccellenza dei nostri frutti agendo in modo poco invasivo, per conservare tutte le proprietà organolettiche dell’uva”. La forte siccità, infatti, non influirà in maniera considerevole sui raccolti di quest’anno grazie alle pratiche agronomiche implementate dal team di esperti di Terre D’Aenòr, che hanno sapientemente evitato il processo di sfogliatura e della cimatura, per mantenere i grappoli più protetti e freschi. Le previsioni sono addirittura migliori rispetto allo scorso anno, in cui, poco prima della vendemmia una forte grandine aveva danneggiato il raccolto. In termini di quantità, i quintali potenziali di uva che verranno raccolti quest’anno si aggirano intorno ai 2.500, mentre in agosto 2021 erano circa 1.400, con una perdita tra il 30% e il 40% di raccolto.

Lunedì 1° agosto ha preso ufficialmente il via la vendemmia 2022 di Castello Bonomi. Un lavoro dove l’attenzione alla raccolta, e poi alla successiva lavorazione delle uve, parcella per parcella, puntano a fare la differenza in un anno in cui clima arido e scarsità di precipitazioni hanno destato molte preoccupazioni. “Abbiamo iniziato la vendemmia con un anticipo, già previsto dalla primavera, di circa 10 giorni rispetto alle ultime annate”, sottolinea l’enologo Luigi Bersini. “Fortunatamente a Castello Bonomi siamo riusciti a fare un’irrigazione di soccorso sulle vigne più giovani, che hanno maggiormente sofferto il clima siccitoso, mentre le vigne più vecchie, che danno le uve per i nostri Franciacorta più importanti, grazie ad un apparato radicale molto sviluppato, non hanno avuto problemi. Inoltre, le piogge dei giorni scorsi ci portano a essere positivi”.

“Nel complesso questa sembra un’annata difficile da decifrare, ma ad oggi ci sono tutte le premesse per ottenere degli ottimi Franciacorta”.

Vendemmia 2022, come sta andando dall’Alto Adige alla Sicilia. Primo bilancio sull'annata dalla voce di viticoltori e Consorzi da Nord a Sud.
Castello Bonomi, Franciacorta

Piemonte: l’interpretazione di Pio Cesare di un’annata particolare

In Piemonte si dà conto di un’annata particolare e di non facile gestione. L’inverno è stato più freddo di quello tra 2020 e 2021, ma avaro di precipitazioni nevose. Primavera regolare e piogge arrivate copiose alla fine di maggio. “In attesa di queste precipitazioni”, racconta Federica Boffa Pio dell’azienda Pio Cesare, “il terreno era stato adeguatamente lavorato proprio per cercare di raccogliere nel suolo la maggiore quantità di acqua possibile e trattato, nei mesi invernali, con il giusto apporto di sostanza organica.” Le scelte agronomiche, tra le quali un’attenta gestione del verde nei vigneti, per mantenere i grappoli ben coperti e protetti dalle foglie e severi diradamenti per alleggerire il carico per pianta, si sono dimostrate la giusta chiave interpretativa dei cambiamenti climatici.

“Nonostante il 2022 non sia un’annata facile stiamo accompagnando le nostre viti verso una vendemmia non abbondante, ma sicuramente di qualità, iniziando la raccolta presumibilmente verso la seconda metà di agosto per le uve bianche e fine settembre per il Nebbiolo”.

La vendemmia 2022 in Toscana, dal Chianti a Montalcino, passando per la Maremma

Anche in Toscana il perdurare dell’innalzamento di temperatura e l’assenza di acqua hanno messo in difficoltà i produttori, costretti a mettere in atto operazioni di emergenza. Così Francesco Ricasoli, alla guida dell’omonima azienda a Brolio, Gaiole in Chianti: “Al momento si registra, anche a seguito a rilievi effettuati in collaborazione con l’istituto di ricerca Crea, una situazione di stress idrico nei vigneti, soprattutto nelle aree dove i suoli più sassosi non consentono alle radici di spingersi troppo in profondità”. Anche qui, per superare la fase critica, sono state utilizzate misure speciali, prima di tutto irrigazioni di soccorso, per aiutare, soprattutto, i vigneti giovani. A Bertinga, dove i vigneti nella zona di Gaiole si sviluppano ad altitudini maggiori, il direttore tecnico Elisa Ascani racconta che “a causa della situazione attuale di carenza di piogge, abbiamo dovuto attuare tutti i possibili accorgimenti tecnici per salvaguardare al massimo i grappoli dal sole e dalle alte temperature, evitando sfogliature, riducendo al minimo le cimature e utilizzando polvere di roccia (caolino) per proteggere i grappoli. Inoltre, nonostante l’aiuto dato dall’altitudine dei nostri vigneti, è stata effettuata una leggera vendemmia verde per selezionare i migliori grappoli e cercare di diminuire lo stress delle viti”.

Stesse condizioni nella zona di alta collina di Greve, dove la famiglia François, proprietaria di Castello di Querceto è soddisfatta dalla risposta del territorio. Fondamentale il lavoro di protezione naturale svolto dalla zona boschiva che circonda i vigneti e la presenza di riserve idriche dei suoli.

“Nella nostra azienda, considerando che siamo in una zona di alta collina, le viti stanno ancora reggendo bene allo stress idrico, ma per completare una corretta maturazione sarà necessaria un po’ di pioggia e una riduzione delle temperature massime”, dice Simone François.

A Castellina in Chianti prende la parola Léon Femfert, seconda generazione di Nittardi: “Per la conservazione delle risorse idriche, le lavorazioni del suolo e gli interventi di supporto per le piante sono la chiave per assicurare una produzione di qualità. Abbiamo effettuato lavorazioni superficiali in estate per evitare spaccature del suolo e diminuire le temperature per irraggiamento, abbiamo applicato concimazioni fogliari e caolino per nutrire le piante e diminuire la traspirazione, abbiamo sfruttato le malerbe spontanee per la pacciamatura. Questa gestione agronomica ha permesso alle piante di superare positivamente i forti stress, così da prevedere un’annata produttiva con uve ricche di polifenoli e grande struttura”.

Sulle colline fiorentine, le vigne di Torre a Cona sono in buona salute. Secondo Niccolò Rossi di Montelera, proprietario della Tenuta, “le piogge autunnali e invernali sono penetrate completamente e in profondità in un terreno reso morbido dalle temperature miti. Grazie a questo, oggi le nostre piante usufruiscono di un apporto idrico necessario in questo periodo. Si prevede un inizio di vendemmia leggermente anticipato rispetto agli anni passati”.

Nel centro della Toscana, a Terricciola in provincia di Pisa, a Badia di Morrona, il clima estivo è stato proibitivo, ma cura e dedizione daranno un risultato finale che sarà soddisfacente. “Grazie ad un sistema di irrigazione a goccia le piante hanno sofferto meno, mentre nei vigneti senza la pratica irrigua sono state limitate al minimo le operazioni intrafilari per evitare di compattare ulteriormente dei terreni resi già molto duri dal caldo e dalla quasi completa assenza di piogge estive”, spiega Filippo Gaslini Alberti, proprietario dell’azienda.

Anche nella Tenuta di Trinoro, a Sarteano nella Val d’Orcia, il direttore Calogero Portannese evidenzia: “La nostra fortuna è di essere in una posizione strategica tra il monte Amiata e il Cetona che fanno da barriera naturale e riescono in un modo unico a mitigare il clima, offrendo alle viti una situazione del tutto peculiare. Riusciamo quindi ad avere un’escursione termica superiore di 20°C tra il giorno e la notte e la pioggia provvidenziale di fine luglio si è rivelata un aiuto fondamentale per le nostre piante”.

Una pioggia toccasana, quella caduta tra le vigne di Montalcino a inizio agosto, che ha contribuito a migliorare sensibilmente le condizioni delle piante al pari dell’aumento dell’escursione termica tra il giorno e la notte, con la media delle massime a 33°C e le minime a 18°C. Lo riscontra la commissione tecnica del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino a poche settimane dalla vendemmia. “Le centraline meteo”, rilevano i tecnici, “segnalano un cumulato uniforme di precipitazioni nelle campagne di Montalcino con 75-80 millimetri di pioggia. Il risultato è stato immediato, con il miglioramento delle condizioni delle piante – che iniziavano ad andare in stress mentre ora hanno ripreso vigore – e con il verde delle foglie che è subito tornato ad essere più vivace. Buone notizie anche sul fronte fitosanitario, con assenza di malattie fungine e con i vigneti in ottima salute, mentre l’incremento dell’escursione termica contribuirà all’evoluzione dei profumi del Brunello, del Rosso di Montalcino e degli altri vini dell’annata 2022”.

Ancora presto, per il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, stimare i tempi d’inizio vendemmia, specie alla luce di condizioni atmosferiche che si preannunciano mutevoli e con un agosto che si rivelerà decisivo per la quantità e la qualità della denominazione toscana.

Vendemmia 2022, come sta andando dall’Alto Adige alla Sicilia. Primo bilancio sull'annata dalla voce di viticoltori e Consorzi da Nord a Sud.
Montalcino, Toscana

A Tenute Silvio Nardi, proprio nella zona del Brunello di Montalcino, Emilia Nardi conferma che “si sono adottate alcune misure per ridurre lo stress delle viti: ad esempio spargendo sul fogliame del caolino bio in grado di ridurre la traspirazione e riflettere la luce, così le piante perdono meno acqua dalle foglie. I grappoli sono più piccoli e la produzione sarà minore, ma l’acino di dimensioni ridotte potrebbe essere la base per un’ottima qualità, tutto sta a vedere come sarà il finale di stagione”.

Sulla costa toscana, a Riparbella, Julian Renaud di Colline Albelle racconta una situazione climatica in salita, ma è soddisfatto della gestione della vigna sia invernale sia estiva e considera i cambiamenti climatici inseriti in una visione più ampia. “Con la siccità degli ultimi anni eravamo già preparati con strategie di gestione delle risorse idriche. Quest’anno più che mai il cover crop ha permesso una volta tagliato di mantenere l’umidità del terreno. Abbiamo ridotto l’altezza dei tralci permettendo una crescita più laterale della canopea per limitare l’evapotraspirazione della vigna.”

Soddisfazione a Castello di Vicarello, nel cuore della Maremma Toscana, per la gestione degli impianti che “si presentano in grande equilibrio grazie al lavoro fatto negli anni sui terreni che in seguito alle lavorazioni come sovesci, sfasci, iniezione di micro-organismi e lavorazioni rispettose oggi sono ricchi in sostanza organica e trattengono l’acqua riuscendo a riestituirla alle piante”, dichiara Brando Braccheschi Berti.

Infine, Ettore Rizzi, responsabile della gestione agronomica e della cantina a Fattoria Le Pupille, definisce l’annata “stravagante” con una situazione però meno drammatica di altre zone, complice probabilmente l’influenza del mare e le caratteristiche specifiche della Maremma. Anche qui la gestione delle criticità è passata attraverso l’opera dell’uomo, grazie a irrigazione e pratiche agronomiche. “Le fasi vegetative così ravvicinate hanno causato un ingrossamento dei tessuti vegetali non proporzionato inizialmente, le cere più sottili sulla foglia e sugli acini hanno aumentato l’esposizione agli attacchi crittogamici”, conclude. “Questa situazione è stata contrastata elevando di molto il livello di attenzione e assecondando le piante con trattamenti fitosanitari tempestivi, affiancati ad una gestione consapevole della chioma”.

La Calabria del vino alla prova vendemmia 2022: la situazione della Doc Cirò e Melissa

La Doc Cirò e Melissa parte da una base di 52mila quintali di uve dichiarati nel 2021 e di 40mila nel 2020. Due annate scarse che portano il Consorzio guidato da Raffaele Librandi a stimare nel 2022 un incremento del 10%. “Questo inverno non abbiamo avuto fenomeni meteo estremi né grandinate, ma registriamo una mancanza di pioggia”, specifica il numero uno del Consorzio di Tutela Vini Doc Cirò e Melissa. “A giugno le temperature sono state di gran lunga superiori alla media. Al momento, non sembrano esserci problemi sulla salute delle piante e lo stato fitosanitario è molto buono”. Il raccolto, per i 300 viticoltori, di cui molti in regime biologico, dovrebbe partire in anticipo a metà settembre.

Sicilia: da Palermo all’Etna, come sta andando la raccolta delle uve sull’Isola

Uve eccellenti e sane, ottimo stato vegeto-produttivo, assenza di stress idrico. Queste le premesse della vendemmia 2022 in Sicilia, che ha preso il via a inizio agosto nella parte occidentale dell’Isola, nei territori che rientrano nelle province di Palermo e Trapani. La vendemmia più lunga d’Italia – mediamente oltre 100 giorni – si concluderà a novembre nelle altitudini più elevate dell’Etna.

Si è cominciato con la raccolta della base Spumante, per poi proseguire con le varietà internazionali come lo Chardonnay e il Sauvignon Blanc, seguite dai vitigni autoctoni. Le buone notizie per il vino siciliano vengono dal fronte climatico e fitosanitario: grazie ad un inverno mite, nessuna gelata in primavera, l’andamento meteo è stato regolare, le temperature registrate sono in linea con il 2020 e il 2021. Le piogge invernali hanno imbibito i terreni e riempito gli invasi, un clima estivo soleggiato e con scarsa umidità ha bloccato la diffusione delle principali malattie della vite, come peronospora e oidio. Tutto ciò ha portato le uve ad uno stato fitosanitario sano e di eccellenza. Le previsioni parlano di stime di produzione in linea con il 2021: non sarà un’annata ricchissima, ma sicuramente più produttiva del biennio 2019/2020, che è stato sotto la media regionale. 

Vendemmia 2022, come sta andando dall’Alto Adige alla Sicilia. Primo bilancio sull'annata dalla voce di viticoltori e Consorzi da Nord a Sud.
Sicilia

Con quasi 25mila ettari, in primis la Doc Sicilia nel 2021 ha portato in cantina quasi 2 milioni di quintali di uve, rispetto agli 1,8 del 2020. Il 2022, secondo stime del Consorzio di tutela, sarà in flessione tra 10 e 15%, “ma senz’altro sarà una vendemmia molto soddisfacente per l’ottima qualità delle uve”, afferma il presidente Antonio Rallo.

“Ci apprestiamo a vivere una vendemmia che si registra come sempre la più lunga d’Italia”, sottolinea il numero uno del Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia, “mediamente oltre 100 giorni, sebbene l’inizio sia previsto circa una settimana più avanti rispetto allo scorso anno: inizieremo i primi di agosto con le varietà precoci, fino ad arrivare all’autunno. La vendemmia 2022 si preannuncia con un 10-15% di produzione in meno rispetto al 2021, ma senz’altro molto soddisfacente per l’ottima qualità delle uve”.

In Sicilia, dove le condizioni climatiche sono sempre estreme, la stagione è stata impegnativa con buona risposta delle viti soprattutto di quelle secolari. “L’annata in corso è stata caratterizzata da un fine autunno con piogge importanti che hanno creato una buona riserva di umidità al terreno e una primavera molto fresca, protrattasi fino alla metà di maggio. Da giugno, del tutto all’improvviso, le piante sono state inondate da un caldo che persiste ormai da circa due mesi e mezzo”, questa la situazione sull’Etna, raccontata da Vincenzo Lo Mauro, direttore tecnico dell’azienda Passopisciaro.

“Notiamo che le viti di Nerello Mascalese da cui produciamo il nostro Etna Doc e tutti i vini di Contrada, ormai quasi tutte secolari, stanno resistendo egregiamente. Le prospettive sono quelle di un’ottima annata, leggermente anticipata”.

La stagione vendemmiale è appena iniziata in casa Assuli: l’attesa era grande e le aspettative ancor di più. “Le uve baciate dal sole pieno ci daranno un vino eccellente”, spiegano dall’azienda. Grazie ad un inverno mite, nessuna gelata in primavera, l’andamento climatico è stato regolare, le temperature registrate sono in linea con il 2020 e il 2021. Le piogge invernali hanno imbibito i terreni e riempito gli invasi, un clima estivo soleggiato e con scarsa umidità ha bloccato la diffusione delle principali malattie della vite. Tutto ciò ha portato le uve ad uno stato fitosanitario sano e di eccellenza. Queste le premesse della vendemmia 2022, che ha preso il via nei giorni scorsi nella parte occidentale dell’Isola, nei territori che rientrano nella provincia di Trapani dove crescono le vigne Assuli. Partenza con la varietà Grillo, regina delle uve bianche siciliane, nei vigneti di Carcitella e Segesta. Per preservarne aromi e integrità si sono scelte le prime ore del giorno e il giusto grado di maturazione a seconda dell’esposizione solare.

“Quest’anno le piante si presentano con una vigoria sorprendente e il lavoro fatto durante la stagione inverno-primavera insieme alle abbondanti precipitazioni autunnali, ci stanno dando immense soddisfazioni nel vedere piante e grappoli così in salute”, sottolinea Roberto Caruso, presidente di Assuli. “Nella mia giovane esperienza in vigna posso affermare che non ho mai visto i nostri filari così belli, sembrano pettinati da una mano verde. Amo ricordare che in Assuli il vino si trasforma in cantina ma si fa in vigna”.

La meticolosa cura del vigneto 100% biologico in Assuli è sinonimo di ricerca dell’espressione del pieno potenziale aromatico delle uve. Inoltre, l’orientamento verso un’agricoltura sempre più sostenibile, puntando non più alle quantità ma alla qualità delle uve, permette alla realtà siciliana di trattare ogni vigneto singolarmente, selezionando ciascun grappolo, per confermare l’eccellenza qualitativa e rimuovere ogni tralcio di vegetazione.

Vendemmia 2022, come sta andando dall’Alto Adige alla Sicilia. Primo bilancio sull'annata dalla voce di viticoltori e Consorzi da Nord a Sud.
Sicilia

“Nonostante il caldo, possiamo dire che sia quantitativamente che qualitativamente le uve sono eccellenti”, afferma Filippo Buttafuoco, agronomo di Cantine Settesoli, che ha inaugurato il taglio della vendemmia 2022 con la raccolta delle uve di Pinot Grigio. 

Mentre Francesco Spadafora, titolare dell’azienda Dei Principi di Spadafora, evidenzia: “Le piante hanno utilizzato molte delle riserve accumulate durante il periodo invernale. In questo momento non notiamo stress idrici”.

Per Alessandro di Camporeale, “nel complesso le quantità si attestano nella media e la qualità è molto elevata, data l’assenza di malattie”. 

Ottima la qualità anche per l’azienda Duca di Salaparuta, che aggiunge: “non registriamo diminuzione di quantità e qualità per le uve autoctone”.

Al via la vendemmia anche nella Tenuta di Contessa Entellina di Donnafugata, con le prime uve raccolte per la produzione della base spumante Metodo Classico: “Le premesse della vendemmia 2022 a Donnafugata sono buone grazie alle condizioni climatiche regolari che si sono registrate finora e alle pratiche agricole sostenibili orientate alla qualità messe in atto”.

“I dati delle ultime due vendemmie, con una qualità sempre più alta, e le previsioni della vendemmia 2022 confermano che la Sicilia mostra una buona resistenza rispetto ai sempre più evidenti cambiamenti climatici, grazie alla sua posizione nel cuore del Mediterraneo, ai suoi microclimi, ai suoi terroir e alle sue varietà indigene”, aggiunge il presidente di Assovini Sicilia, Laurent de la Gatinais.

E in tema siccità, la Sicilia si dimostra più resiliente e preparata. “L’agricoltura siciliana deve da sempre fronteggiare il problema dell’approvvigionamento idrico e, probabilmente per questo motivo, riusciamo meglio di altre regioni a fronteggiare la siccità del periodo estivo”, conclude Aurora Ursino, agronoma siciliana eletta migliore agronomo italiano 2021. “Mi sento di poter affermare con certezza che i produttori siciliani stanno virando verso un’agricoltura sempre più sostenibile, puntando non più alle quantità ma alla qualità delle uve. Adottare tecniche agronomiche sostenibili, nonché potature adeguate, forme di allevamento e portinnesti idonei all’ambiente pedoclimatico dell’areale, è l’unico strumento possibile per poter fronteggiare in modo adeguato la siccità e l’effetto dei cambiamenti climatici”.

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WineCouture, anno tre, numero 7/8: Bollicine audaci

Presente e futuro del segmento che sta trainando da tempo il vino made in Italy. Alle bollicine italiane è consacrato il nuovo numero di WineCouture. Quelle bolle d’Italia chiamate ad essere audaci, come ha evidenziato “l’uomo da copertina” Luca Serena e i 40 protagonisti, tra aziende, distribuzione, ristorazione, enoteche e consorzi, che hanno condiviso le loro riflessioni sul domani degli spumanti tricolore.

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